Avete presente quel momento in cui guardate un trailer, venite sorpresi positivamente, mettete il film tra i vostri preferiti e prenotate il biglietto per andarvelo a vedere alla prima? Ecco, questo è quello che ho fatto io quando ho finito di guardare il trailer nostrano di Scappa – Get Out, un thriller apparentemente ingegnoso che inserisce anche qualche sfumatura di critica satirica (alla volemose bene, tanto per intenderci) nei confronti delle discriminazioni razziali negli USA.

Un tema piuttosto caldo, soprattutto negli ultimi tempi, che in questo film viene però sfruttato al fine di creare una vera e propria base dove plasmare le (dis)avventure del povero Chris (Daniel Kaluuya), un ragazzo di colore fidanzato da cinque mesi con una bella guagliona. Il problema grosso, o almeno uno dei tanti che si avvicenderanno durante la visione, è che la ragazza in questione, tale Rose (Allison Williams), non ha detto ai suoi bigotti genitori di campagna che il fidanzato è nero.

Scappa gif

Problemi da poco? IO NON CREDO! Ed infatti, immaginatevi un pò il seguito della vicenda..

Cavolo ragazzi, tutti i possibili cliché tirati in ballo fino ad oggi da un qualsiasi Scary Movie prendono vita, mettendo in scena il solito weekend di paura, dove il protagonista dovrà confrontarsi con situazioni non proprio all’ordine del giorno. Dal trailer si avverte infatti quel sentore di disagio, soprattutto legato ai due domestici che sembrano avere abitudini notturne alquanto bizzarre, mentre la padrona di casa, con una tazzina di te tra le mani, ti fa sprofondare nel sofà solo perché ti sei fumato una sigaretta.

Cioè dai, ma stiamo scherzando? L’intera vicenda viene raccontata seguendo una sceneggiatura piuttosto prevedibile, che punta piuttosto a sorprendere sul finale per l’utilizzo intelligente di alcune tecniche chirurgiche alquanto singolari. Da un lato il regista è riuscito a infondere del carattere alla storia dandogli il giusto peso, vedesi per le dinamiche socio-politiche legate al razzismo, ma dall’altro ha ridotto all’osso gli eventi horrorifici, facendoli scadere leggermente nel banale senza dargli la giusta contestualizzazione.

Non posso per forza di cose darvi troppi elementi per decifrare il film, ma il regista poteva a mio avviso approfondire meglio le dinamiche legate all’ipnosi, costringendo quindi lo spettatore ad oscillare sul sottilissimo filo che separa la realtà dalla fantasia. Amalgamando questi elementi con la giusta quantità di jump scare, il prodotto forse avrebbe avuto una sua connotazione più horror a discapito di un ritmo che appare incalzante solo grazie all’ottima colonna sonora.

Facendo delle considerazioni sommarie, tutti questi elementi anacronistici penalizzano la riuscita finale della pellicola, ed è un vero peccato facendo i conti con l’oste alla fine. Sembra infatti di assistere ad un film che vuole velatamente fare delle critiche a un sistema sociale incline a strumentalizzare la figura delle persone di colore, piuttosto che creare un horror con lo scopo sincero e genuino dello spaventare lo spettatore in sala.

L’inquietudine dettata dal ritmo iniziale, dove per forza di cose lo spettatore non conosce (ma può immaginare) le intenzioni reali del regista, viene purtroppo azzerata repentinamente durante il corso della narrazione, creando quella sensazione di fastidio facilmente accomunabile al proverbiale “e te pareva…”. Cerchi di aspettarti qualcosa di più, ma invece poi ti ritrovi con una caramella tutti gusti più uno che sa di scorreggia!

Scappa Get Out Scappaaaaa

Fuggite Sciocchi!

Considerazioni Finali

C’è una cosa che penso sempre quando vado a guardare un film vendutomi come horror o thriller: se perdo tempo a contestare le scelte dei protagonisti durante la visione, vuol dire che il film non mi ha preso come dovrebbe. Tutta quella tensione che speravo di avvertire è sparita come il cestello di pop-corn che avevo tra le mani, facendomi inoltre rimpiangere i soldi del biglietto appena spesi. Se volete un consiglio, questa volta saltate a piè pari!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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