C’è stato un tempo in cui gran parte delle mie paghette finivano in armate di Warhammer; da qualche parte credo di aver ancora la mia armata di Conti Vampiro,rigorosamente dipinta (male) da me.

Crescendo, il modo di Warhammer si è un po allontanato dalla mia quotidianità…fino all’arrivo dei giochi da tavolo. In questi anni ho avuto il piacere di rincontrare volti e situazioni che mi hanno riportato ai miei 13-14 anni, ma in una forma completamente differente.

In occasione del Cartoomics di Milano ho avuto il piacere di provare, grazie a Red Glove, il prototipo di Warstones, nuovo progetto del prolifico autore italiano Andrea Chiarvesio e dell’esordiente Maurizio Favoni. Inutile dirvi che, da ex giocatore di Warhammer, è stato amore a prima vista, nonostante una grafica e una qualità dei componenti decisamente prototipale.

“SCHICCHERE” DI GUERRA

Il cuore di questo Warstones è proprio la “schiccherata” un gesto piuttosto conosciuto in ambito ludico grazie a giochi come Subbuteo, ma anche le più classiche biglie da spiaggia (e anche qui si potrebbero aprire capitoli di storie incredibili!!).

Ogni unità ha un costo in punti di acquisto, e una quantità di cubetti necessari per essere schierata.

La partita che ho avuto modo di giocare è stato un furioso testa a testa tra l’armata degli umani e quella dei non morti (nella scatola base ci saranno anche Nani e Orchi) in un tripudio di abilità e precisione, ma senza lesinare in strategia.

Sin dalla (veloce) spiegazione si intuisce come il buon Chiarvesio abbiamo tratto forte ispirazione dall’universo della Game Workshop. In base alla durata della partita scelta (ce ne saranno differenti) avremo dei punti da spendere per costruire il nostro esercito sotto forma di fiches. L’obbligo sarà quello di avere almeno un comandante e la metà di questi punti spesi in armate semplici. Armate, che si divido per l’appunto in comandanti (rossi), unità speciali (blu) e unità semplici (bianche).

Una volta assemblato il nostro esercito è l’ora di darci battaglia sul terreno di scontro. Lo scopo per entrambi i giocatori è quello di arrivare per primi ad un tot. di punti vittoria, e per farlo bisognerà riuscire ad assaltare con successo i tre villaggi posti nei relativi quadratoni al centro della mappa. La mappa sarà inoltre composta da un’altra serie di quadrato che formano un 3×3 piuttosto generoso in termini di grandezza.

Combattere con i villaggi non sarà semplice: contrattaccano e fanno sempre perdere almeno una unità, con il danno che viene distribuito dall’avversario.

I turni, come le azioni da compiere, sono piuttosto semplici. Ogni round è composto da cinque cubi azione che ogni giocatore, alternandosi un’azione alla volta, può bruciare per fare qualcosa. Tra queste ci sarà la possibilità di schierare le unità nella nostra base, “schiccherare” al costo di un cubetto un’unita presente nella base dove preferiamo, oppure, colpire un’unita già mossa (al costo di tre cubetti) verso un’altra zona. Infine, cosa da non sottovalutare, la possibilità di attaccare le unità nemiche oppure il villaggio.

Una volta esauriti i cinque cubetti il round finisce e il token primo giocatore passa all’avversario. Si prosegue in questo modo fino a quando uno dei giocatori non raggiunge l’ammontare dei punti necessari per vincere facendo concludere immediatamente  la partita.

Ogni formazione ha la sua base di partenza. I cubi azione servono invece per contare le azioni già eseguite e quelle rimaste.

Questo è a grandi linee Warstones: semplice, efficace ed estremamente immediato. Non spaventatevi però non si tratta di un banalissimo gioco di abilità (anche se una buona parte è comunque presente) ma la forza di questo progetto sembra essere la stratificazione del gioco in base all’età, e di una certa volontà da parte dell’autore, di non renderlo esclusivamente un gioco legato al gesto della schiccherata. La sensazione che ho avuto giocando è proprio quella legata alla possibilità di approcciare il gioco in modi molto differenti. Il ragazzino può giocare tutto sull’abilità, senza particolari complicazioni. L’adulto, invece, sarà  spinto a giocare partite con più punti per costruirsi un’armata più eterogenea, o giocare di strategia sulle unità e su chi/cosa “schiccherare” fino ad arrivare alla possibilità di inserire regole opzionali legate alla tipologia del terreno.

Insomma, nonostante una partita “mordi e fuggi” devo ammettere che Warstones ha instillato dentro di me una sana curiosità. Complice anche una durata tutto sommato contenuta, non vedo davvero l’ora di metterci le mani sopra in maniera definitiva, magari con una versione più vicina a quella che sarà commercializzata tra qualche mese.

L’appuntamento è quindi al Play di Modena il prossimo 1-2 aprile!

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Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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