Non ho mai giocato al primo capitolo di Yo-kai Watch, ma quando mi è stato proposto di provare questo sequel, il solo nome di Level 5 come produttore del gioco mi ha convinto.

Il gioco, per chi non lo sapesse, è una sorta di clone di Pokemon, destinato ad un pubblico ancor più giovane rispetto al famoso franchise di Pikachu & Co., infatti Yo-kai Watch 2 ci inserisce nella vita ordinaria di studenti di scuola elementare, con gli elementi di cattura e combattimento che hanno caratterizzato già il primo episodio.

Il non aver giocato il primo capitolo della serie risulta potrebbe essere un problema a livello di storyline in quanto fin dall’inizio il protagonista principale è lo stesso, protagonista che si ritrova a dover recuperare gadgets e memoria di quanto accaduto in passato (e grazie a questo escamotage permettono anche ai nuovi giocatori come me di fruire della storia di questo secondo capitolo senza troppi problemi, anche se da quel che ho appreso in giro ci sono molti rimandi al primo episodio).

La trama è di buona fattura, anche se devo ammettere che forse sono un po’ di parte, in quanto si sfrutta la meccanica del viaggio nel tempo, di cui sono un fan sfegatato in ogni salsa (ma non voglio dire altro per evitare spoiler)

Le location del gioco sono le stesse del primo capitolo, ovviamente ampliate, sintomo forse di un eccesso di pigrizia da parte dei creatori del gioco che forse hanno voluto cavalcare l’onda del successo del loro prodotto (ricordiamo che Yo-kai Watch è un prodotto a 360° in quanto troviamo fumetto, anime, figurine e tutta la gadgettistica che ci aspetta per un prodotto destinato ai bambini).

A proposito, piccolo OT, godetevi l’opening super funky-soul dell’anime!!!

Tornando al gioco e focalizzandoci sul gameplay scopriremo che per la maggior parte del tempo Yo-kai Watch 2 sarà un enorme correre da un punto all’altro delle mappe per completare delle quest.

Il problema non è tanto il correre ma quanto l’assurdità delle catch quest specifiche di alcuni Yo-kai, indispensabili per continuare il gioco.

Ci sono momenti in cui il livello di frustrazione (dovuto al basso catch rate e il sistema di incontri random) è pari a quello di vedere una masterball fallire nel catturare Magikarp.

Il problema che il sistema di cattura risulta poco funzionale. A differenza del ben più famoso Pokemon, dove il sistema è ben chiaro (indebolisci mostro, usa ball), in Yo-kai Watch per catturare i nostri mostri dovremo indovinare che cibo far assumere (e quindi magari dover avere una guida di fianco a noi per non spendere tantissimo tempo nel cercare quello giuso) per convincerli ad entrare nella nostra collezione.

Oltretutto, dopo aver trovato il cibo preferito dello Yo-kai che stiamo provando a catturare, non abbiamo neanche la sicurezza di catturarlo e non vi sono neanche indicatori che ci danno la sensazione di star riuscendo nel nostro compito, aumentando il senso di frustrazione.

In Yo-kai Watch è presente un sistema di combattimento tipico dei dispositivi mobile: l’auto-battle. Visto il target molto giovane (e pigro vorrei aggiungere), la scelta risulta magari vincente, ma ovviamente l’appeal per un pubblico più maturo si riduce drasticamente.

Yo Kai Watch 2 Fight

Saro’ vecchio io, ma l’auto battle non mi piace

I vari Yo-kai avranno le loro caratteristiche ben definite e quindi ognuno avrà il suo ruolo in battaglia (tank, dps, healer, debuffer, etc.), focalizzando l’attenzione sulla scelta strategica del team come unico fattore di vittoria.

Per quanto vada bene per i giochi per cellulare, l’auto-battle diminuisce sensibilmente la profondità strategica di titoli similari.

Ho già ampiamente parlato di quello che non mi convince di Yo-kai Watch 2, ma iniziamo a parlare anche delle molte cose che invece mi hanno colpito positivamente.

In primis dobbiamo rendere merito al comparto grafico del gioco (molto adatto al titolo con uno stile molto cartoonesco).

Anche i dialoghi (che cercano sempre di essere leggeri e divertenti) sono buoni ed ho notato anche una buona localizzazione, con tanto di doppiaggio in italiano.

Inoltre la presenza di numerose sidequest permette di spezzare un po’ la monotonia nella storyline principale (monotonia non dovuta alla storia in sé, che reputo ben scritta, ma alla già citata ripetitività delle quest).

Proprio tra le sidequest troviamo forse una delle modalità più interessanti del gioco ossia il Blasters Mode, un co-op mode in locale fino a 4 giocatori, in cui ci ritroviamo nei panni di uno Yo-kai in una mappa dove devi collezionare più orb possibili mentre sopravvivi evitando delle patrol, fino a quando i portali di fuga non si aprono.

Yo Kai Watch 2 Blasters

La modalità Blasters è dannatamente divertente

Tra le feature più gradite la possibilità di scambiarsi le medaglie online, facilitando così la possibilità di accedere anche agli Yo-kai dell’altra versione. Infatti, in pura tradizione Pokemon, vi è un titolo gemello a questo (Yo-kai Watch 2: Fleshy Souls) e ognuno dei due titoli avrà dei Yo-kai esclusivi (oltre al dover contribuire nel rendere uno dei due negozi di polpette presenti nel gioco il migliore della città, a seconda della versione acquistata).

Conclusioni finali

Per dare una giusta collocazione a Yo-kai Watch 2, bisogna sempre ricordarsi che è un titolo con un target molto giovane.

Ritengo che Yo-kai Watch 2, forte anche dell’idea dell’auto-battle, avrebbe potuto trovare migliore collocazione nel mercato mobile (dove Nintendo sta già lanciandosi con i vari Mario Run, Pokemon go e Fire Emblem Heroes), in quanto lo trovo mancante di quel pizzico di “fascino” che ti porta ad accendere il 3DS per giocarlo e rigiocarlo per un giocatore adulto, mentre per il target per cui è stato studiato lo ritengo un buon prodotto, mancando la complessità di Pokemon nei fight (che potrebbe risultare ostica per i più piccoli) e risultando quindi più facilmente gestibile, spinto anche da una campagna di merchandise molto forte tra cartoni animati e fumetti.

 

 

 

 

 

 

 

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