Dopo aver appreso della notizia riguardante l’uscita della demo di Outlast 2, ho deciso di fiondarmi subito su Steam per scaricarmela senza indugio, curioso di dare un’occhiata ai lavori in corso che la casa sviluppatrice Red Barrels sta facendo su questo secondo capitolo.

Le sensazioni sono piuttosto contrastanti, ma credo che sia opportuno cominciare a spiegare la tipologia di gioco proposto, passando poi per un brevissimo sunto di quello che ho avuto la possibilità di giocare nel primo capitolo.

Partiamo dal principio

Outlast è un survival horror uscito a settembre del 2013 e ci permetteva, mutande permettendo, di esplorare nei panni di un certo Miles Upshur gli angoli più oscuri di un manicomio chiamato Mount Massive.

L’ambientazione ci aveva regalato non pochi momenti di paura, coadiuvati soprattutto dal fatto che il povero mentecatto, di cui vestivamo i panni, era solo capace di muoversi come il più scemo degli sbullonati, effettuando salti degni di una tartaruga ribaltata seguiti da goffe corse e accovacciamenti del tutto improbabili. L’atleta di noialtri era inoltre una cima del kung fu, ma non della famiglia appartenente alla scuola di Bruce Lee, bensì di quella dei minion incapaci che puntualmente vengono malmenati da Jackie Chan nei suoi film mentre urlano qualche frase in cinese con l’intonazione di Chris Tucker.

Così goffo ed innocente che, per andare ad investigare all’interno di una struttura dalla nomea non proprio felice, parte armato di telecamera Casio con schermo basculabile, modello poveraccio perché va ancora a batterie stilo AA. Questa telecamera è utilissima –si fa per ridere– nelle zone buie, dato che monta un sistema ad infrarossi che permette al protagonista di vedere qualcosa nell’oscurità.

Outlast 2 01

La maggior parte delle volte si riveleranno essere pazzi psicopatici pronti a svitargli la testa con un cacciavite, ma “Ehy! La gente deve sapere cosa succede veramente in questo pazzo mondo!”, quindi il protagonista continua nella sua avventura, permettendo a noi giocatori di cambiare qualche mutanda ed inveire sulla propria nonna la quale, del tutto innocentemente, è venuta a chiederci per quale cazzo di motivo siamo ancora svegli nel pieno della notte.

“Sono un videogiocatore, nonna”. Ma lei ti dà una zaccagnata così forte da farti sentire tutto il peso degli zoccoli di legno old Scholl. Tornando comunque al gioco, l’esperienza permetteva comunque piacevoli momenti di terrore, alcune volte un po’ azzoppati da un’intelligenza artificiale non proprio brillante, considerati i percorsi quasi impostati ed un po’ prevedibili.

L’esperienza mi aveva comunque forgiato, quindi sentire della possibilità di poter giocare una demo, per vedere alcune piccole componenti del sequel, mi è sembrato un boccone troppo ghiotto da essere lasciato nel calderone.

A detta degli sviluppatori del gioco, Outlast 2 è ispirato agli eventi storici avvenuti a Jonestown nel ’78, teatro di un massacro/suicidio (ancora non si è capito bene cosa, ma i creatori di Breaking Bad sembra che ci faranno una serie tv pure) che ha visto la dipartita di ben 900 persone. Tutto sembra attribuirsi al culto noto come il Tempio del Popolo, fondato in Guyana dal reverendo Jim Jones.

In questo caso interpretiamo Blake Langermann, un cameraman uscito dalla stessa scuola di arti marziali di Upshur, che seguendo una scia di indizi iniziata con l’omicidio di una donna incinta viene condotto nel deserto dell’Arizona, in una zona che sembra essere il teatro di un rave di fanatici religiosi.

È tutta una questione di stile

La demo provata tira fuori da subito la sua anima nera, mostrandoci un’ambientazione malsana popolata da personaggi poco raccomandabili che inizialmente sembrano non voler farci nulla di male, solo per sbucare fuori quando meno ce l’aspettassimo per tirarci un’accettata tra capo e palle –nel vero senso della parola!-. Si percepisce un senso di smarrimento misto a premeditazione, ma in un certo modo gli sviluppatori riescono sempre a tenerti sul filo della tensione sfruttando abilmente le meccaniche del jump scare.

Outlast 2 02

Fa storcere il naso l’inserimento di alcuni eventi paranormali, soprattutto nella scuola subito dopo che veniamo agguantati dalla lingua di Toad, con tanto di apparizioni simili a creature uscite dagli incubi dei film orientali stile The Grunge. Tolto questo, il gioco sembra avere la sua validità, che spero di confermare non appena avrò sottomano il codice definitivo per giocarlo dall’inizio alla fine.

Paura eh!?

Per il momento tocca necessariamente attendere il primo trimestre del 2017 per veder uscire il secondo capitolo di Outlast, problemi permettendo chiaramente, pertanto posso solo condividere con voi queste prime impressioni solamente legate alla demo testata. Red Barrels ha fatto comunque un ottimo lavoro con il primo capitolo, ed il suo DLC dedicato, pertanto mi auguro che Outlast 2 sia solamente meglio del primo, intelligenza artificiale compresa!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

2 commenti

  1. Outlast ha rappresentato una vera svolta nel suo genere, dal punto di vista grafico sa il fatto suo, gli ambienti, luci ed ombre sono davvero ottime e il suono è coinvolgente, in questi survival horror le lacune tecniche sono abbondanti ma io aspetterei l’uscita del gioco completo per dare un giudizio completo.

    • Simone Rampazzi on

      Ciao Daniele e benvenuto! Le considerazioni finali ovviamente riguardano
      soltanto la beta testata e, come te, sono molto curioso di vedere il
      prodotto finale per poter dare un giudizio. Il primo capitolo ti è piaciuto?

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