Final Fantasy XV

Non ho mai amato particolarmente  la serie di Final Fantasy (escluso il settimo capitolo), ma vi posso assicurare che questo quindicesimo capitolo (che mi ha ricordato tantissimo Stand by Me. Volevo dirlo subitissimo, scusate!) mi ha convinto così tanto che l’ho portato a termine… e mi sono pure divertito un sacco! Vi spiego perché!

AMICI PER LA PELLE 

Perché citare il film di Rob Reiner uscito nell’ormai lontano 1986? Perché le somiglianze ci sono, e il gruppo capitanato dal protagonista Noctis Lucis Caelum, intraprende a tutti gli effetti un viaggio di formazione, in cui si cresce, si migliora, si affrontano sfide e avventure emozionanti.

Momento da cartolina: fatto.

Scordatevi la struttura dei vecchi capitoli, già che ci siete dimenticatevi (con tutto il massimo del rispetto) anche del maestro Sakaguchi e fate spazio alla voglia di rinnovamento chiamata Tabata-San; una ventata d’aria fresca che ha colpito tutto Final Fantasy offrendoci un capitolo che strizza l’occhio ai fan (JJ docet), ma alla stesso tempo li butta in un vortice di rinnovamento che, personalmente, non mi è dispiaciuto per nulla.

La storia scritta da Kazushige Nojima, nonostante qualche alto e basso, è interessante, ben scritta e con una serie di colpi di scena (chiamiamoli così!) davvero riusciti.

Noctis deve sposarsi con Lunafreya, sarcedotessa di Tenebrae, e intraprende così  un viaggio verso le terre della sua amata. Dalla sua ci sono le sue guardie del corpo: Ignis, Gladio e Prompto e una macchina chiamata Regalia che, in confronto, quelli di Fast & Furious sono dei dilettanti.  Lo scoppio però di una guerra improvvisa, cambierà – e di molto – le carte in tavola. Non aggiungo altro e lascio a voi il piacere di scoprire una trama che, come detto, non vi annoierà, ma anzi, sarà in grado di stupirvi.

UN MONDO (SEMI) OPER WORLD

Il regno di Lucis è un territorio sconfinato, affascinante e davvero ricco di cose da fare. La città è una sola ma gigantesca, e il resto del territorio sono piccole stazioni di servizio che offrono alcuni confort per i nostri viaggiatori, e poi distese di mare, montagna, pianura e collina in cui possiamo scoprire un sacco di segreti a bordo della Regalia o dei simpatici Chocobo (prima strizzatina d’occhio alla JJ).

Come fai a non voler bene a questi quattro?

Per completare l’avventura principale ci vogliono circa 30 ore, ma la quantità di cose da fare all’interno della mappa è davvero ricca; la ricerca delle piastrine dei cacciatori, le battute di pesca, le foto con gli amici, le side quest e moltissimo altro ancora, vi faranno arrivare a 100 ore di gioco in un battere di ciglia. C’è un grosso però in tutto questo, ed è la seconda parte dell’avventura. Di botto, per motivi narrativi, il secondo atto della nostra avventura abbandona la libertà d’approccio vista nella prima parte, per far spazio a dei percorsi più guidati, lineari e a tratti anche noiosetti. Fortunatamente, tramite un simpatico escamotage, in (quasi) qualsisi momento potremo tornare all’open world, così da recuperare tutto quello che abbiamo lasciato indietro.

Un’altra grossa novità è legata al sistema di combattimento che abbandona in maniera totale e definitiva qualsiasi velleità legata ai turni per far spazio all’azione pura. Si controlla solo Noctis e ai nostri compagni possiamo impartire degli ordini durante gli scontri, tutto in maniera molto blanda. Il nostro simpatico amico ha tre armi sempre a sua disposizione e di diverse tipologie (spade, lance, spadoni ecc) e tutte possono essere modificate da Cid nella sua officina (seconda strizzatina d’occhio).

Sistema di combattimento che abbandona in maniera totale e definitiva qualsiasi velleità legata ai turni, per far spazio all’azione pura.

Quello che però più mi ha colpito è il fatto che non è assolutamente necessario livellare ma, giocandosela bene tra attacchi, schivate, proiezioni e parate, anche i nemici più tosti possono essere abbattuti. Un cambiamento enorme per la saga e che, da non amante del “farming” estremo e  del “levelling”, è stato uno dei fattori determinati che mi ha portato ad apprezzare il titolo di Square Enix. Peccato solo per delle telecamere non proprio perfette che, in qualche occasione, mi hanno fatto leggermente innervosire… abbiamo bisogno di un patch correttiva!!!

Loro non potevano mancare: i mie “polletti” del cuore.

Esperienza e crescita di livello che comunque non mancano, venendo, di forza,  inseriti nel vortice di cambiamento che la serie ha attuato. Di fatto, gli XP acquisiti ad ogni uccisione potranno essere realmente guadagnati solamente quando ci accamperemo; fino a quel momento potremo perderli in qualsiasi momento. I punti ci faranno salire di livello, sbloccheranno nuove opzioni e soprattutto serviranno per accrescere le abilità del nostro party all’interno di un menù che ricorda moltissimo la sferografia di Final Fantasy XV.

“BELLI CAPELLI”

Sotto l’aspetto puramente tecnico il titolo non mi è pur nulla dispiaciuto. I modelli poligonali dei singoli personaggi sono davvero ottimi e molto dettagliati, con un estetica estrema e tutta giapponese a metà tra il manga e Justin Bieber. Meno interessanti invece gli NPC, molti simili tra loro e meno curati in termini di particolari.

Pur essendo falcidiato da qualche inconveniente tecnico, come ad esempio i pop up, o un frame rate non proprio stabile, il mondo di gioco mi ha convinto, grazie soprattutto un pregevole sistema di illuminazione dinamica, e ad un credibile ciclo giorno/notte. Si poteva fare qualcosa di più? Si, come sempre…ma nel complesso mi sono trovato davanti ad un gioco tecnicamente gradevole.

COMMENTO FINALE 

Ecco spiegato, tornando alla domanda di inizio articolo, il motivo che può portate un non fan di Final Fantasy XV ad apprezzare questo gioco e soprattutto a divertirsi. Un titolo che prende fortissimamente le distanze al passato, che traccia una nuova strada da percorrere e che, pur deludendo qualche fan più integralista, ha avuto il coraggio di osare e proporre qualcosa di totalmente differente…senza dimenticare il passato!

Bravo Tabata-San! 

 

 

 

Autore dell'articolo: Roberto Vicario

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

2 commenti su “Final Fantasy XV

    Tatsumaki Shinryu

    (dicembre 9, 2016 - 1:40 pm)

    Ebbbbravo Robi 😉

    Roberto Vicario

    (dicembre 9, 2016 - 1:45 pm)

    Grazie Taz! ce l’ho fatta anche io!

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