Little Nightmares Cover

Little Nightmares – PC Version

Una delle cose più stimolanti dello scrivere per Playcorner è quello di potermi cimentare con realtà videoludiche che solitamente non rientrano nelle mie preferenze ed è questo il caso di Little Nightmares, titolo che si distacca completamente dai miei gusti personali (RPG, strategici a turni o comunque giochi più pensati e meno action).

Non ho fallito. Ho solamente provato 10.000 metodi che non hanno funzionato.
(Thomas Alva Edison)

Nessuna frase come questa esprime al meglio quello che ho provato giocato a Little Nightmares, gioco distribuito su PC, tramite Steam, XBox One e PS4 dalla Bandai Namco Entertainment e creato da Tarsier Studios.

Little Nightmares, per chi non lo sapesse, è un particolare ibrido di platform game con elementi puzzle (e fin qui nulla di particolarmente innovativo), ma con un’atmosfera decisamente horror.

E il nome è pienamente azzeccato perché Little Nightmares qualche incubo te lo fa venire, anche se, nella vera e pura tradizione degli horror fatti per bene (mi viene in mente il primo film della saga di Alien), non ti deve mostrare per forza la causa scatenante della paura, ma è meglio solo fartela percepire a lungo per poi assestarti il colpo di grazia (e vi posso assicurare che ci riesce benissimo molto spesso, anche se c’è da dire che non sia una delle persone più impavide del mondo)

Nei panni di Six, la piccola protagonista del gioco, ci troveremo ad affrontare diversi ambienti in cui lo scopo è abbastanza chiaro: superare ogni stanza.

Il problema che Little Nightmares ci destabilizza, ad ogni quadro la soluzione appare sempre diversa, le ambientazioni cambiano radicalmente (e a volte ci chiediamo se la luce è veramente amica o se è meglio vivere al buio per nasconderci meglio) e se si va dal semplice salta e schiva di inizio gioco, andando avanti la complessità dei puzzle aumenta (senza mai essere eccessiva), fino ad arrivare a sessioni che potrei quasi definire arcade vista la velocità con cui si devono affrontare (con l’unico obiettivo di far salire all’impazzata il battito cardiaco del giocatore).

Little Nightmares Light
A volte questo piccolo accendino sarà l’unica vostra fonte di luce

Dal punto di vista grafico reputo Little Nightmares veramente ben riuscito (considerando anche che non ho un PC da gaming di fascia alta) grazie anche ad un sapiente uso dell’Unreal Engine 4.

Sebbene il gioco in sé, per la sua stessa natura, non richieda un comprato grafico esagerato (non stiamo mica giocando ad un FPS o un action RPG della Square), la cura del mondo che ci circonda, la precisione delle animazioni (ho passato svariati minuti a osservare i movimenti del corpo di Six mentre cerca di spingere o tirare oggetti innamovibili e li ho trovati curatissimi) e soprattutto l’utilizzo delle luci e colori (che non hanno mai un ruolo passivo nel gioco) rendono Little Nightmares da questo punto di vista un prodotto godibilissimo.

La postura di Six nel tentativo di trascinare una valigia grande il doppio di lei

Il suono, se possibile, risulta ancora più accurato e studiato del comparto grafico, ma infatti, visto il genere horror a cui appartiene Little Nightmares, non poteva che essere altrimenti, visto che proprio il sonoro è uno dei punti di forza del genere (avete mai provato a guardare un film horror senza audio? Vi sembrerà di vedere un film comico o quasi, provare per credere). Ogni scricchiolio, ogni goccia che sentite cadere, ma praticamente ogni rumore è fondamentale, in parte per ricreare quel clima di paura che il gioco vuole instillare in ognuno di noi, ma spesso e volentieri i suoni sono anche importanti per capire quello che ci sta per succedere e come reagire.

Little Nightmares non ha una grandissima durata (siamo tra le 5 e le 7 ore di gioco, forse anche meno), ma, a differenza di molti altri giochi dove la morte risulta frustrante, in questo caso il giocatore ben presto capisce che è necessaria (e qui ci riallacciamo alla citazione di Edison di cui sopra) per progredire e capire come affrontare ogni quadro al meglio.

Per chi ha lunga memoria (e qualche anno di più), potrebbe trovare molte similitudini tra questo gioco e quel capolavoro che fu Another World (e credo che le creature striscianti che si incontrano molto presto siano una sorta di citazione del gioco della Delphine Software), anche se devo dire, avendo avuto il piacere di giocarli entrambi, che Little Nightmares risulta sicuramente più godibile per i controlli, sicuramente più precisi e reattivi (ricordo tastiere volate per aria perché il protagonista in Another World non saltava MAI nel momento in cui lanciavi il comando ma doveva finire l’animazione del passo, provocando morti terribili ogni volta).

Unica grande pecca di Little Nightmares (a parte la già citata longevità), è il sistema di autosave che a volte ti porta a ricominciare più indietro di quanto sperassi, ma capita poche volte di trovarsi veramente frustrati per il tempo perso.

Conclusioni finali

Avevo preparato anche dei video di gameplay, ma giocando ho capito una cosa importantissima e voglio dare un consiglio a chiunque voglia comprare e giocare Little Nightmares: evitate come la peste guide e walktrough su YouTube, vi perdereste il 90% della bellezza di questo titolo, in quanto il non sapere cosa succede l’istante dopo è esso stesso parte integrante del divertimento che potrà fornirvi.

Autore dell'articolo: Giuseppe "Siral" De Luca

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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