Uno dei sottogeneri nel mondo horror a cui sono più legato e che mi ha sempre affascinato è quello del gothic horror.

Filone floridissimo nella prima metà del ventesimo secolo, ci ha regalato pellicole indimenticabili e veri e propri capolavori del genere (dagli adattamenti delle opere di Poe dirette da Roger Corman alla scuola italiana di Mario Bava e Antonio Margheriti), il genere purtroppo è caduto sempre più nel dimenticatoio col passare del tempo salvo poche eccezioni nel corso degli ultimi anni (Crimson Peak per citarne uno).

Facile capire quindi perchè Viy – La maschera del demonio, di recente pubblicazione homevideo per l’Italia a cura di Midnight Factory, mi abbia incuriosito fin da subito.

Viy Monster

 

Viy racconta le avventure di Jonathan Green (Jason Flemyng), cartografo britannico del 18esimo secolo che lascia la sua amata e il burbero padre per imbarcarsi in un viaggio nell’europa dell’est con lo scopo di tracciare le mappe di territori ancora sconosciuti.

Questo suo peregrinare lo porterà nel profondo della foresta ucraina, dove si imbatterà in un villaggio maledetto sul quale incombe la maledizione di una strega.

Sarà proprio il nostro Green, anche se in maniera non troppo volontaria e consapevole, ad essere ignaro protagonista di un viaggio fantastico che lo porterà a incontrare morti viventi, streghe e creature demoniache.

 

Devo dire che il primo impatto con la pellicola mi ha lasciato decisamente spiazzato (si hai ragione Illidan “Non ero preparato!”)

L’impatto nei primi minuti infatti è stato quello di trovarsi di fronte ad un’opera girata da un Bekmambetov sotto acido rimasto fulminato sulla via di Damasco dallo spirito di Renè Ferretti:

“Apri tutto, smarmella ste luci”

Si perchè sembra proprio di trovarsi all’interno di una puntata di Boris girata nell’Est Europa.

Luci quasi accecanti, colonna sonora grottesca e un budget decisamente basso (ma quello sarà colpa dei toscani…) introducono subito lo spettatore nel mood di una pellicola che risente inevitabilmente dei lunghi anni di gestazione e di un reshoot effettuato per poter rilasciare la pellicola anche in 3D (ovviamente presente nella solita edizione home video confezionata ad arte come Midnight Factory ci ha ormai abituato).

Passati i primi minuti in cui, lo ammetto, ero incredulo di fronte a quello che vedevo, la pellicola prende ritmo e soprattutto forma, trascinando lo sperduto (me compreso) spettatore in un viaggio rutilante alla scoperta di affascinanti leggende e di mostri mitologici.

 

Viy Monster

 

Il tono del film rispecchia in pieno i dettami del fantasy-horror. Certo, a causa del basso budget, alcuni effetti in CGI non sono esenti da difetti anzi, ma l’ambiziosa regia rende alla perfezione il tono scanzonato e avventuroso del film.

A proposito di budget, i (pochi) soldi da qualche parte sono pur stati spesi ed è palese quale aspetto sia stato curato maggiormente nell’intera produzione: la realizzazione dei numerosi mostri e creature fantastiche che infestano l’intera pellicola.

Questi elementi fantastici sono infatti il vero fiore all’occhiello del film. La realizzazione delle creature mostruose e affini è infatti di altissimo livello, con vere e proprie opere d’arte create in fase di make-up.

 

Viy Monster

 

Viy è una pellicola forse per molti, di certo non per tutti ma se cercate un modo per passare un paio d’ore in compagnia di mostri di ogni forma e dimensione nell’affascinante mondo delle leggende dell’est europa La maschera del Demonio è quello che fa per voi.

VIY TRAILER UFFICIALE

 

 

About Author

Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.

Parlane con Playcorner!