L’arco narrativo cinematografico dedicato al personaggio di Wolverine è sempre stato ricco di contraddizioni. Non parlo solamente di differenze legate al solito scontro fumetto/film, ma anche ad una serie di scelte registiche particolarmente opinabili, che hanno portato alla produzione di due spin-off concentrati sulla figura di James Howlett, meglio conosciuto come Wolverine.

Il motivo lo sappiamo, il personaggio tira molto più degli altri X-Men e Hugh Jackman ha tutte le carte per recitare degnamente, al punto di essere riuscito a cucirsi addosso uno dei personaggi più famosi dei fumetti. Le notizie recenti che riguardano la terza fatica del mutante con gli artigli di adamantio lasciano un po’ perplessi, pertanto ho deciso di sviolinare qualche parola a riguardo, giusto per fare un punto ed accendere magari una piacevole discussione.

Sono il migliore in quello che faccio – te piacerebbe! –

Dopo aver conosciuto il buon James nella trilogia classica (quella dove Magneto e Xavier sono dei vecchi bacucchi), abbiamo tutti avuto la possibilità di vederlo in azione anche nelle sue versioni in solitaria, una prima volta nel 2009 sotto la direzione di Gavin Hood ed una seconda, con James Mangold alla regia, nel 2013.

I due esperimenti sono stati  piuttosto  discutibili. Se ricordate, X-Men le Origini si concentrava appunto sulle origini del personaggio fumettistico, dando quindi libero accesso ad una storyline inedita che parte dal piccolo sbarbato in vestaglia sino ad arrivare al macho-man in artigli, appena appena pronto per partecipare al progetto Arma X.

Origini 01

Tolto ovviamente il discorso legato ai fumetti, di cui preferisco non parlare in questo pezzo per ovvie ragioni, la cosa che meno mi ha convinto durante la visione è stata la sequela di mutanti piazzati alla meno peggio dentro il film, giusto per fare numero insomma. Basti pensare a Gambit (un Taylor Kitsch piuttosto anonimo), a Sabretooth ed il suo problema con le unghie (Liev Schreiber non è stato proprio malvagio però), arrivando infine alla squadra dei poveri scoglionati dove vengono tirati fuori dal cilindro le più improbabili comparse che uno possa immaginare: Kestrel, Zero, Blog, Bolt … ma di chi stiamo parlando?!?! L’unico personaggio conosciuto un po’ meglio era Deadpool, ma cavolo, Gavin Hood insieme a Benioff e Woods (gli sceneggiatori) sono riusciti a creare l’abominio totale sfigurando un personaggio che soltanto oggi –thanks God– è riuscito a riscattarsi con Tim Miller.

Riassumendo i 107 minuti di pellicola, una mezza ciofeca. Ma la 20th Century Fox non era soddisfatta di aver quasi quasi toccato il fondo e così, tanto per, affida a Mangold la direzione di un sequel, da chiamarsi semplicemente The Wolverine (lascia perdere che poi noi ci abbiamo voluto mettere l’immortale eh). Il risultato?

Immortali figuracce

Hai perso il fattore rigenerante, hai perso gli artigli ma non hai perso il pudore. Dopo aver salvato un certo Yashida dal disastro di Nagasaki, Wolverine si sveglia in un bosco con la sindrome degli hippie, ampiamente convinto di voler vivere una vita immortale senza far male nemmeno ad una mosca. Ma tutti sappiamo che il povero Wolvy non può morire da ghiottone pacifico, tanto che serve una Yukio qualunque a trascinarlo in Giappone per dare l’estremo saluto allo stesso ragazzetto che aveva salvato anni e anni prima.

Wolverine 01

Il pretesto si rivela un modo subdolo per rubare il fattore rigenerante a Logan, in quale si ritrova a sgominare un’intera organizzazione di assassini ninja (senza i poteri, ovviamente) per poi combattere Silver Samurai e Viper. Ragazzi. L’assurdo! Se la squadra di X-Men le Origini rasentava il ridicolo, qui ne l’Immortale sfidiamo le barriere del vuoto cosmico.

Viper si rivela essere una mezza serpente, mentre invece Silver Samurai è in realtà un tizio che guida un esoscheletro meccanico di adamantio con la tipica spada de foco (la stessa che fece incazzare Brega in Un Sacco Bello), utilissima ovviamente a tagliare via le unghie adamantine di Logan per riportare in superfice quelle d’osso.

Ecco, si può dire che la mia espressione fuori dal cinema era più o meno così:

Semplicemente Logan

Veniamo al dunque! Durante il corso di questa settimana, i produttori della terza fatica del mutante adamantino decidono di postare sui social network un teaser poster, il quale conferma la presenza di un Wolverine invecchiato e logorato dal tempo. Il titolo ufficiale cambia, da Wolverine 3 ad un più semplice e diretto Logan, mentre Mangold conferma che il titolo sarà un Rated-R ispirata all’opera Old Man Logan scritta da Mark Millar.

Logan

Non verrà presentato nessun mondo governato da Hulk, ma bensì vedremo il protagonista nell’anno 2024 costretto a tirare avanti nonostante la salute cagionevole, seguita a ruota libera da un fattore rigenerante che sembra ormai non funzionare come un tempo. Il nostro amato Logan è incaricato di fare il baby sitter ad una baby mutante che possiede una propria coppia di artigli, mentre Calibano tornerà alla carica facendo cose non proprio belline.

Tutto ci fa pensare ad una possibile introduzione di X-23, alias Laura Kinney, ma non si sa niente circa la sua interazione con il mondo Marvel. Jackman ha promesso che questa sua ultima interpretazione sarà la migliore di sempre, ma dopo il trend mostrato nel corso degli anni con le pellicole dedicate al suo alter ego fumettistico non ci fanno proprio ben sperare..purtroppo!

Appuntamento a Marzo 2017, incrociamo le dita!

About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

2 commenti

  1. Daniele Orpianesi on

    In un modo o in un altro, il prodotto tira sempre, e la speranza di rifarsi la bocca, dopo gli ultimi incontri con il nostro amato eroe, soprattutto sapendo che sarà l’ultima interpretazione di quell’attore che come si chiama ??? ” Wolverine! ” (e forse non sarà neanche più Australiano)…. porterà al cinema un bel po di Fans.

    • Simone Rampazzi on

      Sicuramente andremo tutti a vedere il film, ma la mia unica speranza è di non uscire dalla sala come ho mostrato nell’articolo ahahahhaha

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