Accostare in un titolo Capitan America ed Hydra può suonare stonato a dir poco, ma la casa delle idee sembra aver deciso di far compiere al noto eroe delle azioni del tutto sconsiderate, degne di un plot twist senza precedenti.

Steve Rogers ha partecipato, suo malgrado, agli eventi che hanno messo sotto sopra la ridente Pleasant Hill (per leggerne qualcosa, andate qui), mini evento che ha portato all’inserimento nell’ambientazione Marvel di –niente popò di meno– un Cubo Cosmico senziente di nome Kobik. Una bambina come tante (se, come no!) che racchiude al suo interno il potere di plasmare la realtà come cavolo gli pare e piace.

Na cosa da ‘gnente! Che poi ti fa storcere il naso perchè dici tra te e te “guarda un pò se le cose, per una volta, possono andare avanti senza un guaio!”.

Steve Rogers, Uno di Noi! Ma non Come Noi!

In questo nuovo numero, le storie si dividono in due: nella prima un prologo narrato dal Teschio Rosso ci presenta una “serie di sfortunati eventi” che hanno portato il capitano a cambiare fazione socio-politica, mentre nel secondo Sam Wilson è alle prese con il discorso funebre da recitare in nome del Colonnello Rhodey (morto nel primo numero di Civil War II).

I disegni di Jesus Saiz portano alla luce ottimamente i testi scritti da Nick Spencer, dando largo spazio ad una figura che fino ad oggi è rimasto in disparte, volutamente, con l’idea di preparare un colpo grosso senza precedenti. Il Teschio Rosso si è trapiantato il cervello di Xavier, ma cosa sta macchinando nel suo inconscio lo stiamo cominciando a capire da questo numero.

Tra l’altro, questo è un aspetto che ho considerato sublime nella narrazione, il villain ha imparato ad odiare il potere del telepate, al punto da valutarlo come un vero e proprio incubo. Un aspetto che va direttamente contro al suo desiderio di conquista, dato che dai suoi sottoposti riceve un mero sentimento di sottomissione che non viene da una loro precisa scelta.

Capitan America Hail Hydra

Ragazzi, il Teschio Rosso non diventa mai banale eh!? I progetti di infiltrazione nelle più grosse società di intelligence del mondo redatti dalla figlia Sin, infatti, sembrano al supercattivo estremamente banali. Sciapi, inetti e senza quel briciolo di coinvolgimento e complessità amati dal suddetto.

Ma l’anello trova sempre il modo di tornare .. aspettate, sbagliato ambientazione! Ma il Cubo Cosmico, ora senziente, ha deciso di ritornare dal suo “legittimo” proprietario, dando in mano al Teschio Rosso infinite possibilità di conquista e sottomissione per il mondo intero, e forse anche di più. Ma è in questo momento che Spencer vuole osare ancora di più, al punto da creare dei testi che celano una macchinazione degna di una spy story, dove Kobik viene sedotta ed indottrinata per seguire i fondamenti dell’Hydra. Lo scopo?

Conquistare la mente delle persone, alterandone però i ricordi al punto di generarne di nuovi. Questo avviene con il Dr. Selvig, ma subito dopo anche con Steve Rogers. Il risultato? Tocca attendere il prossimo numero per saperne di più!

Sam Wilson, Oratore Improbabile

Questo numero si conclude con una storia dalle pagine riflessive, dove il nostro secondo Capitan America si trova a dover elogiare le imprese di Rhodey al suo funerale. In questa storia vediamo al centro in profondo rispetto nutrito dai supereroi per questo personaggio, mentre il contorno ci lascia con il ritorno di un personaggio comparso nel 1990 di nome Rage.

Dopo essersi fatto una nuotata nel fiume Newton Creek, ha acquistato (grazie agli scarichi tossici della Fisk Biochem), il potere di aumentare la propria taglia e forza fisica in proporzione alla sua rabbia. Il suo inserimento segue la presentazione degli Americorps, fondamentalmente un gruppo di sbirri meccanici pronti a sedare qualsiasi controversia con il mero uso della forza. Vi ricorda qualcosa?

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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