Basterebbero due parole per riassumere PuyoPuyo Tetris, piccolo gioiellino creato da Satana Sega e distribuito da Deep Silver -e queste parole sono “odio” e “amore”.

PuyoPuyo Tetris non è un gioco su cui mi aspettavo di mettere le mani -ma qui su Playcorner non ci facciamo mancare niente, e in questo periodo sono di umore nostalgico; quale migliore soluzione per un viaggio indietro nel tempo? “Sarà un bundle“, mi sono detto, osservandone la colorata copertina dove alcuni diabolici buffi fagiolini mi osservavano con le loro espressioni minacciose kawaii. “Proviamolo“, mi sono detto.

Sarà come tornare bambino“, mi sono detto.

Questo era l’amore. PuyoPuyo Tetris si è infilato nella mia Playstation 4 promettendomi ore di spensieratezza -e invece ha frantumato il mio ego, umiliato i miei riflessi, sconvolto la mia routine giornaliera e spingendomi a livelli di rage che non provavo dai tempi del primo Mario Kart. Sanissimo rage. Posso solo essere grato di non averlo provato per Switch, dove la portabilità credo avrebbe rovinato i miei ultimi stracci di sanità mentale -e il multiplayer mi avrebbe reso reso una persona peggiore.

E questo era l’odio -un “odio” giusto, quasi fraterno, dello stesso genere che alle elementari e alle medie si provava verso il compagno più bravo che ci asfaltava a Street Fighter. PuyoPuyo Tetris è competizione ai massimi livelli in una mezza dozzina circa di modalità diverse, una gioiosa pozione di adrenalina che reinventa la ruota riproponendo due puzzle game storici che (con amore) procederanno a smantellare ogni visione bambinesca della vostra infanzia e a convincervi che tutto sommato a confronto l’online di Dark Souls è roba da oratorio.

Sul serio, non fatevi ingannare: sotto l’estetica colorata e dietro ad un doppiaggio tutto zucchero e canditi, PuyoPuyo Tetris nasconde un cuore hardcore come solo il game design degli anni ’80 sapeva essere: severo, come un sensei che percuote quando si cade e percuote di nuovo quando ci si rialza, la mattina e la sera, prima, durante & dopo i pasti -fino a quando non guadagnerete il suo rispetto rispondendo a tono.

Si varia da modalità single player come l’Endless mode, una sfida contro se stessi al punteggio più alto, a modalità rovinamicizie in multiplayer locale (fino a quattro giocatori). Si va da una normale modalità Versus, sullo stesso formato di Super Puzzle Fighter (dove i propri blocchi eliminati vengono gioiosamente usati per umiliare donati all’avversario) a opzioni più diaboliche simpatiche come Swap (dove dovremo cimentarci in due partite diverse, una a Tetris e la seconda a PuyoPuyo, alternando i board circa ogni 30 secondi) e la ultramortale stimolante Fusion -dove le partite sono sempre due ma questa volta sullo stesso board.

Si, avete capito bene: Puyo e Tetriminos nello stesso board, ognuno con le proprie regole.

 

Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti -specialmente considerando come PuyoPuyo Tetris riesca ad offrire fondamentalmente una modalità per ogni occasione -dai momenti di autolesionismo spensieratezza solitaria delle modalità Arcade, Endless o anche Story (incentrate sul crossover fra i mondi di Tetris e PuyoPuyo e pieno di personaggi che devono morire male colorati) fino ai contesti più sociali dove iniziare faide generazionali rinsaldare calorose amicizie.

Parere Finale

PuyoPuyo Tetris è un titolo che non può mancare nella libreria di qualsiasi appassionato di puzzle game, non solo in quanto edizione definitiva di ben due capisaldi del genere -ma anche per le numerose modalità presenti (alcune, come Fusion, tipiche del crossover e mai viste prima).

Consigliatissima la versione per Switch -forse l’unica console che sappia esaltarne al massimo la doppia natura di gioco portatile/party game.

About Author

Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti. Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.

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