Non sono un grandissimo fan degli zombie, ma devo ammettere che qualche prodotto di intrattenimento dedicato ai mangia cervelli mi ha conquistato e fatto divertire. Tra questi annovero anche il primo Killing Floor uscito su PC.

Una prova fugace in un torrido pomeriggio di fine luglio mi aveva convinto ad acquistare il titolo, regalandomi ore di divertimento sparando a destra e sinistra verso qualsiasi cosa che si muoveva. Vedere quindi sbarcare su console Killing Floor 2 mi ha davvero riempito di gioia, e non potevo ovviamente esimermi dal raccontarvi la mia esperienza con il titolo di Tripwire Interactive.

Zombie & Croissant

Per chi non conosce Killing Floor, vi rimando indietro nel tempo citando Left 4 Dead. Anche questo non vi dice nulla? Allora provo a spiegarmi meglio.

Si tratta di un FPS basato sulla collaborazione di sei elementi. Ci troviamo in un Parigi infesta da zombie e l’unico nostro scopo è sopravvivere; se siete amanti dei titoli  con un forte elemento narrativo, qui rimarrete un po delusi, e tutto quello di cui vi dovete accontentare e quanto vi ho detto sopra: zombie e Parigi. Il gioco infatti abbandona quasi completamente il contesto narrativo affidando unicamente al gameplay la parte del leone.

Prenditela con quelli della tua taglia!

La modalità principale è quella chiamata Versus: 12 differenti scenari tra cui scegliere, sei giocatori che collaborano per sopravvivere a svariate ondate di zombie che sfoceranno nello scontro contro un temibile boss.

Come spesso accade in questi giochi, l’ingrediente principale per riuscire a superare indenni la sfida, è quello di creare un team equilibrato, scegliendo attentamente tra le varie classi disponibili. Un medico è sempre fondamentalmente per curare le ferite, così come uno SWAT che grazie alle flashbang e alla sua mitraglietta assicura un po’ di temporeggiamento al team; non è nemmeno così sbagliato tenersi nella squadra un cecchino: la sua mira infallibile può sfoltire i ranghi nemici dalla distanza. Tante soluzioni che vengono lasciate al team, in modo da trovare il miglior equilibrio possibile.

L’ingrediente principale per riuscire a superare indenni la sfida, è quello di creare un team equilibrato, scegliendo attentamente tra le varie classi disponibili.

Formazione che varia anche in base a quale mappa si sta scegliendo di affrontare tra le dodici; si passa infatti da centri commerciali abbandonati a vere e proprie foreste con tanto campo aperto. Il level design di questi livelli mi ha particolarmente convinto, con il giusto grado di complessità atto ad offrire svariati approcci al team. Il gunplay, inoltre, è solido e divertente, sfruttando un arsenale piuttosto vario fatto di fucili, mitagliatrici, pistole e molto altro.

Giochiamo a fare gli ZED

Il titolo offre anche una variante competitiva chiamata Survival VS, in cui sei giocatori si scontrano contro una seconda squadra (sempre formata da sei elementi) in furioso scontri a fuoco. Alternativamente entrambi i team vestiranno i panni dei sopravvissuti e degli ZED (la razza presente nel gioco).

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Devo ammettere che questa variante non mi ha particolarmente esaltato. Giocare come ZED è quantomai complesso e richiede una fortissima componente strategica e di affiatamento tra il team. Inoltre, sempre secondo il mio punto di vista, le due fazioni non sono particolarmente bilanciate e questo va ad inficiare sul divertimento.

Il gioco, infine, offre anche una variante single player. In un titolo fortemente votato al multiplayer e alla collaborazione, questa opzione è un semplice palliativo per coloro che proprio non riescono a sopportare l’interazione online con altri giocatori. Una sorta di palestra per imparare le meccaniche del gioco e che non vi terrà impegnati per più di qualche ora.

Chiudo parlandovi brevemente dell’aspetto tecnico. Killing Floor 2 si presenta con un motore grafico non particolarmente esaltante e che vive di contrasti. Da una parte troviamo gli ZED che godono di un ottimo design, di contro c’è invece un ambiente di gioco piuttosto spoglio e non particolarmente dettagliato. Buono il frame rate, che oscilla tra i 40 e i 60 fps.

Commento Finale

Killing Floor 2 è esattamente quello che mi aspettavo dal secondo capitolo di questa serie: frenetico, collaborativo e divertente. Il lavoro svolto dai ragazzi di Tripware Interactive mi ha convinto, nonostante qualche magagna che poteva essere risolta meglio (soprattutto sfruttando i feedback ricevuti dalla beta). Se siete amanti dei titoli collaborativi, o sentite la nostalgia di Left 4 Dead il mio consiglio è uno solo: acquistatelo!

About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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