Sniper Elite 4

La guerra è sempre guerra. Non importa come la si combatte, importa soltanto arrivare alla fine della giornata vivo e vegeto, magari dissacrando i crani dei vostri nemici con del buono e sano piombo. In Sniper Elite, saga videoludica nata nel lontano 2005, l’approccio ai campi di battaglia è stato interamente settorializzato, nel tempo, verso la pratica che richiede più pazienza, e precisione, di tutte le altre: il cecchinaggio.

Urge dunque lucidare il fucile e cambiare paio di occhiali, perché in questo titolo la precisione sarà la vostra migliore amica sui campi di battaglia, insieme ad una buona dose di strategia e posizionamento tattico. Sia mai che vogliate farvi beccare come polli, no?

Detto questo, Sniper Elite 4 ci permette di vestire nuovamente i panni di Karl Fairburne, un cecchino inglese da definirsi infallibile solo a seconda della vostra abilità con il fucile. Lui, solo come un cane, verrà spedito nella bell’Italia per indagare sulla produzione di missili teleguidati che potrebbero chiaramente cambiare l’esito della guerra a favore del Führer.

Attenzione eh, niente a che vedere con la storia “vera”, ma comunque un bellissimo spunto sfruttato ad hoc da Rebellion, specialmente al fine di mettere su carta una vicenda slegata dal contesto storico così da evitare critiche inutili (che oggi, si sa, ce ne sono a palate). Certo, non siamo davanti ad un capolavoro di sceneggiatura, ma comunque gli spunti sono presenti e ben amalgamati, facendo così in modo che il giocatore non si senta unicamente rapito dalla voglia di sparare in testa a qualche povero –si fa per dire– fascista nelle vicinanze.

Sniper Elite 4 01

Parlando proprio del gameplay, Rebellion si è concentrata nello sfruttare tutti gli elementi già visti nei precedenti capitoli, offrendoci però un sistema abbastanza stratificato che non vi lega necessariamente al compito di cecchino ma anzi, fortunatamente, vi propone una serie di approcci differenti per portare a termine la vostra missione. Il level-design di Sniper Elite è fortemente ispirato, vi capiterà di girare per scenari che spaziano dalle ridenti campagne a borghetti medievali, magari passando per basi arroccate dove il tempismo, insieme ad una buona pianificazione, saranno il vostro pane quotidiano per cercare di scamparla.

Un buon cecchino deve studiare il campo di battaglia. Grazie al binocolo è possibile concentrarsi sulla mappa sfruttando un punto elevato, contrassegnando al tempo stesso non solo i soldati presenti, ma anche tutta una serie di oggetti da utilizzare come diversivo. Anche una tanica di benzina, o un camion con il serbatoio scoperto, potranno diventare i vostri migliori amici se sarete in grado di sfruttarli doverosamente. E non è tutto. Alcuni suoni ambientali possono coprire la vostra posizione una volta sparato il colpo, segno che gli sviluppatori hanno voluto davvero fornire tutte le carte possibili al giocatore, facendolo diventare a difficoltà massima un vero e proprio simulatore di cecchinaggio.

L’interfaccia di gioco è vostra amica, la mini-mappa chiarisce la vostra posizione ma anche quella di obiettivi ed avversari, cosa che invece viene totalmente a mancare in quella massima. Senza contare, questa devo dirvela, che verrà meno anche un led che solitamente vi aiuta a prendere la mira (compare un rombo rosso che segnala dove finirà effettivamente il colpo) calcolando vento, altezza, distanza e molto altro ancora. Cioè, non so se mi spiego!

Questo fattore regala parecchia longevità, e realismo, ad un titolo senza fare il minimo sforzo. Senza contare che, tanto per dirvene una, è possibile anche decidere di sfruttare alcune dinamiche stealth per avvicinarvi ai nemici ed accoltellarli compiendo delle uccisioni furtive. Ogni tipologia di omicidio ha un punteggio, che va ad assegnarvi delle medaglie alla fine della missione, facendovi paradossalmente salire di livello.

Ragazzi, occhio! Niente di troppo ruolistico, semplicemente ogni tot level-up potrete sbloccare delle abilità passive, utili ma non indispensabili. Va anche sottolineato che ogni missione può essere affrontata con uno spirito diverso, legato principalmente a quanto il giocatore ama spaziare e scoprire qualche side quest presente in ogni zona. Tale fattore diluisce notevolmente la permanenza in gioco, dandovi la possibilità di rimanere incastrati nella stessa missione anche per più di un’ora e mezza.

Se proprio dobbiamo parlare di difetti, anche in questo titolo effettivamente presenti, dobbiamo citare l’IA dei nostri avversari, che non brillano anche a difficoltà massima per intelligenza e perspicacia. Questo si accosta ad un automatismo deciso dagli sviluppatori, essenzialmente basato sulla percezione che quest’ultimi hanno nei confronti della posizione da cui hanno sentito lo sparo. Quando venite “spottati” avrete poco tempo per defilarvi, questo è vero, ma al tempo stesso vi sarà possibile piazzare qualche mina antiuomo per fare i veri macelli.

Per quanto mi riguarda ho avuto il piacere di giocare Sniper Elite 4 su PC, pertanto mi sono divertito a giocare con le impostazioni grafiche settandole al loro massimo, ed ottenendo in questo modo un’ottima resa visiva sia per le texture dedicate ai personaggi, che per quelle dedicate a tutta l’ambientazione di gioco. Il comparto d’illuminazione lavora egregiamente, regalando degli scenari particolarmente piacevoli da osservare dall’alto del nostro cucuzzolo nascosto.

Il gioco, per concludere, offre anche diverse modalità multigiocatore veramente molto simpatiche da giocare. È possibile spaziare tra una semplice cooperativa utile a rivivere le avventure delle campagne singole in due, oppure di mettervi l’uno contro l’altro interpretando rispettivamente il ruolo di cecchino e spotter. Tra sei modalità da scegliere, sicuramente ogni giocatore troverà quello più affine e gratificante.

Considerazioni Finali

Devo ammettere che Sniper Elite 4 mi ha regalato il piacere del cecchinaggio, molto diverso dagli sparatutto dove invece questa dinamica viene più servita come contorno in un panorama prettamente action. Qui c’è ponderazione, strategia e tutta una serie di elementi gratificanti che vi faranno alzare le mani dalla tastiera contenti di aver sparato un colpo, magari ridacchiando sotto i baffi inneggiando il tipico commento del vincitore: #robettaserissima

Autore dell'articolo: Simone Rampazzi

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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