Qualcuno diceva che Shyamalan era un regista finito eppure, dopo The Visit, sembra che quest’ultimo abbia cominciato saggiamente a richiamare la “vecchia scuola”, proponendoci sul grande schermo il suo nuovo thriller intitolato Split. L’autore de Il Sesto Senso ed Unbreakable torna alla ribalta e ce la fa, ma vediamo insieme come.

SplitTATO in 23 (non guardate la smorfia però!)

Ma di che cosa parla? Kevin Wendell Crumb (James McAvoy) è un ragazzo che soffre di disturbo dissociativo dell’identità, al punto di ospitare all’interno della sua coscienza la bellezza di ben 23 personalità diverse. Per emergere dal loro limbo, queste diverse identità ambiscono ad avere un posto sotto “la luce”, che tradotto sarebbe l’unico modo per prendere il totale controllo del corpo.

Alcune di queste identità sono innocue mentre altre, invece, nutrono dei sentimenti discordanti al punto di produrre tendenze violente, disturbi ossessivi ed addirittura dipendenze o malattie. Il fascino di questo protagonista prende vita grazie ad una oculata, quanto centellinata, presentazione in corso d’opera, che viene enfatizzata ancor di più dalla presenza di tre ragazze rapite dal protagonista: Casey (Anya Taylor-Joy), Betty (Karen Fletcher) e Claire (Haley Lu Richardson).

Il motivo del rapimento però resta oscuro, volutamente lasciato in disparte, al fine di ottenere in reazione dallo spettatore una serie di fantasiose congetture, che accompagnano la narrazione fino ad arrivare sul finale ampiamente inaspettato. Cosa che non vi rivelo, chiaramente, al fine di non farvi tirare imprecazioni contro il monitor mentre costruite una bambola voodo dalle mie fattezze.

Ma se vi aspettate un thriller psicologico, allora andateci piano, perché l’interesse suscitato per tutta la sfera mentale messa in piedi dal regista, sembra però rubare alla scena ad alcune scelte d’esposizione, che a volte scadono nel banale tirando fuori scene un po’ fotografate. Della serie “ma questa mò che fine fa?” ecco, questa è una cosa che non ti chiedi minimamente, perché sei troppo concentrato a seguire le personalità di Kevin, cerchi di capire se “Dennis” e “Patricia” (due personalità) sono in combutta per qualche ragione, o ti fermi a cercare di capire a tutti i costi che cosa diavolo può essere “La Bestia”.

Split 01

“Siete proprio dei bei regazzetti” Patricia

Per un momento ho pensato al Patto dei Lupi ed al braccio “teribbile” che hanno fatto a Vincent Cassel.

Pertanto inevitabilmente tutto il resto perde di mordente, alla fine non ti caghi nemmeno più Betty e Claire perché le vedi in secondo piano già da subito (e se muoiono, anche chi se ne frega). Ma poi qualcosa ti rapisce nuovamente, questa volta però dal lato delle vittime, dove emerge una descrizione stile flashback della vita –non propriamente felice – di Casey. E li riparti, ingrani e fantastichi, ed anche se certe volte speri che uno spazzolone del bagno possa essere la soluzione contro una delle tante personalità del protagonista, cancelli tutti i tuoi pensieri tratti dalla saggezza popolare per lasciare spazio ad un grosso, grossissimo: voglio vedere come va a finire.

Continuo a dire che è un bene. Senza contare che poi, googlando, ti accorgi che la storia è fondamentalmente tratta da una vicenda vera che riguarda un tizio di nome Billy Milligan. Cioè, ne vogliamo parlare? Ma Shyamalan, nel suo film, non sembra condannare questo status mentale, ma anzi, valuta altre strade al fine di spaziare con le interpretazioni.

Considerazioni Finali

Il risultato di questo nuovo Split è indubbiamente positivo. Le potenzialità narrative ci sono e Shyamalan, nel suo essere, riesce a tirar fuori un’incredibile interpretazione da parte di James McAvoy, al punto di regalarci un film da goderci in sala. Attenzione però, la definizione thriller potrebbe essere un po’ forzata, vista la mancanza di una reale condizione di disagio (o suspense) che dovrebbe esserci con film di questa tipologia.

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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