What can change the nature of a man?” è una domanda che gli appassionati di giochi di ruolo dovrebbero conoscere bene: se a cavallo fra gli anni ’80 e ’90 avete passato parte della vostra vita tirando d20 in sordide serate a casa di amici, è altamente improbabile che non ricordiate il claim del famosissimo Planescape: Torment -un titolo cult della sua generazione, spesso acclamato come migliore rappresentante dei wRpG (se non addirittura dell’intero genere). Se il primo Torment ha conquistato il proprio pubblico con una tempesta perfetta di scelte angoscianti, cast variegato, e dialoghi memorabili, Tides of Numenera non ha nascosto l’ambizione di rappresentarne un seguito spirituale fin dagli umili inizi su Kickstarter.

A distanza di un anno dalla prima release per PC, Tides of Numenera raggiunge finalmente il mercato console con un porting per Playstation 4 e Xbox One -portando l’odore di cantine e vecchi manuali cartacei su piattaforme dove RpG ha sempre significato Elder Scrolls Final Fantasy. Lontano anni luce da una concezione moderna del genere basata sui combattimenti, loot e il salire di livello, Tides of Numenera riporta il gioco di ruolo alle proprie radici: niente più avatar personalizzabili o predestinati, niente inventari intasati da chincaglieria da rivendere, complessi alberi di abilità o crafting.
Per quanto elementare possa sembrare, in questo gioco di ruolo si interpreta il ruolo di qualcuno.

Storia

 

Ambientato in un futuro tanto indefinito quanto lontano, in quello spazio dove la tecnologia diviene talmente avanzata da essere praticamente magia, Tides of Numenera racconta la storia di un mondo in rovina: una creatura semi-divina chiamata il Dio Cangiante ha raggiunto l’immortalità tecnologica attraverso la capacità di creare ed abitare corpi mortali -per poi abbandonarli una volta inutili ai suoi insondabili obiettivi. In questi corpi perfezionati per scopi diversi ma ugualmente immortali, il vuoto lasciato dal Dio Cangiante da origine ad una nuova coscienza lasciata a se stessa -sono i Castoff, marchiati con il segno del loro creatore ed abbandonati in un mondo che non conoscono. Il personaggio di Tides of Numenera è il più recente di questi figli rinnegati, il Last Castoff, destinato ad un ruolo importante nella lotta contro la terrificante entità chiamata “The Sorrow” alla spietata ricerca del Dio Cangiante e di tutta la sua progenie.
Quale parte, sarà il giocatore a deciderlo.

C’è molto da leggere, in Torment, ma non è mai un problema: il gioco scorre superbamente nella sua presentazione costante di nuovi elementi attraverso una narrazione prevalentemente testuale -niente cutscene o FMV, “come ai bei tempi”. Nelle prime ore di gioco veniamo sommersi da una miriade di elementi di lore che solamente accennano al resto dell’universo di Numenera, rendendo appieno l’impressione di essere sperduti in un mondo vasto e imperscrutabile. Anche i singoli PNG, dai compagni di avventura fino al più umile dei quest-giver, hanno ognuno la propria storia e una propria personalità -piccole gemme nel firmamento di una ambientazione costruita con estrema cura al dettaglio

Gameplay

Torment

Il primo approccio a Torment può essere abbastanza disorientante anche per il giocatore esperto: nonostante le meccaniche alla base funzionino in termini di livelli, attributi ed abilità, molte delle dinamiche e dei tropi del genere RpG sono qui “filtrati” attraverso la lente dell’ambientazione tecno-magica. I canonici quattro elementi aria, acqua, fuoco e terra divengono ad esempio il quartetto di Elettricità, Chimico, Transimensionale e Psichico (sia per quanto riguarda i tipi di danni che le resistenze); la magia viene ribattezzata Esotery (uno dei cambiamenti più semplici) e gran parte dell’equipaggiamento si presenta in forma di innesti cibernetici con diversi gradi di incompatibilità reciproca.
Ogni personaggio possiede unicamente le tre stat di Forza, Velocità e Intelletto -che determinano la percentuale base di riuscita nelle varie prove di abilità (come Intimidire, Persuasione o le varie Conoscenze); elemento originale è rappresentato dall’Effort, ovvero la possibilità di spendere alcuni usi giornalieri di questi punti caratteristica per migliorare la probabilità di successo nelle varie prove.

Torment

Tides of Numenera riprende a piene mani l’impostazione del proprio predecessore mettendo al centro del progresso di gioco le scelte del giocatore: che siano azioni o parole, le scelte del Last Castoff contribuiscono a svelare e risolvere intere catene di quest, determinando ogni cosa -dal saluto di qualche PNG sconosciuto, al il destino di intere città -per non parlare ovviamente della caratterizzazione del protagonista. Ben lontane da un sistema di moralità binario stile Paragon/Renegade (ed adottando invece un sistema a 5 valori amorali, come Leadership, Pragmatismo, Collettivismo, e Curiosità), le scelte e le vie intraprese in Torment contribuiscono non solo a cambiare la reputazione del Last Castoff agli occhi dei propri compagni, ma anche a plasmarne gran parte dei suoi poteri psichici -aprendo così nuove possibilità ed opzioni di dialogo.

Coerentemente con la natura più narrativa e per nulla action, i combattimenti in Tides of Numenera sono quasi delle sezioni di gioco a parte chiamate “Crisi”: a turni, e basati su un regolamento che ricorda molto quello della 3a edizione di Dungeons & Dragons, sono ambientati sulle stesse mappe dell’esplorazione e completamente opzionali. Esatto: siamo nel 2017 e Torment ricalca appieno la struttura del predecessore, riuscendo ad essere un RpG in cui OGNI quest è risolvibile attraverso un sapiente uso di furtività o inganno.

Parere finale

Purtroppo, nonostante Torment: Tides of Numenera sia un prodotto massiccio e di altissima qualità, l’edizione provata per Playstation 4 soffre di numerosi problemi tecnici che solo un porting frettoloso può giustificare. Tempi di caricamento delle singole aree che rasentano il minuto/minuto e mezzo, controlli lenti (specialmente nei menù) e cali costanti di frame rate in qualsiasi area non rendono giustizia ad un titolo che ha tantissimo da offrire, e anzi contribuiscono a rendere l’esperienza stessa di gioco abbastanza frustrante. Tides of Numenera è un capolavoro, che per console può essere consigliato solamente a chi non possegga un PC all’altezza.

About Author

Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti. Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.

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