IO SCELGO RAPTURE!

Correva l’anno 2007. Io ero giovane, cercavo di laurearmi in archeologia (ma questa è un’altra storia) e giocavo ai videogiochi. A tantissimi videogiochi! Ed il 2007 merita una posizione d’onore nella mia vita, insieme a tanti altri anni di cui potremo discutere in altre pagine, poiché fu l’anno d’uscita di un vero e proprio capolavoro intitolato BioShock.

Non lo conoscete? Vi meritate una doccia acida con un cocktail di chiodi da 12 cm ragazzi! Perché questo gioco, sviluppato da 2K Games (divisioni di Boston e Australia), è stato fondamentalmente il capolavoro in assoluto degli shooter in prima persona. Volete sapere perché? Leggete con calma ed avrete tutte le risposte che cercate.

Noi tutti facciamo delle scelte, ma in fondo sono le nostre scelte a fare noi.

Durante la fine della seconda guerra mondiale il mondo viveva una grossa serie di cambiamenti. Le tasse raggiungevano picchi storici, i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki avevano creato il terrore dell’atomica e la nascita di diverse agenzie governative aveva spinto moltissime persone a guardarsi le spalle. Il senso di libertà sembrava ormai essere un puro sogno.

In questo panorama pieno di contraddizioni spunta il volto di Andrew Ryan, un individuo che è stato in grado di ribaltare il proprio destino diventando uno degli uomini più ricchi del mondo. Ma il sognatore inquieto voleva l’impossibile e, dopo una serie di sforzi, riuscì a creare Rapture, una città sottomarina costruita sul fondo dell’Oceano Atlantico dove governi, censure e restrizioni morali non esistevano. Ogni uomo era il fautore del proprio destino, nel bene e nel male.

Ma ben presto, anche l’utopia più irrealizzabile finisce per soccombere sotto il fuoco dell’avarizia e dell’arroganza. Se volete farvi un’idea più viva sulla storia, vi consiglio caldamente di leggere il romanzo scritto da John Shirley (qui per l’acquisto fatevi un regalo serio cazzarola) che funziona come prequel dei giochi.

Torniamo comunque a noi senza perderci in chiacchiere. BioShock non era il solito sparatutto magna magna dove bastava caricare il proprio fucile per dar fuoco a dei nazisti infuriati, no, BioShock era –e sarà sempre– una storia dove il protagonista sembrava gettato in un mondo non suo, un mondo ostile popolato da persone deformi apparentemente in possesso di poteri fantastici. I Ricombinati, ecco come si fanno chiamare.

Alla fine cosa distingue uno schiavo da un uomo? Denaro? Potere? No. Un uomo sceglie, uno schiavo obbedisce.

Queste persone simili ai supereroi sono diventate così per via dell’ADAM, una sostanza ricavata da alcune lumache di mare che sembra “ricombinare” –per l’appunto– il DNA di coloro che ne fanno uso, regalando così all’utilizzatore un fantastico potere. Volete dar fuoco alle cose? Ci pensano le Ryan Industries con il loro plasmide Incenerimento. Ma questa ricombinazione crea effetti collaterali degenerativi, come appunto la malformazione dei tessuti corporei, seguita a ruota libera da un senso di dipendenza molto simile alla droga.

Ed anche il protagonista, il nostro alter-ego, ne fa un uso smodato, senza però subire apparentemente gli effetti sopracitati. Quali sono le motivazioni di questa incredibile resistenza? Cosa lo rende così speciale? Le risposte ovviamente non vogliamo darvele, almeno per rispettare quei poveri stolti che ancora non hanno avuto modo di giocare il titolo.

E la storia continua, per ben altri due capitoli. BioShock 2, altro modo per tornare nuovamente su Rapture almeno otto anni dopo gli eventi del primo capitolo, e BioShock Infinite, ambientato però in un luogo diametralmente opposto a Rapture, ovvero la città alata di Columbia. Entrambi i viaggi suddetti sapranno rapirvi, regalandovi diverse prospettive di pensiero in una chiave filosofica che raggiunge correnti differenti e contrastanti. La libertà, il predominio, l’arroganza o l’altruismo, solo solamente alcuni dei sentimenti che potrete avvertire giocando questi tre titoli.

Che differenza c’è tra un uomo e un parassita? Un uomo costruisce. Un parassita dice: “Dov’è la mia parte?”

Ho iniziato parlando della Collection, la quale non è soltanto un modo come un altro per confezionare il solito cofanetto con dentro tutto il possibile immaginabile riguardo l’argomento, ma anche un espediente virtuoso per rimettere mano sul codice sorgente del gioco (soprattutto i primi due, il terzo era già dignitoso) restaurando completamente le texture in maniera importante, dando la possibilità di godersi appieno Rapture nel migliore dei modi. Certo, sottolineo, non stiamo parlando di un restauro da produzioni tripla A, ma comunque un degno compromesso, soprattutto perché questo pacchetto da collezione contiene anche tutti i DLC usciti per i titoli.

Alcune modifiche differenti al passato le troverete, il secondo BioShock non ha più il comparto multigiocatore per una questione legata puramente alla gestione di server ormai andati in disuso, ma bisogna comunque ammettere che il viaggio redivivo nell’ambientazione di gioco non lo si fa per questa modalità, ma bensì per tutta la storia fantastica che c’è dietro.

RITORNO ALLE ORIGINI

Personalmente reputo BioShock: The Collection un vero e proprio must per tutti coloro che non hanno mai avuto il piacere di passeggiare per Rapture, ma lo consiglio inoltre a quelli che (come me) ci hanno passeggiato innumerevoli volte provando le stesse emozioni della prima volta. L’acquisto è sui 50€ per le versioni console, mentre su PC avrete la possibilità di godervi i titoli gratuitamente qualora avevate già nella lista le vecchie versioni.

Fatevi un regalo, mi ringrazierete poi!

90% Awesome

Sempre bello tornare a Rapture!

  • 90 %
  • User Ratings (0 Votes) 0 %

About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

1 commento

  1. Riccardo Leoni on

    Non ho mai avuto l’occasione di giocarlo nemmeno io, spero prossimamente di potermici avvicinare perchè è un titolo che non ha bisogno di presentazioni e mi sentirò una pippa al sugo finchè non l’avrò tra le mie mani!

Parlane con Playcorner!