Ultimo numero di Civil War II, ultimo numero di racconti riguardo un maxi evento che sicuramente lascerà un solco incolmabile nel mondo All New! All Different! di casa Marvel. Cosa potrà mai succedere di così devastante?

La risposta, purtroppo, non piacerà a molti. Bendis ha deciso di chiudere con il botto questo evento importantissimo, dando in pasto ai lettori un finale piuttosto discutibile che non convince e che, tra l’altro, sembra fin troppo scimmiottare il suo clone passato con riferimenti ed eventi praticamente ricopiati su carta carbone. Fino ad oggi abbiamo seguito un escalation di eventi piuttosto rocamboleschi, che hanno interrotto alcune vite di volti importanti del panorama legato ai supereroi lasciando, al contempo, spazio ad evoluzioni contorte e mal elaborate, che hanno solamente creato caos piuttosto che seguire uno schema lineare.

Bruce Banner ci ha lasciati, ma le ultime tavole disegnate da Marquez cercano di mettere sul piatto della bilancia stati d’animo contrastanti, che vedono il proprio ultimo squilibrio nello scontro tra i due leader delle fazioni: Carol Danvers e Tony Stark.

Le ragioni dello scontro le conosciamo benissimo ma, per chi non fosse stato attento fino ad oggi, l’escalation di eventi ha seguito una logica ben precisa: la prima fazione voleva cambiare il futuro sfruttando le visioni dell’inumano Ulysses, mentre la seconda –forse in maniera più ponderata– voleva semplicemente servirsi del potere di quest’ultimo per vigilare sullo scorrere degli eventi, senza intervenire sulle tibie stile Vinnie Jones.

Civil War II 8 Te Meno

Te Meno come un Tamburo Cherokee

Cambiare per non soccombere agli eventi” è probabilmente  il concetto che più tormenta l’universo Marvel, una morale che spesso ci siamo trovati a leggere tra le pagine delle varie testate in qualsivoglia salsa, il What If che spesso non ti aspetti ma che comunque ti ritrovi, forse per far fronte ad una mancanza sempre più marcata di storie originali.

Ed infatti quello a cui assistiamo a questo numero è nientemeno che un more of the same, dove quel retrogusto di già visto se la comanda, risolvendosi nella solita sequela di scazzottate dove cambiano solamente i protagonisti sul palcoscenico al fine di non far incazzare il pubblico. Carol le suona di santa ragione a Tony, mentre invece Ulysses è arrivato ad una coscienza così elevata dei propri poteri che addirittura trascende, entrando a far parte della schiera degli esseri cosmici conosciuti fino ad oggi. Da Sailor Moon a Sailor Universo, senza passare per il via.

Ma alla fine, questo benedetto futuro come sarà? I frammenti mostrati nelle tavole di questo ottavo numero di Civil War II non lasciano presagire nulla di buono. Giudicate voi insomma:

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Dalle ceneri di questo universo devastato dalla morte sopravvivono solo i più forti, o i più fortunati, che daranno il via a nuovi eventi che potrebbero rivoluzionare il mondo Marvel in positivo, a patto che vengano messe in pratica diverse idee.

Come volevasi dimostrare, Tony Stark non è morto, ma è come finito in una sorta di coma irreversibile da cui soltanto McCoy, o qualche altro geniaccio, potrà cercare di risvegliarlo. Nel frattempo tra una scena e l’altra assistiamo al ritorno di Clint Burton, che probabilmente vuole cercare di rimettere in piedi una squadra forte del consenso della popolazione a seguito dell’uccisione di Hulk.

Molte cose quindi sono pronte a cambiare, ma io rimango dell’idea che Bendis ha sbagliato alcune cose in sede di scrittura, lasciando aperti troppi interrogativi che forse mai vedranno una risposta. Civil War II si conclude così, con una morte in grande stile che pone fine all’intera guerra.

Civil War II 8 She Hulk

Ora le mie uniche speranze vanno nei confronti di She Hulk, l’unica veramente incazzata che potrà rendermi giustizia al povero Banner <3

Se avete bisogno di farvi un’idea di ciò che è accaduto, oppure volete capire in un colpo solo cosa è successo durante questo maxi evento, vi basterà andare sui seguenti link:

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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