Gli Shonen sono il genere più conosciuto del fumetto e anime giapponesi.

Per chi non sapesse cosa è uno Shonen possiamo definirli come fumetti (o anime) destinati ad un pubblico maschile più o meno adolescente, incentrati sull’azione. Praticamente i fumetti dove fanno a botte.

Tra i titoli più famosi del genere Shonen ricordiamo Dragonball, Hokuto No Ken (Ken il guerriero) e Saint Seiya (I cavalieri dello Zodiaco).

Proprio nel giro dell’ultimo anno la seconda generazione di Shonen ha avuto termine (o quasi) con la fine di Naruto, l’ormai imminente finale di Bleach e Oda ha detto che il suo One Piece ha raggiunto il 75% della sua trama.

Questi nomi hanno avuto un grande successo commerciale, sia in Giappone che nel resto del mondo, ma come ogni volta ci si chiede chi prenderà il loro posto, così come loro hanno preso l’eredità dei grandi titoli del passato.

A tal ragione vorrei parlare con voi dei tre titoli che secondo il mio personale e modestissimo avviso hanno le credenziali per essere i prossimi grandi classici del genere Shonen.

THE SEVEN DEADLY SINS – NANATSU NO TAIZAI

 

Il manga, scritto e disegnato da Nabaka Suzuki, ci racconta le vicende di un gruppo di cavalieri, che rappresentano per l’appunto i 7 peccati capitali, in un fantomatico mondo medioevale della regione della Britannia.

I Seven Deadly Sins, conosciuti come eroi, vengono infangati  e sciolti perché ritenuti colpevoli di un tentato colpo di stato al regno di Lionesse.

Le storie del manga iniziano dieci anni dopo, con la principessa Elizabeth alla ricerca dei Seven Deadly Sins, per farsi aiutare a ristabilire il regno del padre dopo che questi è stato rimosso dalla carica dopo un colpo di stato dei Cavalieri Sacri, forza militare che ha preso il potere proprio dopo lo scioglimento e allontanamento dei Seven Deadly Sins dal regno.

Seven Deadly Sins ha quasi tutti i canoni del classico Shonen.

Il personaggio principale, Meliodas, capitano dei Seven Deadly Sins, ha l’aspetto di un ragazzino adolescente (anche se in realtà si viene a sapere fin da subito che ha un’età non meglio definita), fortissimo, sincero, con un grande senso della giustizia e anche un po’ pervertito. Praticamente è un personaggio a cui il lettore medio dello Shonen si affeziona subito e si immedesima.

Elizabeth è la classica donzella in pericolo a cui un personaggio come Meliodas non può dir di no. Durante la serie sviluppa una certa empatia con Meliodas (non sfociando completamente nella storia d’amore, rendendo però possibile questi sviluppi futuri e accontentando il mondo degli shippers).

Gli altri componenti dei Seven Deadly Sins, che conosceremo poco alla volta durante il racconto, hanno anche loro delle storie ben definite, dando profondità ad ogni personaggio.

Come ogni Shonen le scene d’azione la fanno da padrone. Da notare che a differenza di molti Shonen, i protagonisti non sono delle mezze schiappe, ma molto probabilmente sono i personaggi più forti presenti e quindi non vi è la classica sequenza di questo genere, incontro nemico, non lo sconfiggo, mi alleno, lo sconfiggo. Le scene d’azione vengono intervallate spesso da scenette comiche tra i personaggi o flashback per raccontare le verità che vengono a galla durante il corso dell’avventura.

I disegni sono accattivanti, il misto di narrazione d’azione e demenziale ha un buon ritmo, quindi non ci si meraviglia che Seven Deadly Sins possa essere uno dei candidati ad essere uno degli Shonen di maggior successo di questa generazione.

In Italia Seven Deadly Sins è distribuito dalla Star Comics, mentre l’anime è disponibile su Netflix.

MY HERO ACADEMIA – BOKU NO HIRO AKADEMIA

My Hero Academia è scritto e disegnato da Kōhei Horikoshi e racconta di un mondo in cui una mutazione genetica ha portato la maggior parte del genere umano ad avere poteri di qualche tipo (non chiamateli X-men). Non sempre chi ha questi poteri li usa a fin di bene e quindi vi sarà un eterno scontro fra la categoria degli Hero e i Villain.

La storia ci racconta della vita di Izuku Midoriya, uno dei pochi ragazzi della sua età ad essere nato senza quirk (termine usato per indicare i poteri di questo mondo). Izuku però è affascinato dal mondo degli Hero ed ha un gran senso della giustizia (carattere principale della maggior parte dei protagonisti degli Shonen).

Il suo essere senza quirk lo porterà ad essere anche preso in giro continuamente dai suoi compagni di classe, ma la sua dedizione alla causa degli Hero lo porterà ad essere notato dal più grande di tutti gli eroi, il famosissimo All Might, che lo prende sotto la sua ala protettiva.

My Hero Academia rispetta molto di più il classico archetipo dello stile Shonen.

Ci viene presentato un protagonista incapace, timido ed impacciato, ma che ha tanta voglia di fare. Anche qui l’immedesimazione dell’adolescente medio con il personaggio principale è immediata.

A differenza di Seven Deadly Sins, il personaggio principale dovrà affrontare lunghi periodi di addestramento e formazione per diventare l’eroe protagonista che ci si aspetta di vedere.

Tra i personaggi secondari troviamo anche la figura dell’amico-nemico (tanto cara al genere Shonen, basti pensare a Goku-Vegeta, Naruto-Sasuke e tanti altri) nei panni di Katzuki Bakugo, ragazzino dotato di un quirk veramente notevole che lo porta ad essere idolatrato da tutti i suoi compagni di scuola, rendendolo arrogante e convinto di essere effettivamente superiore a tutti. Entrerà in contrasto continuamente con Izuku (infatti è il bullo che maggiormente tormenta ad inizio storia il nostro protagonista), ma come lui ha il desiderio di diventare un grande Hero (sebbene la lega dei Villain avesse pensato di trovare in un lui un nuovo affiliato da aggiungere alle sue fila).

Da tenere d’occhio anche la figura del mentore, nei panni di All Might. Il mentore, negli Shonen, rappresenta una figura secondo me fondamentale. Detentore di solito di un grande potere (Muten in Dragonball o il Maestro dei 5 Picchi nei Cavalieri dello Zodiaco ad esempio) hanno problemi ad esprimerlo per difficoltà sopravvenute (vecchiaia, malattia, limitazioni di potere imposte) e cercano solitamente di passare ad un allievo meritevole il loro potere ed i loro insegnamenti. Non fa eccezione All Might, che a causa di una malattia, sta cercando il suo successore, trovando in Izuku il recipiente perfetto da riempire visto il suo grande senso di giustizia.

I canoni dello Shonen sono quindi tutti rispettati, sia nello scorrere della trama che si alterna tra fasi di azione e allenamento, con i soliti intermezzi comico-demenziale.

Anche qui il disegno, senza eccellere, risulta godibile e funzionale alla storia. Il manga sta risultando avere un ottimo successo in Giappone, anche se in Italia non ha preso forse come ci si sarebbe aspettati.

Il manga è edito sempre da Star Comics mentre l’edizione anime è a cura della Dynit, distribuito sulla piattaforma digitale Vvvvid.it.

ONE PUNCH MAN – WANPANMAN

One Punch Man ha una genesi lievemente diversa dagli altri due titoli presentati.

Dapprima viene pubblicato come web comics scritto e disegnato dall’autore One, la storia viene notata da un mangaka famosissimo in Giappone, Yusuke Murata (conosciuto soprattutto per Eyeshield 21), che si propone di ridisegnare le tavole di One (onestamente veramente pessime) in quanto la storia secondo lui ha un grandissimo potenziale.

A differenza dei due titoli già trattati quindi la figura di autore e disegnatore qui si dividono (pratica più comune nel fumetto americano che in quello giapponese).

Bisogna fare una precisazione: spesso One Punch Man viene definito Seinen (ossia con target più adulto) e non Shonen. Nei Seinen spesso si affrontano temi più maturi con maggiore attenzione all’aspetto psicologico, ma One Punch Man si trova in una terra di mezzo dei due generi.

La storia ci racconta di Saitama, all’apparenza uomo normalissimo, che invece risulta essere semplicemente la persona più forte al mondo dopo un allenamento durato 3 anni (100 flessioni, 100 piegamenti e 10 km di corsa tutti i giorni!!!)

Abbiamo già una grossa discrepanza con altri Shonen dove il protagonista solitamente si trova ad affrontare avversari più forti o quanto meno ostici. Saitama non ha mai nessuno di questi problemi, in quanto, come da titolo, sconfigge tutti i suoi avversari con un solo singolo pugno.

Si ritrova spesso a sconfiggere mostri fortissimi, dove tanti altri eroi hanno fallito, per puro divertimento, risultando alla fine sempre più annoiato in quanto nessuno gli permette di avere una vera sfida.

Nel corso della storia incontra Genos, ragazzo cyborg che vuole diventare un grande eroe e vedendo combattere Saitama, riconosce la sua enorme forza e chiede di diventarne allievo.

Anche qui la meccanica allievo-mentore viene ribaltata, in quanto è il protagonista, anche senza volerlo, si ritrova a fare da maestro a qualcuno.

Genos e Saitama entreranno a far parte dell’associazione degli Eroi. Mentre Genos risulta perfetto fin da subito (grande intelligenza e forza) e si ritrova nella classe di Eroi più alta (Classe S), Saitama, complice la sua stupidità batte tutti i record fisici della prova di ingresso, ma fallisce miseramente quelli scritti, venendo relegato alla classe C (l’ultima tra le quattro presenti che sono in ordine di importanza S, A, B e C). Durante il corso della storia assisteremo come Saitama e Genos scaleranno le classifiche di apprezzamento nell’associazione degli Eroi (ad oggi Saitama nel webcomic di One ha raggiunto la posizione 39 del Rank A, pur essendo palesemente più forte di quasi tutti gli eroi di Rank S).

Non abbiamo neanche le classiche sessioni di allenamento degli Shonen, ma l’azione fa da padrone in tutto il fumetto, anche se quando è presente Saitama solitamente il tutto finisce in poche vignette, il tempo che il nostro protagonista sferri il suo pugno micidiale e ponga fine allo scontro. Le stesse scene d’azione possono risultare spesso comiche proprio per la manifesta superiorità di Saitama.

Alle scene d’azione si alternano spesso spezzoni di vita comune del protagonista, rimarcando la sua assoluta normalità al di fuori della sua enorme forza, passando dai problemi più comuni di cosa mangiare a cena, essendo uno spiantato cronico, al doversi annotare le offerte del sabato dei saldi da sfruttare.

One Punch Man è diventato un fenomeno anche fuori dal Giappone, raccogliendo consensi in tutto il mondo.

In Italia è edito da Panini Comis sulla collana Planet Manga, mentre la versione anime è disponibile sempre su Vvvid.it.

CONCLUSIONI

Sicuramente ci sono altri titoli che possono aspirare al titolo di “Best Shonen” della nuova generazione, ma ovviamente per gusti personali, problemi di tempo e lunghezza articoli, non possiamo trattare tutti i titoli presenti sul mercato.

Personalmente il mio preferito rimane One Punch Man (d’altronde ho fatto il cosplay di Saitama per amore del personaggio), ma come ho già detto, non è uno Shonen puro e quindi il pubblico potrebbe non individuarlo come legittimo re del genere.

Se siete riusciti a leggere tutto l’articolo senza addormentarvi, vi lancio una proposta: qual è secondo voi lo Shonen migliore di questa generazione?

Commentate sul sito o su facebook, risponderò personalmente ad ognuno di voi!

 

 

 

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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