Le case della Follia – Seconda Edizione

Ahhhh gli Antichi, ahhhh la Progenie Stellare, ahhhh il buon Chtulhu, ahhh la tauromac..ah no, quella non c’entra. Il mondo letterario di Lovecraft ha da sempre affascinato sia i giocatori da tavolo che quelli degli RPG. Setting, storie, personaggi, mostri e ancora mostri, sono tutti elementi che, mescolati tra loro, formano un cocktail dal sapore irresistibile e che fa impazzire (piaciuto il gioco di parole?).

Case della follia meme progenie stellare

Torno serio. Nel mondo dei boardgame sono ormai diversi i titoli che si ispirano alle storie dello  scrittore di Providence. Alcuni presto dimenticati, altri piuttosto riusciti e parecchio divertenti da giocare. Tra quelli più apprezzati c’è sicuramente Le Case della Follia, uscito nel 2011, e successivamente sommerso di espansioni. Un gioco incredibilmente ambientato ma che per svariati motivi, tra cui setup lunghissimo e necessità di avere sempre un master a portata di mano, ha sempre intimorito molti giocatori.

Ecco, se siete tra coloro che hanno sempre avuto paura ad approcciarsi al gioco, le scuse sono ufficialmente finite. La seconda edizione delle Case della Follia, disponibile da qualche settimana nel nostro paese grazie ad Asmodee Italia (Asterion), ha subito un restyling gigantesco, e soprattutto, una integrazione tecnologia che elimina del tutto la presenza del master.

UNA APP PER DOMARLI TUTTI

Se infatti il cuore del gioco rimangono le miniature (ben 70 quelle presenti  all’interno della confezione tra “buoni” e “cattivi”), le svariate tile che compongono la mappa e secchiate di dadi da tirare come se  non ci fosse un domani, parte imprescindibile dell’esperienza di gioco è proprio l’app dedicata, e scaricabile gratuitamente da qualsiasi store.

La scelta fatta dal designer Nikki Valens non è sicuramente una novità; già  diversi titoli – come X-Com o Alchimisti, giusto per citarne un paio – hanno scelto di integrare la tecnologia all’interno dell’esperienza di gioco, con risultati non sempre ottimi, ma comunque interessanti. Con Le Case della Follia credo che si sia arrivati a capire, finalmente, la vera utilità della tecnologia nel mondo del gioco da tavolo: ottimizzare e ambientare.

Caase della follia App Home
Questa è la home dell’applicazione appena lanciata…vi risparmio la musichetta inquietante.

Grazie a questa applicazione ho infatti notato una serie di cambiamenti che hanno solamente giovato all’esperienza di gioco. Penso alla già citata preparazione: velocissima, completamente interattiva e perfettamente integrata all’interno dell’esperienza di gioco. Tutto è gestito dalla I.A. dell’applicazione e, scelta una delle missioni disponibili, è lei a segnalare ai giocatori le tile da usare e i vari segnalini da posizionare sulla mappa. La componente collaborativa e di investigazione è rimasta sostanzialmente intatta, ma anche in questo caso, grazie ad una componente narrativa ancora più forte e marcata, il tutto acquista un tono ancora più cupo e schizofrenico.

Con Le Case della Follia credo che si sia arrivati a capire, finalmente, la vera utilità della tecnologia nel mondo del gioco da tavolo: ottimizzare e ambientare.

Parlando di gameplay vero e proprio i turni si alternano in due fasi: investigatori e miti. Nella fase dedicata ai giocatori, ogni componente del team esegue due azioni tra quelle classiche di questo genere: muoversi, esplorare, effettuare dei test, combattere o scambiarsi oggetti. La particolarità sta nel fatto che per molte di queste azioni serve l’app. Vogliamo cercare tra delle scartoffie? Basta un tap sul relativo token per far partire una finestra di descrizione e relativo risultato della nostra ricerca (spesso influenzato da test); vogliamo combattere contro dei mostri? Anche in questo caso, un semplice tap e via.  Tutto funziona in maniera perfetta, non si perde mai il ritmo di gioco, ma anzi, si guadagna in ambientazione e coinvolgimento. Molto interessante anche l’introduzione puzzle da risolvere sul device che si sta utilizzando, sotto forma di vere e proprie prove.

Case della follia componenti
Tra carte, miniature, tile e token la quantità di materiale all’interno della confezione è di assoluto rispetto.

Avendo provato diverse volte la prima delle quattro missioni presenti (la quarta dura una vita intera ma il gioco permette anche di salvare) posso anche segnalare una discreta rigiocabilità. In fase di setup l’applicazione cambia la tipologia di tile da utilizzare, alcuni dei nemici presenti sulla plancia e, in base ad un paio di scelte fatte, anche la storia può subire delle modifiche. Per quanto mi riguarda si tratta del compromesso sufficiente per tornare a rigiocare le singoli missioni più di una volta. Inoltre non dimentichiamoci della possibilità di convertire personaggi e mostri della precedente edizione – grazie ad un kit presente all’interno del gioco – per poterli utilizzare all’interno delle missioni di questa seconda edizione.

APP SI O APP NO?

Voglio chiude questo speciale parlandovi delle componente tecnologia di questo boardgame. Visto l’ormai imminente referendum, provo a traslare la cosa sull’utilizzo delle app all’interno del gioco creando un partito del sì e uno del no.

SI APP: L’utilizzo dell’app porta ad una riduzione dei tempi nel setup, non serve avere per forza un master, grazie a suoni e testi l’immersione e il lore ne guadagnano, viene tutto gestito internamente senza bisogno di calcoli e quindi possibili errori, si salva la partita con un facilità estrema.

Case della follia app
Vi basta un semplice tap su quelle icone, non sono invitanti?

NO APP: Il boardgame è un po meno boardgame, se ci si dimentica il tablet o lo smartphone è scarico non si gioca, l’occhio non è più sul tabellone ma principalmente su un dispositivo elettronico, si rischia di perdere quel fattore di contatto umano che spesso creano i giochi in scatola.

Come potete vedere, ci sono pro e contro in entrambi i casi; a fronte dell’esperienza fatta con le Case della Follia devo ammettere che in un gioco di questo genere, ma anche in dungeon crawler con forti elementi narrativi, una app che elimina il master è cosa più che gradita. Sono curioso di vedere come e quanto si evolverà in futuro questo movimento, ma una cosa è certa, il mondo dei boardgame si avvicina, lentamente, a quello tecnologico.

SCHEDA TECNICA:

Titolo: Le Case della Follia (Seconda Edizione)

Genere: Cooperativo – Investigativo

Autore: Nikki Valens

Editore: Asterion Press

Giocatori: 1-5

Durata: 90-360 minuti.

Autore dell'articolo: Roberto Vicario

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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