Avete presente il tizio biondo ultra buono che persegue sempre un cammino di rettitudine in salsa patriottica americana? Bene. Dimenticatevelo! Perché le pagine che stanno accompagnando questo nuovo Capitan America sono veramente diverse dalle storie che potremmo aspettarci dal personaggio, grazie ad un’impronta sublime che ci viene regalata dal sommo Nick Spencer ai testi.

Ma cosa sta succedendo? Perché ora sarebbe più opportuno chiamarlo Capitan Hydra!

Dunque, prendiamo un respiro profondo. Steve Rogers ha cominciato un viaggio piuttosto rocambolesco nel mondo politico marveliano, spaccato a metà per via delle decisioni rischiose e fin troppo forzate di Maria Hill (vi ricordate di Pleasant Hill?). Quest’ultima deve affrontare diverse cause legali che probabilmente la porteranno a perdere il suo ruolo di direttore dello S.H.I.E.L.D. ma soprattutto, il buon capitano sembra volerne sfruttare il grosso trambusto generato per farsi un bel pacco di cazzi suoi. A danno di chi però?

Qui spunta la sorpresona, un po’ come quando finisci Monkey Island 2 e scopri che Big Whoop è in realtà un luna park. Minchia come ci siete rimasti eh!? In questo caso, contestualizzando, Steve Rogers sembra voler fare le scarpe al suo nuovo leader ritrovato, ovvero il Teschio Rosso.

Capitan America Teschio 01

Aò, te vogliono fa le scarpe!

I motivi sono spiegati in maniera lineare nelle vignette disegnate da Pina e Sepulveda, i quali hanno saputo giostrare con i colori il lavoro iniziato già nel numero dieci (nostrano), dove il flashback della storia riscritta dal cubo cosmico Kobik vede la Rogers’s Family coinvolta nelle spire tentacolari dell’Hydra già da quando lui era un semplice bamboccione di 8 anni. O giù di li.

Capitan America Fuggi

Dimme un pò, c’avevi visto lungo eh!?

In questo nuovo sorgono nuovi dettagli interessanti, secondo me inseriti bene nella trama per trasmettere un senso a questo distacco che il capitano ha nei confronti del Teschio. Nelle parole di Steve troviamo argomentazioni molto forti: l’Hydra non è stata creata per la gloria di un solo uomo. Ed è per questo che gli ideali di conquista, basati sulla formazione di un governo che possa riportare la pace attraverso la forza.

Ragazzi, roba da far accapponare la pelle! Al momento la testata di Capitan America: Steve Rogers è forse quella più seriosa in circolazione, capace di mettere in campo tantissimi elementi discordanti utilissimi a creare un clima da “spy story” impressionante e coinvolgente. E mentre molte testate regolari stanno un po’ scadendo nell’ovvio, questa piacevole trama sta facendo navigare Capitan America verso lidi molto più rosei di altri.

Non ho ancora ben capito il ruolo della nuova Quasar, sbucata durante la rivolta a Pleasant Hill, che sembra voler entrare in sintonia con i poteri cosmici donatele dai polsini dorati che indossa. Una presenza di tale potere come potrà intervenire in queste pagine?

Nel numero troviamo anche una storia tratta da Bucky Barnes: The Winter Soldier, un piccolo trafiletto dove ci viene mostrata una storia a sé stante piuttosto fiacca. Niente di che insomma, secondo me si può saltare a piedi uniti per quanto bassa sia la sua utilità.

Se vi interessano gli altri recap dedicato a Capitan America: Steve Rogers, potete dare una letta qui:

#9 – Hail Hydra!

#10 – Il Cammino dell’Uomo Timorato

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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