Mafia III

Il mese di ottobre si sta rivelando particolarmente esplosivo, sotto tutti i punti di vista. Sembra infatti che nel corso di questo mese caldo, solo a parole per il momento, stiano uscendo una moltitudine di titoli tripla A in grado di accontentare praticamente qualsiasi tipo di utenza, grazie ad una diversificazione dei generi piuttosto ampia.

2K Games ha aperto l’anno lavorativo con due titoli degni di nota, ovvero BioShock: The Collection ed NBA 2K17, soltanto per scaldare i motori al fine di presentare altre produzioni di tutto rispetto, quali Mafia III, Sid Meier’s Civilization VI e WWE 2K17. Tolti i titoli sportivi, dei quali praticamente non riuscirei ad esprimermi con occhio esperto, non mi resta che presentarvi i miei quattro spiccioli senza valore sul nuovo Mafia.

Siete pronti per accompagnarmi in questo viaggio? Dai che vi va!

New Bordeaux, Mon Amour

Hangar 13, il team di sviluppo che ha preparato il codice del gioco, ha deciso di modificare l’ambientazione vista nei capitoli precedenti portandoci in un periodo storico totalmente diverso, che vede come teatro della scena una versione fittizia di New Orleans alla fine degli anni ’60. Anni decisamente delicati, specialmente per il clima di razzismo che vedeva giornalmente discriminate le persone di colore.

Ed in questo senso, tolti i fronzoli da sfruttare in ambito videoludico, Mafia III risulta nudo e crudo proprio per una scelta degli sviluppatori. Uno specchio realistico di un periodo terribile, dove il protagonista (ovviamente di colore) subisce sulla sua pelle ogni tipo di angheria ed insulto, al fine di colpire il giocatore che si trova dall’altra parte dello schermo direttamente nel profondo. E la narrazione, realizzata con un intervallo di immagini tra grafica in game e ritagli di filmati del tempo, aiuta perfettamente a creare il pathos ideale per scuotere l’animo.

Mafia 3 01

Uno dei tanti esempi dove la trama funziona egregiamente, dove il gioco diventa storia e fa venir voglia di viverlo. Attenzione però, non facciamo il banale raffronto dei pazzi che girano in motorino per catturare Pokèmon, o degli sciroccati che vanno in giro con la pistola per emulare qualsiasi capitolo di GTA. La denuncia di Mafia III è autorevole, ed è per questo che varrebbe la pena giocarlo a prescindere di tutte le possibili magagne tecniche, di cui comunque vi parlerò più avanti.

Lincoln è un veterano del Vietnam che torna a casa da uomo. È rispettoso della famiglia, di tutto ciò che gli è stato dato da Sammy, uno dei piccoli boss che cerca di tenere in piedi il quartiere nero di Delray Hollow. Ed è proprio da lì che comincia la nostra storia, una storia fatta di sangue, onore, vendetta e redenzione. Una storia da vivere, motivo per cui non vi dirò oltre a riguardo.

Free Roaming, il solito de ja vù?

Dai numerosi video pubblicati nel periodo pubblicitario antecedente l’uscita del gioco, ognuno di noi ben sapeva che si sarebbe trovato di fronte il tipico free roaming consolidato, farcito da una serie di missioni principali legate alla storia accompagnate da quelle secondarie. Esplorare la città di New Bordeaux permette al giocatore di scrutare una quantità di dettagli sorprendente, riassumibile in un variopinto caleidoscopio di scene che possono variare dalla palude più insidiosa popolata da coccodrilli, alla zona residenziale per ricchi abitata da soli bianchi.

Tutto bellissimo ed eccezionale, lo ammetto, ma purtroppo non in linea con i tempi vista la presenza di numerosi bug di ogni genere (non ho potuto, ad esempio, completare una missione secondaria per Cassandra, visto che gli oggetti con cui interagire in mare erano invisibili), coadiuvati perlopiù da una profondità di campo non sempre eccezionale ed una stabilità di framerate non proprio performante.

La nota dolente peggiora nel momento in cui viene presa in esame l’intelligenza artificiale sfruttata nel gioco. Mafia III propone due diversi ingaggi al combattimento, uno più dinamico ed action dove si può entrare in qualsiasi luogo sparando all’impazzata, l’altro invece più stealth, asservito ad un sistema di coperture da dove è possibile effettuare uccisioni silenziose con le armi bianche.

Mafia 3 02

In entrambi i casi abbiamo notato come i nemici rispondono in maniera quasi automatica, sfruttando dei pattern prevedibili che permettono al giocatore anche meno aggraziato di giocare a difficoltà elevata senza letteralmente morire mai. L’esempio più lampante è quello del fischio. Da una qualsiasi copertura è stato possibile uccidere più nemici, senza insospettire l’avversario che si trovasse a poco più di qualche metro di distanza. Tutto ciò è abbastanza avvilente, soprattutto perché appesantisce la permanenza in game.

Ad aiutarvi però ci pensa il sistema di gestione delle bande, il quale permette al protagonista di decidere come spartire le porzioni di città sottratte a Marcano, scegliendo saggiamente al fine di non creare zizzania tra i membri di questa cricca improvvisata per necessità. In base alle scelte fatte il gioco regalerà diverse opzioni, ricordatevelo!

Mi soffermo inoltre a parlare di un piccolo problema relativo alla configurazione dei comandi. Il gioco può essere sfruttato utilizzando la tipica combinazione mouse/tastiera (anche se vi consiglio di cambiare qualche shortcut, dategli un’occhiata), mentre dal punto di vista del controller ho rilevato non poche magagne, complice un sistema che non mi ha permesso di selezionare manualmente alcun comando seguito da un tutorial che, utilizzando il controller, non mi ha mostrato su schermo i tasti associati da utilizzare in determinate azioni. Questo mi ha costretto diverse volte a sfruttare una soluzione ibrida, premendo quando servisse il tasto Q per risparmiare corrieri e boss locali.

Voto Finale

Valutare un gioco come Mafia III non è facile. Da un lato abbiamo una storia eccezionale, ricca di colpi di scena e momenti importanti che sanno coinvolgere anche il giocatore meno empatico. Dall’altro invece evidenzia una serie di pecche difficili da sottovalutare, che spero vivamente vengano risolte con qualche patch correttiva o contenuto aggiuntivo gratuito a corredo.

Se pensiamo che Mafia II era un capitolo che inseriva moltissime dinamiche extra piccole, ma importanti nel quadro completo, non vedo perché in questo terzo capitolo non debbano esserci, soprattutto considerando le possibilità di calcolo odierne.

2K Games insieme agli sviluppatori di Hangar 13 hanno scritto una vera e propria lettera d’amore senza filtri, un omaggio nudo e crudo che vuole intrattenere raccontando una storia. Inizia con il botto, fa tanto male da far bene, ma poi a lungo andare scade in una certa ripetitività di fondo che avrebbe bisogno di qualche incentivo. Ma anche così, con le sue frasi dolenti che fanno male all’innamorato malinconico, Mafia III merita comunque di posizionarsi sui vostri scaffali personali. Perchè alcune lettere d’amore, anche se fanno male, restano comunque un tassello importante da tenere in considerazione. Non trovate?

Autore dell'articolo: Simone Rampazzi

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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