Devo ammetterlo, quest’anno alla Play 2017 di Modena mi sono davvero divertito. Dopo un paio d’anni in cui il caos e la mancanza di tavoli per provare i giochi, erano due costanti imprescindibili, l’organizzazione di quest’anno ha finalmente risolto il problema. 

Il passaggio della Tana dei Globin nel padiglione B ha giovato sia agli editori – in grado di allargare gli stand e mettere più tavoli – , quanto alla “Tana” stessa che ha letteralmente colonizzato il padiglione  B dando un sacco di tavoli in pasto agli appassionati e ai curiosi. Gli unici leggermente sacrificati da queste scelte mi sono sembrati i ragazzi dell’area autoproduzione, ma ci sarà sicuramente modo nei prossimi anni di migliorare anche la loro posizione.

Girovagare per i tavoli mi ha permesso quindi di sedermi e testare prodotti in quantità, e devo ammettere che la differenza si è sentita. Ecco quindi che sono pronto a raccontarvi quelli che per me sono stati i migliori cinque giochi provati in quel di Modena.

ATTENZIONE: La classifica si basa su semplici sensazioni date da pochi turni fatti sui singoli giochi. Non c’è nulla di approfondito.

5. RUSH & BASH – MONSTER CHASE (Red Glove)

Chi vi scrive è un grande fan di Nintendo e, soprattutto, della saghe di Mario e Zelda. Tra gli spin off più amati dell’idraulico nel mio cuore ha un posto speciale Mario Kart. Ecco, Rush & Bash ne è la trasposizione sul tavolo da gioco, l’incarnazione in tasselli e carte della filosofia – bastardissima! c’è gente che per colpa di un guscio blu è andata in cura da psicologi – del titolo Nintendo.

A Play ho avuto il piacere di toccare con mano la recente espansione chiamata Monster Chase, e devo dire che mi ha piacevolmente colpito. Il titolo ribalta le regole del gioco e lo trasforma in un collaborativo dove i piloti si trovano costretti a combattere un mostro, impedendogli di arrivare prima di loro al traguardo. Botte da orbi, diverse tipologie di carte mostro e una cooperativa che sembra funzionare, hanno fatto divertire tantissimo me e i miei amici al tavolo da gioco.

Aspettatevi una recensione nelle prossime settimane.

4. ARKHAM HORROR: IL GIOCO DI CARTE  (Asmodee)

Da fan del mondo “lovecraftiano” ho atteso con ansia l’uscita di questo prodotto, e la mia scimmia sembra sia stata soddisfatta. Il titolo è un collaborativo per due giocatori (ma aggiungendo scatole base, si può alzare il numero di giocatori fino a 4) in cui, ovviamente, saremo chiamati ad indagare su fatti raccapriccianti e oscuri.

Pur non mancando tutti i capisaldi dell’LCG la struttura di gioco è decisamente snella e riesce a portare all’interno del gioco anche coloro che non sono particolarmente avvezzi al genere. Il gioco è diviso in campagne e, come tutti gli LCG che si rispettano, conta diverse espansioni che sono già uscite e usciranno prossimamente.

Se avete un gruppo di gioco più o meno fisso, e vi piace il genere, vi consiglio Arkham Horror: Il Gioco di Carte in maniera decisamente spassionata.

3. MAGIC MAZE (Ghenos)

Mi sono seduto, insieme al mio gruppo di gioco, con relativa superficialità a questo tavolo, lo devo ammettere. Il titolo visto da lontano e giocato da altre persone, mi dava l’impressione del classico prodotto a metà tra il kids e il prodotto family.

Una volta seduto e provato, invece, mi sono dovuto ricredere. Ogni giocatore ha davanti a se una direzione che gli permettere di muovere i meeple presenti sulla plancia che si compone in maniera casuale, lo scopo è far recuperare (contemporaneamente) a tutti e quattro gli eroi un oggetto magico, e successivamente farli scappare da un centro commerciale. Tutto questo senza mai parlare, ma sfruttando un giga-meeple in legno da sbattere davanti al giocatore che secondo voi deve fare la mossa per sbloccare la situazione in quel determinato momento.  E tutto questo nel giro di una clessidra!

Le prime partite risulteranno piuttosto confusionarie, ma una volta entrati nel mood della partita, difficilmente vi staccherete da questo gioco, che vi spingerà a fare “ancora una partita” solo per migliorare la vostra prestazione precedente.

Veloce, dinamico  e divertente in gruppo. Davvero una bella rivelazione.

2. THE WAY OF PANDA (Pendragon)

Medaglia d’argento che in realtà va ad un prototipo che arriverà sugli scaffali il prossimo autunno. Provato nella stanzetta “privata” di Pendragon il titolo è un german di quelli tosti con una fase di piazzamento e un’altra di controllo e gestione area.

Raccontato così sembra qualcosa di fin troppi basico, ma il titolo creato da trio Obert, Mainini  e Vendramini , si è rivelato un prodotto intrigante, ricco di strategia e pianificazione (e questa cosa a me piace moltissimo!). Il cuore dell’esperienza sta nella scelta delle azioni e nel movimento sulla mappa di tre tipologie di panda: monaco, guerriero e commerciante. Ognuno dei tre avrà particolari caratteristiche da poter sfruttare, ma entrambi dovranno muoversi di città in città per eliminare la minaccia dei banditi, erigere costruzioni e, ovviamente, cercare di fare più punti possibili.

Non vedo davvero l’ora di riuscire a giocare una partita intera, ma posso tranquillamente affermare che è entrato di diritto e prepotenza nella mia wishlist 2017.

1. TIKAL (DvGiochi)

Incredibilmente il titolo che più mi ha convito durante questa manifestazione è niente meno che un remake. Si tratta di un gioco di Wolfgang Kramer e Michael Kiesling rivisto completamente da quei geniacci di Super Meeple, ed editato per l’Italia da DvGiochi, in cui nei panni di impavidi esploratori dobbiamo andare alla ricerca di templi Maya.

Ammetto di non aver mai giocato la prima versione (e nemmeno il relativo seguito), e quindi per me è stata una vera, ma soprattutto piacevole, scoperta. Si tratta di un german  in cui si mischiano elementi di controllo area e maggioranze. Ogni giocatore nel suo turno ha 10 punti azione da spendere per compiere determinate azioni dal costo variabile. Assoldare nuovi esploratori, costruire nuovi accampamenti, scavare per trovare nuove rovine (e fare così più punti!) e così via.

I turni giocati mi hanno convito per due motivi: la fluidità di gioco e l’interazione ragionata. Nel primo caso ho notato che il titolo gira in maniera fluida e, anche nei momenti più lenti – come quello del turno che anticipa il conteggio parziale dei turni – non c’è mai un eccessivo downtime.

Per quanto riguarda invece l’interazione, sebbene sia presente, non è mai gratuita o punitiva, ma può essere sempre gestita attraverso il corretto utilizzodei dieci punti azione.

Amore a prima vista, e lo comprerò sicuramente.

 

About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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