Arriva finalmente la decima stagione dell’era moderna del Doctor Who, l’ultima in cui avremo l’accoppiata Capaldi-Moffat.

Come già ampiamente previsto e preannunciato da tutti i trailer di questi mesi, questa puntata ha servito per introdurre il nuovo companion del Dottore.

A differenza di altre occasioni, in cui il cambio di companion è avvenuto durante la season, questa volta la decima stagione parte con questo tema e ci viene presentata Bill Potts (intepretata da Pearl Mackie), una ragazza molto semplice, con una genuina curiosità verso il mondo, che si ritrova, suo malgrado, trascinata nel mondo del Dottore, che dopo gli ultimi avvenimenti (tra nona stagione e speciale di Natale), si era preso un periodo più o meno lungo di pausa dai suoi doveri nei confronti dell’universo, dandosi all’insegnamento in università.

Devo dire che non mi aspettavo niente di più e niente di meno da questa puntata, anche se ci sono tantissime chicche che per gli appassionati possono aver strappato un sorriso (“I know my Dalek”) o fatto scendere una lacrimuccia (Love will tear us apart e subito si aprono i rubinetti).

Ovviamente subito sulla rete sono iniziate i paragoni per Bill con una delle companion più amate ossia Clara Oswald, la ragazza impossibile (l’adorabile Jenna Coleman).

Doctor Who Bill Potts

Riuscirà Bill a cancellare Clara dai nostri cuori?

Credo che sia ingiusto nei confronti della nuova attrice metterla già sotto la gogna dei paragoni, ma credo che Moffat e soci sapessero che sarebbe successo ed è una cosa a cui erano pronti, sperando di rendere Bill più interessante con il proseguire della stagione (anche se onestamente non mi ha dato lo stesso colpo di fulmine che ebbi con la Coleman).

Ma d’altronde anche passando da Amelia Pond a Clara Oswald per i primi tempi le critiche furono feroci, ma con il tempo credo che la gran parte dei fan ha cambiato opinione su quest’ultima.

Nella puntata viene accennato il tema del Caveau dove il Dottore custodisce qualcosa che non vuole venga trovato da mani sbagliate, che penso sarà l’argomento trainante dell’intera stagione, ma un po’ messo da parte in questo primo episodio.

A parte i tanti ammiccamenti alle stagioni passate (sia del moderno che del classico Doctor Who), la puntata non offre altri spunti particolari, ma quello che forse è più interessante avviene post credits di fine puntata.

Un piccolo trailer di tutto quello che ci aspetta nella stagione in cui vediamo Missy, il ritorno di John Simm nei panni del Maestro e soprattutto con le immagini della rigenerazione già annunciata, ma in posizione molto simile a quella di Tennant (ennesima autocitazione).

Abbastanza inutile la presenza di Nardole, ma magari mi sbaglio e si renderà utile o più simpatico nel proseguio della stagione.

Speriamo che Moffat e Capaldi (che è riuscito nell’impresa titanica di aver oscurato come bravura Tennant e Smith nell’interpretare il Dottore, sembra nato per interpretare questo ruolo) ci possano regalare una stagione d’addio degna di nota, magari con qualche capolavoro come Heaven Sent (la 9×11 è forse uno dei bei episodi della storia di Doctor Who) perché onestamente il Dodicesimo Dottore ci ha regalato una versione bellissima di questo personaggio che da decenni è nel cuore di  tanti appassionati.

Però siamo felici perché Doctor Who è finalmente tornato!

 

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