Doctor Strange – Una realtà separata

In occasione dell’imminente arrivo nelle sale del film dedicato allo Stregone Supremo interpretato da Cumberbatch, Panini Italia invade letteralmente le fumetterie con stampe e ristampe dedicate allo stregone di Greenwich Village.

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Fra queste vorrei parlarvi di “Una realtà separata”, vera e propria pietra miliare nella storia editoriale di Dr Strange.

L’anno è il 1973 e Strange, creato nel 1963 da Stan Lee e Steve Ditko, è ospite fisso nella testata Marvel Premiere dopo un decennio che l’ha visto semplice comprimario su poche pagine della testata Strange Tales.

Roy Thomas, editor in chief della Casa delle Idee in quegli anni, chiama il giovanissimo disegnatore Frank Brunner affiancato da Steve Engleheart alla sceneggiatura, entrambi provenienti dal movimento del fumetto horror tanto in voga in quegli anni (Eerie, Creepy e Vampirella).

Ed è proprio grazie al loro background che sviluppano il nuovo corso narrativo per il Dottore partendo da tematiche appunto horror che più di un’ispirazione devono ai Grandi Antichi di lovecraftiana memoria.

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Brunner e Engleheart non si limitano però all’horror puro e semplice ma in linea con i movimenti psichedelici di quegli anni conducono il lettore in un viaggio dove la filosofia di base della pratica occulta è la convinzione che il macrocosmo esista all’interno del microcosmo, dove il caos ignoto dell’universo è temibile e pericoloso tanto quanto i segreti non ancora svelati della mente umana.

Il lavoro della coppia, inutile dirlo, ebbe un grande successo fino ad arrivare all’addio di Strange alla testata che l’aveva visto come protagonista finora per dar vita alla propria serie regolare.

La carne al fuoco offerta da questo volume è decisamente tanta. Fra nemici storici (Shuma Gorath e il Barone Mordo) e nuovi amici (il fedele Wong e l’innamorata Clea) il Dottore si troverà a viaggiare nel tempo e nello spazio per inseguire e cercare di fermare una nuova minaccia che mette a rischio l’esistenza stessa della vita umana sulla terra.

Una realtà separata - cover

Questo lo porterà a viaggi meravigliosi, nel passato, nel futuro e soprattutto dentro se stesso per affrontare realtà sconosciute e terribili.

“Una realtà separata” raccoglie proprio questo arco narrativo, dagli ultimi numeri di Marvel Premiere ai primi della testata a lui dedicata.

Il tratto di Brunner probabilmente al suo apice viene completato dai superbi testi di Engleheart che per sua stessa ammissione voleva che Dr Strange fosse qualcosa in più di quanto visto nei Difensori e cioè “un supereroe che spara raggi dalle mani”.

Mi sento quindi di consigliare assolutamente questo volume, adatto sia ai fan di vecchia data del dottore che vogliono recuperare una parte importante del passato del Dottor Strange ma anche a chi solo ora si affaccia sul fantastico mondo dello Stregone Supremo.

 

Autore dell'articolo: Luca Pinchiroli

Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.

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