Crisis

Dovete sapere che ho un grosso problema con Kickstarter (il nostro Luca può confermare!). Mi basta davvero poco e una campagna che per molti passa totalmente inosservata, a me scalda invece il cuoricino e mi fa gettare a caso soldi contro lo schermo.

Questo (serissimo) problema di finanziamento compulsivo mi ha portato però a trovarmi tra le mani giochi che, inaspettatamente, si sono rivelati dei veri e propri titoloni, e questo Crisis è uno degli esempi più lampanti.

SCIACALLI IN UN REGIME DI TERRORE

Il titolo di LudiCreations ha avuto un grandissimo successo per tutta la durata della campagna avvenuta sulla notissima piattaforma di Kickstarter. Crisis, come fa intuire il nome stesso, è un titolo in cui impersoniamo degli industriali che cercano di trarre il maggior beneficio possibile dalla crisi che imperversa nella città immaginaria di Axia.

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Apparecchiato sul tavolo, Crisis fa il suo figurone.

Un breakdown (mamma mia quanto sono internazionale!) industriale senza precedenti, sommato ad una recessione che ha portato a forte ineguaglianze nella popolazione, stanno per far crollare l’economia.

Con le nostre azioni potremo decidere se far cedere definitivamente il sistema, oppure dargli la possibilità di crescere e magari trarne qualche vantaggio.

Oltre che estremamente attuale, l’ambientazione che fa da sfondo in questo gioco si sente in maniera fortissima in tutte le azioni che ci troviamo a compiere nel corso della partita. Tra le mani abbiamo un German solidissimo, non estremamente complesso da imparare ma molto profondo, e che richiede sicuramente diverse partite per poter essere apprezzato al meglio.

Di fatto, la scelta delle fabbriche, il posizionamento dei lavoratori al suo interno  e la produzione vera e propria sono un gioco nel gioco.

Il cuore del gioco sta nella scelta delle azioni da fare che, in pieno stile worker placement, ci permette di piazzare dei nostri lavoratori sui diversi spazi azione presenti sulla mappa. Azioni che ci possono servire per i più disparati motivi: recuperare monete, fare dello spionaggio industriale, assumere lavoratori di Axia o stranieri, commerciare risorse e, mossa molto importante: comprare fabbriche e farle produrre per poi vendere le risorse prodotte.

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Le carte fabbrica rappresentano un gioco, nel gioco.

Quasi tutte queste azioni che vi ho raccontato, e che sono rappresentate graficamente sul tabellone, sono esclusive e questo vuol dire che, nel turno, il giocatore è obbligato a ragionare in maniera perfetta ogni sua mossa (con il rischio di paralisi da analisi per i grandi pensatori) onde evitare di perdere delle azioni e, nel peggiore dei casi, un turno intero.

Proprio l’essere “stretto” e “corto” diventa allo stesso tempo pregio per molti ma anche un possibile difetto per altri; anche perché il grado di attenzione non deve mai abbassarsi sotto la soglia minima neanche nella fase di produzione. Di fatto, la scelta delle fabbriche, il posizionamento dei lavoratori al suo interno  e la produzione vera e propria sono un gioco nel gioco, nonché fonte maggiore di punti per vincere la partita. Insomma, non deve sfuggirvi niente.

COLLABORIAMO? MA ANCHE NO! 

Tutto qui? Eh no! Crisis è infatti una fonte di continue scoperte, come ad esempio il tracciato dell’economia/crisi che diventa un’ulteriore variante all’interno della partita. Di fatto, ad ogni turno dei 6 che compongono il gioco, i giocatori dovranno raggiungere un obiettivo minimo di punti vittoria, chi non riuscirà in questo intento farà scendere l’indicatore della crisi, portando ad eventi sempre peggiori che andranno ad influenzare ogni singolo turno.

In questo modo viene aggiunta una ulteriore variabile di cui i giocatori devono tenere conto; se il tracciato dovesse arrivare alla casella zero, la partita finirebbe immediatamente e non è detto che tutti i partecipanti alla partita possano partecipare al conteggio finale, venendo quindi esclusi a priori. Un twist che mi ha letteralmente esaltato e che, tenendo conto anche dell’ambientazione, simula il fatto che ogni tanto, davanti ad una crisi, bisogna fare fronte comune anche se si è avversari.

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La qualità dei materiali è davvero ottima.

Il gioco è inoltre provvisto di una variante singolo giocatore e di una serie di scenari che rendono ogni partita più o meno impegnativa, a seconda del livello scelto. Chiudo parlandovi di una componentistica davvero ottima, in particolare per coloro che hanno partecipato alla campagna kickstarter. Materiali in legno sagomati in base alla tipologia di risorsa, carte con ottima grammatura e plancia solida e a doppia faccia.

Se volete dare una letta al regolamento (al momento solo in inglese) lo potete fare qui. Il gioco non è completamente indipendente dalla lingua, ma allo stesso tempo i termini da dover imparare non sono tantissimi, e abbastanza standard per chi è giocatore da tanti anni.

Insomma se la tematica vi piace e siete amanti dei cinghiali in pieno stile german, vi consiglio vivamente di farci un pensierino, magari cercando di provarlo prima dell’acquisto. Io non mi sono pentito, e sicuramente in queste vacanze natalizie  ci scapperanno altre partite!

SCHEDA TECNICA:

Titolo: Crisis

Genere: Worker Placement

Autore: Pantelis Bouboulis, Sotirios Tsantilas

Editore: LudiCreations

Giocatori: 1-5

Durata: 45-120 minuti.

Autore dell'articolo: Roberto Vicario

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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