Cari Alpini, forse sbagliate.

I videogiochi possono insegnare qualcosa? Personalmente la risposta che do a questa domanda quando mi viene posta è: sì.

Proprio oggi, sul Corriere del Veneto (ma anche su altre testate giornalistiche),  è montato il caso  di Battlefield 1; all’interno di una delle Storie di Guerra si vestono i panni di un soldato del Regio Esercito Italiano, impegnato nella sanguinosa battaglia di Monte Grappa. Un evento devastante, in cui solamente il nostro fronte ha subito 5.200 perdite, oltre 18.500 feriti e più di 600 dispersi (fonte Wikipedia), per lo più ragazzi giovanissimi. Una di quelle ferite che probabilmente non si rimargineranno mai, anzi, torneranno a sanguinare nel momento in cui verranno tirate in causa, proprio come nel caso di Battlefield 1.

Tornando alla polemica, il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero ha utilizzato parole polemiche nei confronti del lavoro svolto da Dice; vi riporto il suo commento:

<<Ovvio che sono contrario ad una cosa del genere, non ci sembra affatto il caso di trasformare un luogo sacro in un videogioco. Il Monte Grappa dovrebbe essere ricordato per il sacrificio di chi ha combattuto ed è morto lassù, dall’una e dall’altra parte, e non quindi essere riportato d’attualità in questo modo, con gente che spara e uccide, con sangue ovunque. Temi delicati, come quello della guerra, specie di questi tempi, vanno affrontati in maniera diversa e non in modi devianti come questo>>

Peggiore se vogliamo la reazione del consigliere regionale Sergio Berlato, che ha dichiarato << un vero e proprio sacrilegio >> e una << mancanza di rispetto nei confronti di un territorio  che ha visto morire decide di migliaia di giovani per difendere la patria>> il lavoro svolto da DICE.

Cari i miei signori, partendo dal presupposto che da appassionato di storia ( mio padre era del ’36, una guerra l’ha vissuta sulla sua pelle) non posso che nutrire profondo ed inestimabile rispetto per il corpo degli Alpi, e per tutto quello che è stato fatto su QUEL monte e non solo, vi chiedo di aprire gli occhi, di osservare il mondo attuale, di interpretarlo e successivamente di esprimere pensieri e considerazioni.

Il videogioco non è un media “deviato” come dite, anzi!

Il videogioco è uno strumento potentissimo, che in alcuni casi va controllato e gestito, ma che sicuramente può aiutare a far conoscere e divulgare eventi, proprio come la Battaglia di Monte Grappa, a persone che il ricordo di coloro che sono morti, manco sapevano cosa fosse fino all’uscita di questo gioco. E lo dico con il massimo rispetto possibile.

Ho un fratello di 14 anni, che vista (non giocata!) la missione, mi ha chiesto che cosa fece davvero il nostro esercito, chiedendomi di leggere la pagina Wikipedia, e imparando una nuova (per lui!) e importantissima pagina di storia del nostro paese.

battlefield12

Perché – vi chiedo –  al posto di fare della polemica sterile, non provate a spingervi un po più in là. Sforzatevi di fare un passo avanti e non uno indietro, nei confronti di uno strumento divulgativo così potente? Perché non provate ad accettare il fatto che molti ragazzi giovani (come lo fui io) hanno conosciuto e approfondito eventi come il D-Day, la Battaglia di Stalingrado, le Ardenne e molto altro ancora, anche grazie al videogioco?

Cari signori, con tutto il rispetto verso i vostri ruoli e quello che rappresentate, vi possono assicurare che i videogiochi non sono il male, e Battlefield 1 lo è ancora meno; anzi, racconta quanto inutile e schifosa sia la guerra, proprio attraverso un’interazione che non vuole mancare di rispetto a nessuno.

Noi rispettiamo e amiamo gli Alpini, vi chiedo solamente di provare a capire e non semplicemente denigrare, perché  se noi non dobbiamo dimenticare quello che è stato fatto da molti ragazzi per questo paese, e per la nostra libertà, forse voi dovete ancora capire che  dietro ad un videogioco di questo tipo, c’è molto più di un semplice “spara spara”.

Con stima infinita per il corpo degli Alpini.

Roberto.

Autore dell'articolo: Roberto Vicario

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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