Dragon Quest VIII Cover

Dragon Quest VIII – Recensione Finale

Finalmente Dragon Quest VIII esce sul mercato europeo e noi di Playcorner, grazie a Nintendo e Level 5, possiamo dare il nostro giudizio su questo porting di un grande classico del passato. Per chi non avesse letto la nostra preview (che potete trovare qui), in questa sede mi troverò a ribadire alcuni concetti già espressi nel precedente articolo.

Dragon Quest VIII si aggiunge alla nutrita schiera di J-RPG presenti sul 3DS, rendendola, senza ombra di dubbio, regina di questo genere, forse un po’ troppo presto abbandonato da molti sviluppatori a favore degli action RPG molto di voga ultimamente.

Non sembra si sente l’esigenza di un porting, ma in questo caso i ragazzi di Level 5 fanno un ottimo lavoro e ci consegnano un piccolo gioiello, non solo per quanto riguarda la conversione, ma regalandoci alcuni chicche aggiuntive per giustificare un nuovo acquisto anche chi, oltre 10 anni fa, avesse già avuto modo di giocare su PS2 l’ottavo capitolo della saga di Dragon Quest.

A livello di trama non siamo di fronte ad un capolavoro shakesperiano, ma d’altronde non è di certo questo il punto di forza di titoli del genere, ma dobbiamo andarlo a cercare nel gameplay e da questo punto di vista Dragon Quest VIII non ha nulla da invidiare a titoli ben più recenti.

Il mondo da esplorare è immenso, completamente open world (forse un po’ troppo, infatti spesso ci si può perdere e si è costretti ad usare un incantesimo per tornare in una città) e le battaglie gestite con il classico sistema a turni tanto caro al genere.

Per chi non avesse giocato all’originale, ricordiamo che i personaggi principali sono 4 (il nostro Eroe, Yangus, Jessica e Angelo). Ogni personaggio ha 5 skill sets da sviluppare (3 legati alle armi che possono usare, 1 per il combattimento senza armi e 1 per le abilità di supporto). Ad ogni livello il personaggio acquisirà un numero random di skill points da investire (oltre ai classici aumenti di stats) e quindi ogni gameplay potrebbe regalarci sviluppi diversi dei personaggi. Una delle novità è data anche dal fatto che in questo porting non si è obbligati a spendere gli skill points ad ogni livello, ma si potrà conservarli per poterli usare tutti insieme quando si vuole.

Grandissima novità di questa edizione per 3DS è quella di aver inserito due nuovi personaggi, Red e Morrie (già presenti su PS2 come semplici NPC), giusto per aumentare ancora di più la longevità di questo prodotto, come se non fosse già abbastanza ampia (si parla di oltre 100 ore di gioco per un gameplay completo di missioni secondarie e contenuto end game).

Red e Morrie (aka Mr. Satan!)

In alcuni punti del gioco potrebbe essere richiesta qualche sessione di grinding per affrontare boss particolarmente ostici. Rispetto all’edizione PS2, Dragon Quest sulla portatile della Nintendo ci offre un grandissimo aiuto da questo punto di vista che è il quick save sempre disponibile. Spesso nella versione originale ci si trovava pronti ad affrontare un boss dopo lunghe sessioni di gioco e ritrovarsi irrimediabilmente distrutti e dover ricominciare da salvataggi lontani anche ore di gioco, con conseguente frustrazione. Se sulla carta non cambia molto, dal punto di vista pratico posso affermare che questa scelta rende molto più semplice il titolo, ma senza rendere l’esperienza di gioco troppo banale e noiosa.

Nella mia preview avevo già parlato della possibilità di scattare direttamente da console dei screenshot (anzi praticamente dei selfie). Quello che non vi ho detto che la modalità camera non è solo per abbellimento, ma la più corposa delle missioni secondarie prevede che il giocatore debba fotografare particolari luoghi/eventi/mostri per completare le richieste di un NPC che troverete molto preso nella vostra avventura (vi ho già detto che ci vogliono far tenere incollati al 3DS per mesi vero?).

Ecco a voi Cameron Obscura, il selfie maniac!

Per quanto riguarda invece le caratteristiche tecniche del titolo forse abbiamo qui le poche pecche dovute all’hardware limitato del 3Ds. Se dal punto di vista grafico nulla si può dire (la qualità sembra quasi immutata), perdiamo la favolosa soundtrack orchestrata dell’originale, anche se bisogna dire che i dialoghi delle cutscenes sono stati tutti doppiati in inglese (ed ognuno con un particolare stile, seguendo le caratteristiche del personaggio come ad esempio quel buon buzzurro di Yangus parlerà un inglese tutto sgrammaticato, mentre Jessica sembrerà una vera e propria nobile).

La mia opinione, già ampiamente positiva durante la preview, è solo che migliorata con l’andare avanti nel gioco e con gradita sorpresa ho scoperto che Level 5 ci ha fatto un ultimo regalo: ai due finali del titolo originale, è stato aggiunto un terzo.

Il titolo è consigliatissimo anche per chi ha già giocato l’originale e quando un porting raggiunge un risultato del genere, credo che gli sviluppatori possono solo che ritenersi soddisfatti.

Fidatevi della Sophia nazionale!

 

Autore dell'articolo: Giuseppe "Siral" De Luca

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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