Nella sua fortunata carriera di attore, e subito dopo cineasta, il buon Clint Eastwood è riuscito a ritagliarsi una serie di traguardi impressionati, che sono riusciti ad imprimerlo nell’immaginario di molti come un attore poliedrico, capace di interpretare i ruoli più differenti.

Nei panni del regista si è concentrato nel proporre al pubblico figure importanti, appartenenti ad una sfera patriottica tutta stelle e strisce.

Miracolo sull’Hudson

Nel 2009 il volo di linea US Airways 1549, partito dall’aeroporto di New York LaGuardia, venne colpito da uno stormo di uccelli che mandò in avaria entrambi i motori dell’aereo. Trovandosi ad un’altitudine troppo bassa per tentare qualsiasi manovra evasiva il capitano Chesley “Sully” Sullenberg, supportato dal primo ufficiale Jeff Skiles, decise quindi di tentare l’ammaraggio nel fiume Hudson, salvando tutti e 155 passeggeri presenti sul volo insieme al personale.

Un evento più unico che raro, al punto da far passare alla storia il pilota che fu, tra le altre cose, l’ultimo ad uscire dall’aereo dopo essersi assicurato che l’equipaggio fosse completamente in salvo. La storia che la pellicola racconta, nei suoi 95 minuti, non si sofferma soltanto nell’evento clou, ma dirama la sua tela in tutti i giorni di inchiesta successivi, dove si cercò di verificare se la scelta compiuta fu un semplice azzardo oppure un calcolo ponderato. La scelta migliore, come si suol dire.

Ed è durante questo approfondimento che sorge inevitabile lo scontro. Da un lato la mente calcolatrice che, da terra, cerca di sentenziare un gesto puramente folle, mentre dall’altra subentra l’esperienza di chi ha vissuto il fatto in prima persona, dovendo scegliere per il bene di 155 persone in pochissimi minuti. La stessa consapevolezza di agire viene portata dal capitano in tribunale, dove le scene lasciano trasparire un profondo coinvolgimento da parte di quest’ultimo, che vive la tensione durante l’ascolto delle registrazioni in volo.

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C’è molto da raccontare, ed Eastwood decide di non fermarsi solamente al personaggio pubblico, ma cerca invece di scavare in una dimensione privata e anacronistica, mostrando le chiacchierate, la vita nelle camere d’albergo ed i rapporti con le famiglie. Il regista non poteva ricevere collaborazione migliore dal cast scelto per l’occasione, dove spiccano per bravura un ottimo Tom Hanks ed un “baffutoAaron Eckhart.

Ogni tassello del puzzle sembra incastrarsi egregiamente, riportando in sala uno spettacolo edificante e coinvolgente, capace di non ammorbare lo spettatore per tutta la durata del film. Non sovviene infatti quel senso pesante ed incombente del patriottismo puro, nonché fine a se stesso, ma viene invece messa in evidenza tutta una sfera emotiva ricca di pathos, capace di concentrarsi su valori molto importanti, come l’etica e l’onestà.

Sully è infatti l’americano comune, il lavoratore che per quarant’anni è salito su aerei di linea facendo il proprio dovere. Ma questo stesso personaggio si trasforma, per forza degli eventi, diventando un eroe, riuscendo comunque a mantenere quella sfera di umiltà che tutti quanti dovremmo avere.

Considerazioni finali

Un film che vi consiglio caldamente di andare a vedere. Eastwood continua a dimostrarci la sua competenza dietro la macchina da presa, raccontandoci una storia importante e celebrativa che non sfocia nelle solite, a volte ammorbanti, parabole del mito americano. Vi piacerà!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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