The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition

Il quinto capitolo della serie Elder Scrolls è stato un successo per Bethesda in termini di vendite, al punto di toccare la vetta di 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo e su tutte le piattaforme videoludiche. Skyrim è stato, ed è ancora, un action-RPG con i contro cojones. E sfido chiunque a dire il contrario in merito.

Ma in questo gli sviluppatori ci avevano visto lungo sin dai tempi di Arena nel 1994, quando hanno saggiamente deciso di dar seguito a una saga che avrebbe conquistato gli animi di molti, appassionati o meno dei giochi di ruolo. Ma torniamo al presente, anzi, torniamo all’era delle remastered e dei brand iper sfruttati per ogni uso e costume. È infatti accaduto che, alla fine del mese di ottobre, Bethesda ha deciso di farci nuovamente vestire i panni del Dovahkiin, il tizio più improbabile che si risveglia scoprendo di poter parlare non solo la lingua dei draghi urlandola col CAPS-LOCK, ma anche di poter essere l’unico ad avere la stoffa per fronteggiare il super mega incredibile drago Alduin (che nelle profezie viene citato come la sventura dei re, l’ombra antica mai domata, insomma quello “sei mejo te punto e basta”).

Prima di lanciare il gioco stavamo tutti così!
Prima di lanciare il gioco stavamo tutti così!

Non serve dunque narrarvi lo stupore con cui io lo giocai ai tempi, come non serve peraltro dar seguito ai pregi di una trama ricca di riferimenti alla storia dell’ambientazione, dalle main alle side quest perfettamente radicate in un contesto poliedrico, capace di far impallidire qualsiasi brillante master con cui abbiate giocato una campagna di D&D.

Risulta dunque superfluo parlare di contenuti, che in questa Special Edition raccolgono il gioco principale più i tre DLC usciti nel tempo, quanto invece mi sembra obbligatorio soffermarmi sulla politica di pubblicazione di quest’ultimo, la quale, sul fronte del comparto tecnico, serve il fianco a una serie di critiche non indifferenti.

Premetto, giusto dirvelo per coerenza, che in questo caso mi levo la cappa del culto dei pcisti per giocarlo su console Sony.

Parto dalla grafica, ultimamente molto discussa se pensiamo alle recenti console, indicandovi come in questa edizione speciale sembra essere stata rivisitata solo dal lato della risoluzione, ottenendo un upgrade importante dai 720p ai 1080p utile a inserire su schermo un mondo artistico ricco di particolari, ma soprattutto capace di intervallare le diverse regioni di Skyrim presentando paesaggi ampiamente dissimili tra loro. La cura con cui sono state gestite le ombre, ora più morbide alla visione, per poi giungere chiaramente alla gestione degli effetti particellari sembra farci intendere che un lavoro di restyling ci sia effettivamente stato.

Poi ragioni un momento, realizzi, e pensi al porting al contrario. Il gioco è stato sì ottimizzato per essere riprodotto dalle console di nuova generazione, ma al tempo stesso ha conservato tutta quella serie di bug e glitch che hanno penalizzato la permanenza in questo splendido mondo. Anche le texture, elemento molto importante e discusso anche su PC dalla community dei modder, vengono presentate con una cura che va lentamente sgranando mentre ci avviciniamo agli oggetti, mostrando una scarsità di dettagli che ci ha fatto decisamente storcere il naso.

Il tutto, come se il pregresso scritto poc’anzi non dovesse bastare, viene appesantito da un blocco di framerate a 30 fotogrammi al secondo, scelta sinceramente opinabile visto il motore grafico obsoleto che potrebbe tranquillamente, a mio avviso, girare a pieno regime.

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Cosa ci resta, dunque, pensando a questa Special Edition? Un giusto tentativo di marketing per compensare le vendite, proponendo la solita minestra riscaldata a tutti quelli che, loro malgrado, non abbiano avuto il piacere di giocare il titolo ai tempi di uscita. Resta però forte nella mia mente un quesito considerevole: per una software house è più importante rincorrere l’uscita annuale di qualsivoglia titolo, oppure è meglio cercare di essere più lungimirante ed attendere il giusto periodo per far uscire una ip nuova o magari maggiormente curata nei dettagli? La risposta come sempre va all’utenza, che decide uscita dopo uscita di acquistare o meno un titolo a seconda di ciò che il medesimo ha da offrire.

Conclusioni Finali

Tirando comunque le somme, a denti stretti e con il sangue di drago sulla lama, posso suggerirvi che il viaggio vale il prezzo del biglietto, ma solo per coloro che non hanno mai calcato le terre di Cyrodill. Gli amici della vecchia guardia possono tranquillamente risparmiarsi questa fatica, dato che permette solamente in più di sfruttare alcune mod come sul PC, le quali saranno selezionate ad hoc dagli sviluppatori impedendovi inoltre, una volta attivate, di poter sbloccare gli achievement. Comodo no?

Autore dell'articolo: Simone Rampazzi

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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