Oggi voglio raccontarvi una storia, una storia triste, la storia di una delle più grandi ingiustizie perpetrate dal platinato mondo hollywoodiano: la triste storia di Darth Plagueis il saggio Dave Prowse (e se vi state chiedendo “echiccazzè questo Dave Prowse” siete nel posto giusto. Qui si parla dell’uomo dietro la maschera forse più famosa dell’intera storia del cinema: Darth Vader).

Dave Prowse nasce a Bristol nel 1935. Il fisico imponente (supera i 2 metri d’altezza) lo indirizza verso una carriera da body builder e sollevatore di pesi (sarà campione britannico per tre anni consecutivi) fino al suo esordio nel mondo dei cinema. In quegli anni per una persona della sua stazza entrare nel mondo del cinema inglese voleva dire una cosa sola: Hammer Films. La storica casa di produzione britannica di film horror gli diede quindi l’opportunità di interpretare il mostro di Frankenstein in tre pellicole.

Viktor… sono tuo figlio!

Con il corpo quasi interamente ricoperto dal trucco, Prowse imparò cosi a dare vita ai propri personaggi basandosi esclusivamente sulla sua fisicità e sulla gestualità (cosa che gli verrà utile negli anni a venire).

Arriviamo così al 1977 quando Lucas lo chiama per proporgli due parti nel suo prossimo film. La scelta è fra un personaggio completamente coperto di pelo che si esprime a grugniti (vi dice qualcosa?) oppure il cattivone antagonista aka il Signore Supremo dei Sith: Darth Vader . Inutile dire quale fu la scelta di Prowse e, come si dice, il resto è storia.

Ma la storia ahinoi non fu galante con il mite britannico (proprio per un cazzo!) e la sua storia nel franchise di Star Wars non è di certo a lieto fine. Ma andiamo con ordine.

Durante le riprese di Una nuova speranza cominciano le sfighe che accompagneranno il nostro in tutta la sua esperienza agli ordini di padron George.

A sua insaputa infatti in sede di doppiaggio Prowse viene a sapere che non sarà lui a dare voce al suo personaggio (doppiato dall’immenso James Earl Jones) e la causa sarebbe da imputare al suo marcato accento britannico che Lucas riteneva inappropriato per un personaggio del genere. Sentendo l’audio originale la voce risultava effettivamente ridicola, anche se va ricordato che l’audio di questa ripresa non presenta le modifiche effettuate in fase di produzione con gli effetti che renderanno unica la voce di Darth Vader.

Come è facilmente immaginabile questa decisione non fece decisamente piacere a Prowse, che da sempre non contesta la scelta in sé, ma il fatto che lui fu tenuto all’oscuro di tutto e solo in fase di produzione realizzò che la voce del suo personaggio non gli apparteneva.

Arriviamo così al secondo capitolo di Star Wars e ad una nuova dose di sfiga.

Sul set tutto è pronto per girare forse la scena più iconica dell’intera saga (si, proprio quella del paparino rivelato) e la segretezza la fa da padrona, a tal punto che nessuno è a conoscenza del segreto della vera identità di Darth Vader. Anche i copioni consegnati agli attori riportano delle battute errate (sul copione di Prowse la famosa “Luke, io sono tuo padre” recitava “Obi-Wan ha ucciso tuo padre”).

Inutile specificarlo ma anche in questo caso Prowse scoprirà la verità solo durante la prima visione della pellicola, senza che nessuno gliel’avesse comunicato (ah, le buone maniere di padron George…)

Terzo film e, indovinate un po’, terza e definitiva sfiga epocale che segnerà il definitivo distacco fra Prowse e George Lucas.

Come forse sapete Sir Alec Guinness (il buon vecchio Obi Wan nella trilogia ufficiale) non è mai stato un fan di Star Wars anzi, ha sempre reputato la saga una discreta ciofeca con uno script mediocre. Il successo delle prime due pellicole non gli fecero certo cambiare idea fino a portarlo al punto di non voler partecipare al terzo episodio, che fra l’altro lo vedeva solo per pochi minuti on screen.

Guinness mise quindi il veto alla sua partecipazione, a meno che non si riuscisse a trovare una particina per un suo amico attore alla prese con problemi finanziari, il buon Sebastian Shaw . Per padron George era impossibile anche solo pensare di rinunciare alla presenza di Guinness per il Ritorno dello Jedi e quindi come poteva portare a casa capra e cavoli? Semplice, nella scena clou quando Luke toglie la maschera al padre per dargli l’estremo saluto perchè non mettere Sebastian Shaw col suo bel faccione al posto di quello di Prowse? Eddai però…

Anche qui tutto fu svolto nella segretezza più totale e ovviamente nessuno si preoccupò di comunicare al povero Prowse quanto stava succedendo sotto al suo inconsapevole naso.

Per non farci mancare il carico da cento, il Daily Mail pubblica un articolo dove Prowse si sarebbe lasciato sfuggire il fato a cui sarebbe andato incontro il suo personaggio ben prima che la pellicola facesse il suo debutto in sala. Immaginatevi la reazione pacata di padron George…

Questo fu l’ultimo episodio di un rapporto fra Prowse e Lucas già incrinato negli anni e fu la vera e propria pietra tombale dei rapporti fra l’attore britannico e la superpotenza dell’Impero di Lucas. Poco importa che lo stesso autore dell’articolo negherà qualsiasi coinvolgimento dello stesso Prowse in questa fuga di notizie (probabilmente dovuta a qualche addetto al set un pò troppo chiacchierone). Il danno era fatto e Prowse si trovò suo malgrado totalmente emarginato dal progetto Star Wars e letteralmente “bandito” da qualunque evento ufficiale riguardasse il franchise di padron George.

Da quel giorno infatti per Prowse comincia una lenta e inesorabile parabola discendente. Ripudiato da chi lo aveva scelto per portare sullo schermo quello che sarebbe diventato il cattivo più famoso della storia del cinema, ora era stato tagliato fuori da qualunque coinvolgimento futuro.

Non venne infatti mai più contattato per partecipazioni ad eventi e a convention ufficiali di Star Wars e con l’arrivo della nuova trilogia, al fronte di una richiesta di partecipare come comparsa, la stessa gli venne negata (sapete com’è, il buon Christensen voleva girare lui ogni scena in cui fosse presente Darth Vader… chiamatelo scemo!).

All’età di 81 anni Dave Prowse oggi vive nella sua modesta casetta della provincia britannica e sbarca il lunario (che, fidatevi, non raggiunge nemmeno lontanamente quello del più stronzo attore che ha preso parte alla saga di Star Wars) con il suo sito internet, dove vende foto autografate e partecipando quando possibile alle numerose convention in giro per il mondo, dove può incontrare i fan che di certo non l’hanno dimenticato e che lo incontrano anche oggi con gioia e affetto.

Perché anche se padron Lucas se n’è dimenticato, pur senza voce e senza maschera David Prowse è Darth Vader.

Scusate se è poco.

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Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.

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