Legion è una serie TV fantastica, ma non per tutti.

Potrei chiudere l’articolo anche con queste semplici parole, perché questo è tutto quello che c’è da dire al riguardo, ma mi dicono dalla regia che bisogna anche argomentare questo affermazione così assoluta (sono un Sith in realtà).

Prima di tutto, vorrei assicurare che quello che scriverò è completamente SPOILER FREE (vi sono giusto i riferimenti a quello che potete osservare già dalla prima puntata e una piccolissima considerazione sul season finale, ma che non rivela nulla di sconvolgente) perché i plot twist all’interno della serie sono tanti e anche importanti.

Per chi viene dal mondo del fumetto la storia di Legion è abbastanza conosciuta.

Anche i sassi ormai sanno che David Haller è il figlio del più grande telepate mai vissuto nel mondo dei mutanti Marvel ossia Charles Xavier aka Professor X.

Ma tutto questo non è importante nella serie TV (anche se qualche riferimento c’è stato al personaggio di Xavier – piccolo spoiler qui), in quanto non vuole essere una “origin story” ma quanto una rivisitazione del complesso mondo di David Haller (rivisitazione a grosso modo basata su quello che si può leggere nei cartonati appena stampati dalla Panini che comprendono l’arco narrativo riguardate Legion in seguito alla morte di Xavier)

Legion Comics

La storia è VAGAMENTE tratta da questi albi

Complesso è la parola che più ricorrerà nelle vostre menti quando vedrete Legion, perché nel mondo di David Haller nulla è semplice o lineare (ed è il motivo per cui a molti potrebbe non piacere proprio per questo modo contorto di procedere nella narrazione).

In parole povere il nostro protagonista viene identificato come il mutante più potente mai esistito (apprezzo molto che utilizzano fin dalla prima puntata la parola mutante, considerando gli spettatori già “educati” sul background della serie) e le fazioni in gioco faranno di tutto per assicurarsi i suoi poteri.

Da una parte avremo i “buoni”, un gruppo di persone con svariati poteri che si oppongono alla fantomatica “Divisione 3”, ente governativo che vuole controllare (e nel caso non ci riescano, eliminare) i mutanti su cui riescono a mettere le mani.

Il problema che David non è completamente sano, ma soffre di una fortissima schizofrenia che lo porta a rimanere rinchiuso in un ospedale psichiatrico per la bellezza di 6 anni, fino a quando non incontra Syd (i cui poteri sono una variante di quelli della ben più famosa Rogue) di cui si innamora(venendo ricambiato), che si rivelerà essere un agente di questo gruppo di mutanti il cui scopo è “reclutare” quanti più membri all’interno della loro confraternita per combattere il governo che li bracca.

La storia si dipana su due dimensioni: la prima, il mondo reale, dove ci sarà questa continua caccia all’uomo, la seconda nella mente di David, attraverso viaggi nei ricordi e proiezioni nel piano astrale, ostinato a combattere un male che lo affligge dalla nascita e nello stesso tempo iniziare a dominare i suoi poteri, il tutto in un continuo intreccio tra reale e onirico, dando spesso allo spettatore il classico dubbio se tutto quello che stanno vedendo sia effettivamente quello la realtà oppure solo un sogno o una manifestazione dei poteri di David (e la domanda ce la si pone svariate volte durante le 8 puntate).

Uno dei più grandi pregi di Legion è che non sembra la classica serie TV americana, ma sembra più guardare una serie british (infatti nelle prime due puntate mi sembrava quasi di rivedere la regia di Utopia, fantastica serie che ha avuto un epilogo sfortunatissimo, che consiglio a chiunque di recuperare).

Le scelte di fotografia, scenografia e musiche (ad un certo punto parte un pezzo dei Pink Floyd e non puoi che esultare) contribuiscono a quel clima di alienazione mentale in cui vive costantemente David.

Legion inoltre non segue assolutamente i canoni classici della serie TV a stampo supereroistico (come possono essere i vari Flash, Arrow o Agents of Shield), anzi spesso e volentieri, in molte scene, sembra quasi di vedere una serie horror (presenti anche alcune scene assolutamente splatter), rendendola magari più godibile proprio a chi non sopporta questo genere.

Dal punto di vista recitativo gli attori scelti (tra cui Dan Stevens che interpreta David Haller, attualmente sulla bocca di molti per il suo ruolo della Bestia in “La Bella e La Bestia” della Disney) interpretano discretamente i loro ruoli, ma un gradino sopra a tutti abbiamo Aubrey Plaza (Scott Pilgrim Vs. The World, Parks and Recreation) che ci regala nel corso della serie un crescendo di performance di altissimo livello (aiutata molto dal suo personaggio, fin da subito molto accattivante).

Legion Aubrey Plaza

Vi innamorerete di Lenny!

Se proprio bisogna fare un appunto a Legion è la non grandissima riuscita degli effetti speciali usati, ma d’altronde non siamo di fronte ad una produzione hollywoodiana con budget mostruosi.

Da apprezzare anche la scelta di produrre solo 8 puntate in maniera tale da concentrare gli avvenimenti e non disperdere l’attenzione dello spettatore (come accade nelle serie classiche da 22-24 puntate, che spesso e volentieri si trascinano a fine stagione senza avere molto da dire).

Ultimo appunto va fatto proprio alla produzione, infatti Legion è la prima collaborazione tra Fox (detentrice dei diritti dei mutanti del mondo Marvel) e la Marvel stessa, dimostrando che se le due aziende lavorassero insieme (come hanno fatto Sony e Marvel per Spiderman), i risultati a cui potrebbero giungere potrebbero solo essere “fantastici”.

Gran parte del successo di Legion  credo vada dato alla bravura di Noah Hawley come ideatore e produttore (e regista anche di qualche episodio), già conosciuto al pubblico per la serie TV di Fargo, dimostrando, qualora ce ne fosse bisogno, che Fargo non fosse stato solo un colpo di fortuna(cosa che magari capita a molti sceneggiatori di indovinarne una e poi sbagliarne mille).

Ovviamente Legion è stata già confermata per una seconda stagione, visto il grandissimo successo di critica (su Rotten Tomatoes viaggia sul 90% di gradimento su 60 recensioni inserite, un risultato altissimo) e con buoni numeri anche dal punto di vista di ascolti, con la speranza di avere magari qualche X-men presente in scena.

Inoltre il season finale (puntata che avrebbe bisogno di un articolo tutto per sé) ci lascia con l’idea di avere finalmente un villain di un certo calibro, cosa che nelle serie TV degli ultimi tempi abbiamo visto solo nella prima stagione di Daredevil, con l’immenso (in tutti i sensi) Vincent D’Onofrio nei panni di Kingpin.

Riuscirà David a dominarsi? Non vedo l’ora di scoprirlo!

 

 

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