Andrea Chiarvesio Cover

Corner Chat – Quattro Chiacchiere con Andrea Chiarvesio

Andrea Chiarvesio è, senza ombra di dubbio, uno dei più attivi e bravi game designer attualmente in circolazione. Ha avuto la possibilità di arrivare a farsi pubblicare da nomi molto importanti come Fantasy Flight, Asmoodé e Kosmos, e tra i suoi titoli ci sono giochi che sono stati apprezzati da moltissimi giocatori; tra questi vale pena sicuramente citare Kingsburg, Signorie, Richard I, Drizzit e molti altri.

Abbiamo raggiunto, grazie al nostro Simone, il buon Andrea che con molto disponibilità ha deciso di rispondere alle mie domande. Ecco il resoconto di questa breve ma intensa chiacchierata.

Andrea Chiarvesio

 

PC: Ciao Andrea, e grazie per aver accettato il nostro invito. Da amante dei Giochi da Tavolo sono davvero felice di poterti porre queste domande. Tra gli appassionati sei un nome conosciuto, ma per coloro che leggono il nostro blog e non sono così dentro il mondo dei GDT, puoi presentarti?

AC: Sono un game designer, un autore di giochi da tavolo. Lavoro a vari titoli in questo settore dal 1998, il mio primo gioco è stato pubblicato nel 2005, ad ora ho pubblicato circa una dozzina di giochi di cui sono autore. Si tratta principalmente di giochi per un pubblico specializzato di appassionati (come Olympus, Hyperborea, Signorie), alcuni possono essere giocati anche da un pubblico più ampio (Richard I, Dungeon Heroes Manager), altri invece sono legati a licenze di fumetti o comunque pensati per essere giocati davvero da tutti (Quack Cards, Wizards of Mickey, Drizzit il gioco di carte).

PC: Partiamo ovviamente dai progetti a cui stai lavorando, cosa puoi raccontarci? Stai lavorando a qualcosa in particolare?

AC: Un game designer è sempre al lavoro su qualcosa. E’ di uscita imminente un gioco dal titolo “Stones of War“, che vede i giocatori impegnati a combattere al comando di truppe che vengono mosse… “schiccherando” (un po’ come gli omini del buon storico Subbuteo, per capirci). Sto lavorando insieme ad un bravissimo autore emergente, Christian Giove, ad un paio di titoli: un gioco “portatile” e veloce su Kingsburg, un gioco di carte che in un futuro non so quanto prossimo verrà realizzato da un importante editore americano e una rielaborazione di un concetto che avevo in testa da un po’: All Star Heroes (per la District Games, l’editore di Richard I con cui collaboro stabilmente da un paio di anni).

Quest’ultimo è un progetto che vuol dare ai giocatori la possibilità di vivere avventure creando team-up improbabili ltra personaggi “liberamente ispirati” ai più famosi eroi di qualsiasi mezzo espressivo (cinema, tv, videogiochi, letteratura, mitologia, fumetti…).

Più altri progetti embrionali, un gioco già pronto (ma senza editore al momento) sul sogno di diventare un mangaka, ecc…

Andrea Chiarvesio

PC: Hai qualche curiosità da raccontarci? Un gioco a cui ti sarebbe piaciuto lavorare, o un progetto che tieni li nel cassetto?

AC:  In parte ho già risposto nella domanda precedente… All Star Heroes è uno di quei progetti che ho in mente da sempre e a cui tengo. Mangaka è fermo in un cassetto in attesa di editore. Ci sono alcune licenze su cui mi sarebbe piaciuto molto lavorare ma non è finora mai stato possibile per una ragione o per un’altra (per citarne giusto alcuni: Dylan Dog, l’universo Marvel, Game of Thrones o Star Wars).

PC: Cosa ne pensi del movimento italiano? Da appassionato credo che il nostro paese sia sempre più presente in tutti i generi, con idee spesso vincenti.

AC: L’Italia? Penso che abbiamo una “scuola” di design di tutto rispetto e che probabilmente ha ottenuto risultati e meriti sproporzionati rispetto alle dimensioni del mercato e al numero di giocatori in Italia (insomma, siamo un paese di creatori ed inventori per vocazione, e questo non lo si scopre adesso).

PC: I numeri parlano abbastanza chiaro, il mercato dei GDT è in crescita costante: nuovi giocatori, tanti giochi ogni anni e numeri che aumentano nelle fiere. Dove può arrivare, secondo te, questo movimento?

AC: Gli spazi per crescere ancora sono grandi, forse non enormi ma comunque ci sono. Alla fine i giochi da tavolo sono la forma di divertimento più economica (fate il rapporto spesa/ore di intrattenimento per persona con il cinema, un videogioco, un libro o un concerto e paragonatelo a un qualsiasi gioco da tavolo, non c’è paragone), e che ha il pregio di mettere le persone insieme fisicamente intorno ad un tavolo a parlare, ridere e scherzare.

Poi, bisogna anche capire che non tutti possono voler giocare a tutto, così come non tutti amano fare scalare pareti di IV grado ma sempre più persone possono appassionarsi alle camminate in montagna, non tutti vogliono correre la maratona di New York ma sempre più persone possono avvicinarsi ad una vita sana ed attiva; ecco anche la diffusione dei giochi da tavolo va intesa con questo spirito: non è il caso di obbligare tutti a partecipare alla maratona di NY e giudicare chi non lo fa “un pantofolaio”, è invece bello far capire a tutti i benefici di una vita “mentalmente attiva” (esattamente come è bene avere una vita fisicamente attiva, ecc...).

Kingsburg

PC: Domanda secca: cosa ne pensi delle campagne Kickstarter?

AC: Kickstarter? Trovo che sia una meravigliosa trovata per tutti gli editori e chi aspira a diventarlo. Dal punto di vista di un editore, aiuta ad abbattere il rischio di impresa e ti permette di avere un flusso di cassa decisamente migliore. Per i collezionisti può essere un modo per avere accesso a materiali esclusivi, e in qualche caso specularci su. Per i giocatori permette da un lato di vedere realizzati progetti che non avrebbero visto la luce altrimenti, dall’altro toglie un po’ di controllo sui propri acquisti dato che spesso e volentieri si tratta di comprare un gioco “a scatola chiusa” attirati magari dalla grafica, dal video o dalle componentistiche del gioco, salvo poi ritrovarsi un po’ delusi dal gioco stesso a livello di regole.

Per gli autori è parimenti un’opportunità (di realizzare i progetti più rischiosi e “difficili”) e un rischio, perché le dinamiche di Kickstarter tendono a rendere meno importante per la vendita la bontà del regolamento di gioco rispetto all’estetica o altri fattori. Insomma, come per tutti gli strumenti umani che si impongono grazie alla loro innovatività, anche Kickstarter è fatto di luci e di ombre, di rischi e di opportunità…

PC: Infine, so che ti avranno fatto questa domanda un milione di volte, ma qual è il gioco a cui sei più affezionato?

AC:  Eh in effetti me l’hanno fatta spesso… è davvero come chiedere “a quale dei tuoi figli vuoi più bene?”. Rispondo come le volte precedenti: se proprio devo sceglierne uno, non posso non scegliere Kingsburg che ha rappresentato il mio debutto come autore di giochi “per esperti”, il mio primo gioco ad essere premiato (al Best of Show di Lucca Comics & Games), tuttora è uno dei più apprezzati (è in uscita l’edizione del decennale con grafica rinnovata e gioco più tutti i moduli di espansione -e uno inedito in aggiunta- in un’unica scatola.

———-

Con questa ultima domanda si è conclusa la mia intervista ad Andrea. Si sono toccati diversi argomenti molto interessanti, come la crescita del GDT e l’importanza, ad oggi, di Kickstarter; quello che però a noi fa molto piacere è aver avuto la possibilità di ascoltare con estremo interesse uno dei migliori game designer attualmente presenti all’interno del nostro panorama.

Grazie ancora Andrea!

 

 

Autore dell'articolo: Roberto Vicario

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

Parlane con Playcorner!