Al Nintendo Switch Showcase in Via Solferino non c’è stata solo lei, indiscussa protagonista dell’evento, ma ovviamente anche tutta una serie di giochi da provare -selezionati dalla lineup abbastanza… rateizzata dei prossimi mesi. Fra tutti i titoli resi disponibili, quelli che hanno catturato la mia attenzione sono stati Snipperclips, 1-2-Switch e l’attesissimo Zelda: Breath of The Wild.

Snipperclips

Snipperclips: ed è subito Art Attack

Snipperclips è forse il più semplice ed ingannevole dei giochi illustrati, un puzzle game di fisica e geometria 2d in cui due giocatori saltano e camminano controllando buffe sagomine di carta -lo scopo: risolvere dei puzzle, come premere bottoni o spostare palle dentro un canestro. La meccanica base è quella della collaborazione attraverso movimenti platform: sovrapponendo le figure di carta e con la pressione di un tasto, un soddisfacente effetto taglio (forbici dalla punta arrotondata, cuccioli!) provvede a dare alle sagomine una forma adatta alle necessità -forma concava, convessa, appuntita e via dicendo. Il risultato: un titolo carino e abbastanza stimolante, una idea molto semplice (e breve) che probabilmente riuscirà a piacere a grandi e piccini. Forse il prezzo un po’ elevato (19,99 $ sul sito Nintendo) farà storcere il naso a molti.


1-2-Switch è un calderone di ben 28 minigiochi fatti per sfruttare appieno le varie funzionalità dei Joy-Con (un po’ come WiiSports ai suoi tempi): principalmente pensati come party game, i giochi di 1-2-Switch contengono un po’ di tutto e vanno da sfide di riflessi basate sul sensore di movimento (come duelli di pistola in puro stile west o tentativi di colpirsi a suon di spada) a giochi più canonici come simulazioni di ping pong.

Menzione d’onore al gioco delle biglie, che tramite le meraviglie dell’ HD Rumble, riesce a simulare un indeterminato numero di oggetti “dentro” ai Joy-Con -lasciando al giocatore il compito di indovinare la quantità dal rumore e dalle sensazioni tattili, muovendo e scuotendo il pad.

La sensazione di deja-vu è fortissima e sembra di essere tornati ai tempi della Wii, sia nel bene che nel male: nonostante nessuno di questi giochi farà singolarmente gridare al miracolo, la collection in sé è più che dignitosa come prodotto di lancio fatto per partite casual (e in attesa di titoli più succosi) -se non fosse per l’incomprensibile decisione Nintendo di vendere 1-2-Switch come titolo a parte (invece di renderlo disponibile in bundle con la console) a un prezzo attorno ai 50 €; decisamente eccessivo in rapporto alla qualità e ancora più incomprensibile se si considera la spietata concorrenza di Breath of the Wild come primo acquisto.


Giunti a questo punto è impossibile non parlare di Breath of the Wild: come da copione, il chiacchieratissimo Zelda rimbalzato da WiiU a Switch era presente al Nintendo Switch Showcase con una demo da 20 minuti. Iniziamo dalle cose interessanti: confermata la localizzazione in lingua italiana (comprensiva di doppiaggio, cosa che non guasta mai -e no, non è Link a parlare), e del tutto assente il lag della modalità handheld mostrato nel trailer di lancio della Switch.

Breath of the Wild da il proprio meglio proprio nella modalità handheld, dove la risoluzione e la luminosità dello schermo fanno esplodere appieno tutti i colori e i dettagli del gioco (come ad esempio l’effetto del vento sull’erba): il gioco, come tutti gli altri, passa fluidamente fra la modalità portatile e quella da salotto senza perdere un colpo nell’aggancio con lo Switch Dock, e riesce a mantenere 60 fps senza perdere un colpo.ù

La preview in sé non ha mostrato nulla di particolarmente nuovo (se non l’inizio concreto del gioco -decisamente atipico e ambizioso, che non racconterò per non rovinare l’atmosfera), ma  l’impatto con l’overworld è decisamente straordinario: lungi dall’essere il solito Zelda con una mappa più grossa, in Breath of the Wild link può arrampicarsi praticamente su qualsiasi cosa -massi, edifici e alberi- con una libertà di movimento mai vista. Appena iniziata la demo, infatti, non ho saputo resistere e mi sono diretto verso uno dei primi ruderi della zona –una chiesa in rovina, che Link ha scalato con la stessa abilità di un Ezio Auditore portandomi alla scoperta di una delle prime armi del gioco.

La sensazione di vastità è resa anche dalla componente crafting ed in particolar modo dal reperimento delle risorse: una volta raccolta un’ascia e notando come ogni fendente lasciasse segni sull’erba alta, ho voluto mettere alla prova il gioco colpendo un albero -e magia, il tronco accusa il colpo bel punto esatto per poi procedere al crollo e rotolare sul fianco di una collina. Un paio di altri colpi ben assestati hanno poi tramutato il tronco il tronco in alcune fascine di legna, con cui Link è subito riuscito a creare del bastoni da usare in tempi di grama.

Anche su questo fronte, insomma, la Switch convince fino in fondo -unica pecca di Breath of the Wild la mappatura non proprio intuitiva dei controlli più elementari, e un open world forse fin troppo cartoonoso che potrebbe (condizionale d’obbligo) correre il rischio di finire molto scarno e privo di momenti immersivi. Si tratta comunque di un grosso passo avanti per la serie, una decisione coraggiosa pienamente in linea con lo spirito che ha sempre caratterizzato il brand.


Insomma: piacevolmente sorpreso dall’esperienza di aver provato la Switch con le mie mani, mi soffermo a fare uno scatto riassuntivo del cartellone con le prossime uscite.

  • 3 Marzo: Breath of the Wild; Skylanders Imaginators; Just Dance 2017; Super Bomberman R; 1-2-Switch
  • Marzo: Snipperclips; Fast Rex; Has Been Heroes
  • 28 Aprile: Mario Kart 8 Deluxe
  • Primavera 2017: ARMS; PuyoPuyo Tetris; Disgaea 5; Rime; Splatoon 2
  • Autunno 2017: The Elder Scrolls V Skyrim
  • Natale 2017: Super Mario Odyssey
  • TBA 2017: Xenoblade Chronicles 2; Ultra Street Fighter 2; Sonic Mania; FIFA; Steep; I am Setsuna; Minecraft; NBA 2k; Syberia 3; Dragonball Xenoverse 2

Non si può dire che queste date arrivino come una sorpresa: Nintendo ha già annunciato da tempo la decisione di fare uscire Switch accompagnata da pochissimi giochi, molti dei quali non esattamente il genere di titolo per cui si potrebbe gridare al miracolo. La lineup di lancio è formata prevalentemente da party game, quindi io sono già off-target; fra le killer-app è presente unicamente Breath of The Wild, mentre per il primo Mario bisognerà aspettare fino a Natale.

Anche se la scelta di rateizzare così tanto alcune delle uscite migliori mi lascia sempre perplesso, questo Nintendo Showcase mi ha tuttavia convinto sulle pure potenzialità di Switch -che pad in mano (e al netto di numeri e performance) sembrano promettere molto bene e sicuramente di più di quanto fece ai tempi la sfortunata WiiU. Resta solo da incrociare le dita, e sperare che questa volta sia la natura una & trina della console ad attirare i titoli migliori -molto probabilmente “dirottandoli” dal mondo handheld e rendendoli quindi accessibili su qualsiasi televisione.

Insomma: non sono mai stato un early adopter e il mio backlog già straripa, ma forse che forse… fra uno Xenoblade e I Am Setsuna… un pensierino a Natale direi che lo merita tutto.

About Author

Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti. Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.

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