Di “What If” nel mondo Marvel ce ne sono tantissimi, alcuni di successo, altri un po’ meno (una piccola lista dei migliori la potete trovare QUI)

Agents of Hydra (o meglio, Agents of Shield – 4×16 – “What if”) rientra per fortuna nella prima categoria.

Dopo 4 anni e mezzo, la creatura televisiva nata da Joss Whedon (Buffy, Avengers e futuro autore di Batgirl), ha un picco innegabile, mostrando al pubblico forse la sua migliore versione.

Perdete la speranza di non avere spoiler, o voi che leggete!

Ho dovuto fare questa premessa perché non è possibile parlare di questa puntata senza rivelare quello che succede, ma comunque non sono così crudele e metto tutto sotto tag spoiler.

Spoiler

Nel mid-season finale avevamo lasciato l’allegra compagnia dello SHIELD alle prese con il Dottor Radcliffe che era riuscito a sostituire con dei LMD alcuni dei membri tra cui Coulson, Fitz, May e Mack. Praticamente si erano salvate solo Simmons e Quake, oltre Jo-Jo.

Ovviamente, da brave eroine quali sono, non si sono perse d’animo e hanno escogitato un modo di entrare ed uscire dal Framework (sorta di realtà virtuale creata da AIDA, l’androide creato da Radcliffe) per salvare i propri compagni intrappolati.

La puntata riprende esattamente dove c’eravamo lasciati, ossia con Daisy “Quake” Johnson che si risveglia in questa realtà virtuale con di fianco il suo compagno…. GRANT WARD! (si era già visto nel finale del mid-season).

A quel punto, come se le soprese non fossero finite, vengono richiamati entrambi al lavoro, peccato che questo mondo virtuale (nato tutto dal mancato intervento di May in Bahrein) sia sotto l’egida dell’HYDRA, che ha instaurato nel mondo uno stato di dittatura neanche troppo velata.

L’HYDRA, da bravi nazisti quali sono, ha deciso di fare campagna di rastrellamento contro gli Inumani, che si sono organizzati in una resistenza, mentre lo SHIELD è scomparso, distrutto completamente.

Nel frattempo l’agente Simmons si risveglia anch’essa…peccato che sia in versione zombie (o quasi), visto che probabilmente la sua controparte virtuale era stata uccisa (essendo uno degli ultimi agenti SHIELD operativi in quel mondo), portandola a non pochi problemi per cercare di raggiungere il punto di estrazione concordato con Daisy.

Simmons

A questo punto inizia un susseguirsi di scene che ci mostrano tutti i nostri protagonisti immersi in questa nuova realtà.

Ward e Skye sono degli operativi dell’HYDRA al servizio di May (che non avrò più sulle spalle il peso dell’uccisione di una bambina in Bahrein, ma molto peggio, visto che la stessa bambina ha provocato una strage a Cambridge proprio per non essere stata fermata).

La stessa May riprende il ruolo di dura e tosta della situazione (d’altronde come vogliono far capire in questo “What If”, i caratteri dei personaggi rimangono sempre gli stessi, quello che cambia è l’ambiente in cui hanno vissuto le loro vite), ma ben presto scopriamo che non è nient’altro che una scagnozza di Fitz, che grazie al suo genio, è diventato uno dei principali esponenti dell’HYDRA.

L’agente Coulson invece si ritrova a fare quello che ha sempre saputo fare meglio nella vita, ossia insegnare ed indirizzare gli altri, anche se lo ritroviamo a difendere la propaganda HYDRA (difendendo l’organizzazione da accuse di affiliazione al nazismo mosse da uno studente).

Coulson professor

Mentre Daisy/Skye cerca di non farsi scoprire da Ward e May, la rediviva Simmons cerca di rintracciare proprio Coulson, cercando di farlo rinsavire e far riemergere i ricordi della vita reale sfruttando il classico motivetto del “Tahiti, it’s a magical place”. Coulson rimane un attimo scosso ma poi caccia via Simmons, rifiutando di credere a qualsiasi cosa gli venga detta.

Vedendo la situazione molto compromessa, Daisy e Jemma riescono finalmente ad incontrarsi e mettono in atto il loro piano di fuga (consistente in un dispositivo programmato dall’esterno che avrebbe dovuto disconnetterle dal Framework una volta utilizzato).

A questo punto si mostra al mondo la mente dietro tutto il Framework, ossia AIDA in una stupenda versione di Madame Hydra, che ha praticamente tutto sotto controllo (aveva già notato l’arrivo delle due agenti dello SHIELD del mondo reale e aveva disabilitato il loro dispositivo), che si scopre essere la musa ispiratrice di Fitz (essendosi sostituita al candore di Simmons, l’influenza di AIDA/Madame Hydra ha indirizzato il genio di Fitz verso il “male”).

Madame Hydra

Ormai alle strette Daisy e Jemma provano la fuga, ma vengono presto trovate e braccate dagli agenti dell’HYDRA, capeggiati da Ward, che chiede se erano legate alla Resistenza degli Inumani in qualche modo. Le due, dicendo la verità, ammettono di non avere nulla a che fare con la Resistenza, anche se negli ideali sono ben salde contro i dettami dell’HYDRA.

Ma visto che in questo mondo, ogni personaggio mantiene il proprio carattere inalterato, il buon Ward, da buon doppiogiochista quale è, scopre le carte in tavola e ammettere di essere lui la talpa all’interno dell’HYDRA (stronzo in un mondo, stronzo in tutti i multiversi, anche se questa volta, sta con i buoni veramente).

I tre si mettono in fuga e riescono a far perdere le loro tracce.

Nel finale Daisy si reca da Coulson per far leva sul loro rapporto emotivo per svegliare in lui i ricordi assopiti, ritenuti necessari per cambiare il corso degli eventi e la puntata ci regala un cliffhanger di dimensioni gargantuesche con lo stesso Coulson che dopo aver sentito parlare la ragazza, si rivolge a lei chiamandola Daisy, facendo intendere che i ricordi stanno tornando a galla.

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Considerazioni finali

Questa puntata di Agents of Shield, ops scusate, Agents of Hydra, è una bomba (ovviamente parere personale, ma confrontandomi con altri appassionati sono stati molto contenti anche loro)

I plot twist sono dietro ogni angolo, le scene sia d’azione che recitate, ti tengono incollate allo schermo per tutta la durata della puntata e ho trovato geniale il fatto che ogni personaggio rimane fedele alla sua controparte “reale”, mostrando che quello che ci circonda ci plasma influenzando le nostre scelte, ma non può cambiare la vera essenza del nostro io.

Speriamo vivamente che la storyline “Agents of Hydra” venga portata avanti fino al season finale, per una serie che avrebbe meritato più fortuna, ma l’idea trainante di avere dei camei da parte degli attori dei film del MCU è morta ben presto (solo Jaimie Alexander si è presentata nei panni di Sif e Samuel Jackson in quelle di Nick Fury).

 

 

 

 

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