Questi giorni di festa mi hanno permesso di passare diverso tempo in compagnia della mia famiglia e dei miei amici storici. Il periodo natalizio è anche quel momento in cui, seduti ad un tavolo, i giocatori arrivano a quel fatidico momento in cui pensano: “adesso a cosa li faccio giocare??”.

Anziani con l’abbiocco post pranzo natalizio, genitori che non vedono nulla oltre al burraco e a canasta, giovani nipoti da poter plasmare sin dalla tenera età, e molto altro ancora. La fauna attorno al tavolo è delle più variopinte, e il compito di noi giocatori non è per nulla semplice.

Avendo bloccato sul nascere frasi contenenti le parole Tombola, RisiKo! e Monopoly, ha deciso di giocare molto meno “safe” quest’anno, per delle festività all’insegna del brivido e degli insulti da parte di tutti i commensali. Niente Dixit quindi (ormai un must!), niente Ticket to Ride (troppi giocatori), e nemmeno Pozioni Esplosive (anche qui, il problema è nel numero di giocatori) e via con tre titoli decisamente più attuali ma anche rischiosi…è stato un successo? Ve lo dico alla fine!

NOME IN CODICE VISUAL

Il primo titolo che ho intavolato, in realtà, è stato un prodotto del quale potevo fidarmi ciecamente. Nome in Codice è infatti un party game, realizzato da Vlaada Chvátil, che ha letteralmente spopolato nel 2016. Verso la fine dell’anno appena finito è uscita la versione “visual” che sostituisce le parole con delle immagini molto particolari e stravaganti.

Lo scopo del gioco è molto semplice: da una parte la squadra di spie blu, dall’altra quella delle spie rosse, entrambe capitanate e guidate dai rispettivi capi agenzia; il primo che indovina tutte le spie presenti sul tavolo (del proprio colore) vince la partita.

Questa è la griglia all’interno della quale dovremo trovare e posizionare le nostre spie.

Nel proprio turno il capo squadra da un semplice indizio formato da una parola e un numero. La parola indica qualcosa che accomuna più disegni presenti sul tavolo ( in una griglia di 5×4); il numero, invece, la quantità di carte associate a quella parola. Gli agenti – davanti ad un imperscrutabile capo agenzia, mi raccomando! – devono osservare, discutere, ragionare su quali possono essere le carte e successivamente indicarle al capo agenzia. Le conseguenze possono essere quattro: avete azzeccato il vostro agente, avete avvantaggiato la squadra avversaria segnalando un loro agente, aver segnalato un ignaro e neutro passate, oppure cosa ben più grave avete indicato l’assassino nella folla, cosa che porrà immediatamente fine alla partita dando la vittoria alla squadra avversaria.

Il gioco ha funzionato e, chi più chi meno, è stato coinvolto nella partita. Le regole semplice (ma non banali!), la presenza di una forte collaborazione di squadra, sono gli ingredienti che rendono questo Nome in Codice un prodotto che nei momenti di presenza trasversale al tavolo, si può tranquillamente tirare fuori senza paura. Da non sottovalutare il passaggio dalle parole alle immagini…adesso anche i bambini più piccoli saranno coinvolti. Sebbene ci sia un limite di giocatori stampato sulla confezione, le squadre non hanno davvero numero.

TREDICI INDIZI 

Altro titolo che ha letteralmente spopolato sul mio tavolo in questi giorni è stato l’ultimo gioco di deduzione distribuito da DV Giochi, 13 Indizi. Sebbene il numero di giocatori arrivi fino a 6, pur di rimanere coinvolti nella partita, ho visto formare coppie e sodalizi che mi hanno fatto pensare che il gioco unisce più di mille parole (fine del momento filosofico!).

Questa la prospettiva che avremo da dietro il nostro schermo di gioco.

Dopo la prima partita, dal tavolo, ho sentito alzarsi voci che inneggiavano Indovina Chi? ma signori, non fatevi ingannare, sebbene qualche rimando ci sia, il setting è completamente differente. Ognuno dei sei giocatori ha uno schermo dietro al quale si annotano in segreto i propri indizi, e una sorta di piedistallo davanti a loro con le carte che rappresentano l’assassino, l’arma e il luogo del delitto. Questa configurazione fa si che tutti i giocatori vedano le combinazioni degli altri eccetto, ovviamente, la loro.

Escludendo tutto quello che si vede, rimarranno 13 indizi ad ogni giocatore (da qui il nome del gioco)  per risolvere il caso. Il turno è semplicissimo: ad ogni giro un giocatore può chiedere ad un altro giocatore delle domande (generiche) come “quante carte rosse vedi?”, “quanti armi da taglio vedi?”, ” quanto uomini vedi?”. Il gioco è, ovviamente, andare per esclusione facendo domande a giocatori posizionati in differenti posizioni del tavolo, avendo così differenti prospettive e riuscendo così a trovare il più velocemente possibile la risoluzione del caso.

Anche qui ci troviamo davanti a delle dinamiche molto divertenti e piuttosto semplici, in grado di coinvolgere più o meno tutti. Ero un po titubante all’inizio, ma sono molto felice del risultato che il gioco ha ottenuto e non posso che consigliare a tutti l’acquisto del gioco.

ADRENALINA

È assolutamente vero che bisogna coinvolgere tutti al tavolo, ma arriva quel momento in cui gli “anziani” cedono e i più giovani, nonostante l’ora tarda, vogliono continuare a giocare, in preda all’isteria generata dalle tonnellate di zuccheri ingeriti. Ecco quindi che, da bravo giocatore, non mi sono fatto cogliere impreparato e ho dato in pasto a una mandria di ragazzini tra i 13 e i 15 anni un gioco che ricalca in tutto e per tutto le dinamiche di un FPS.

Vi ricordate Unreal Tournament o Quake? Ecco, con Adrenalina, fino a 6 giocatori, potranno rivivere la frenesia di un arena FPS fatto di kill, corse ad alta velocità, portali che generano armi super distruttive e molto altro ancora. Il turno è molto semplice: due azioni tra correre, interagire con i portali di generazioni o con le casse di munizioni e soprattutto sparare.

La plancia è modulare, per partite in “arene” sempre differenti!

Ogni personaggio ha un numero definito di danni, ogni volta che un nemico viene ucciso, i punti vittoria vengono distribuiti agli altri giocatori in base alla quantità di danni inflitti. All’ottava uccisione si innesca la fine del gioco che vanta una sorta di turno finale “frenzy”. Senza addentrarmi troppo nelle regole  – ma vi assicuro che non ce ne sono molte di più di quelle che vi ho detto sino ad ora – posso assicurarsi che si tratta di un gioco dinamico e piuttosto intrigante, soprattutto per coloro che arrivano dal mondo videoludico.

Se vi capita, provatelo, potrebbe davvero sorprendervi in positivo, come come successo con le giovani menti che hanno voluto partecipare a furiosi scontri a fuoco (in senso figurato, ovviamente!) in pieno accordo con il clima natalizio.

…ESPERIMENTO RIUSCITO? 

Insomma, quelli che vi ho proposto in questo articolo sono tre giochi che, dopo un’attentissima analisi sociologica delle persone che mi hanno circondato in questi giorni, mi sono sentito di proporre per far conoscere, anche ai più ignari, un pezzettino della mia passione, e di quello che il mondo dei giochi da tavolo può offrire in termini di divertimento.

Ma adesso tocca a voi: vi siete trovati in una situazione simile? Quali giochi avete proposto in queste vacanze invernali che stanno volgendo al termine? Fatemelo sapere, commentando qui sotto! 

 

About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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