Ahhh i pirati. Quante storie appassionanti raccontate nei libri, viste nei film o nelle serie TV, provate sulla nostra pelle da bambini con una benda sull’occhio e tanta fantasia. Il mondo piratesco mi ha sempre affascinato, mi ha regalato leggende incredibili: vascelli pirati, grotte con i tesori, duelli e arrembaggi, maledizioni e molto altro ancora.

Dead Men Tell no Tales, gioco da tavolo cooperativo da poco arrivato sul mercato italiano grazie a Ghenos, racconta proprio una di queste bellissime storie. Potevo farmelo scappare? Ovviamente no!

SCAPPA COL TESORO, SCAPPA! 

In Dead Men Tell no Tales da due a cinque giocatori vestono i panni di pirati che hanno avuto la malsana idea di saccheggiare il vascello del capitano Fromm, il leggendario Skelit. Essendo un collaborativo, o tutti quanti riescono a scappare dal vascello con il tesoro, oppure si affonda e si va a baciare il fondale marino.

In questo GDT abbiamo due elementi piuttosto importanti da tenere sotto controllo: il fuoco che sta divampando sul vascello semi distrutto e la fase esplorativa della nave. In particolare la prima azione è FONDAMENTALE  per la riuscita della nostra missione anche perché, diciamocelo, un vascello abbrustolito non ci serve a molto.

Dead Man No Tales

Il gioco si alterna in turni giocati in senso orario e per intero da ogni giocatore. All’interno di ogni turno avvengono sostanzialmente tre fasi: esplorazione della nave, azione e vendetta della Skelig. Nella prima fase si pesca un tile (due nel primo turno) e lo si posiziona sulla plancia in maniera legale (facendo quindi attenzione a muri e porte), dopodiché da un sacchetto si pesca un token che può aver stampato sopra: uno scheletro guerriero, una guardia oppure una botola. Il primo è un semplice soldato che una volta sconfitto può droppare oggetti interessanti e anche molto utili. Il secondo è il vero e proprio controllore del tesoro: dove c’è lui si nasconde un forziere ricco di gioielli e denaro. La botola, infine, ha l’unica funzione di permettere alla ciurma (realizzata sotto forma di bellissimi teschietti in legno) di nascere e successivamente muoversi attraverso le stanze della nave. Il posizionamento dei tile è il primo passo da compiere per agevolare la nostra impresa. Riuscire a costruire una mappa accessibile,  vi assicuro che aiuta tantissimo.

Non dimenticatevi che l’incendio sta divampando all’interno del vascello, e per simulare la propagazione del fuoco, abbiamo dei dadi a sei facce con il valore 1 che rappresenta un piccolo fuocherello, e il valore 6 che fa letteralmente esplodere la stanza con conseguenze catastrofiche (troppi stanze esplose porteranno all’affondamento del vascello!).

Proprio per evitare che il nostro piano rimanga splendido solamente sulla carta, ogni giocatore può contare su cinque azione da spendere. Tra queste figurano quelle classiche come muoversi, correre, scambiarsi oggetti o riposare, e altre più particolari come la possibilità di ridurre il valore del fuoco di uno (abbassando semplicemente il numero del dado) o togliere i teschietti ciurma dalla plancia che man mano si compone sotto i nostri occhi. I combattimenti, invece, avvengono in maniera automatica – senza quindi sprecare azioni – nel momento in cui si incappa in uno dei nemici. Come avviene? Con un semplice confronto di forza. Al valore del dado di combattimento si somma il valore di forza del proprio pirata (che si consuma una volta utilizzata e tramite un’azione va ricaricato) ed eventualmente carte con poteri di combattimento. Se si pareggia o superare il valore del nemico lo scontro è vinto, altrimenti…beh, altrimenti succedono cose brutte!

PER IL CORPO DI MILLE BALENE! ARR!

Ho trovato molto interessante la possibilità di cedere le azioni non utilizzate nel turno al giocatore alla tua sinistra in modo che ne abbia più di cinque a sua disposizione. Un ottimo modo per distribuire le azioni a chi effettivamente servono. Prima di passare azioni e turno al pira..ehm, giocatore, alla tua sinistra, tocca al gioco metterci il bastone tra le ruote. Attraverso la pesca di carte da un mazzo sul vascello accadranno cose poco piacevoli: stanze in cui divampa l’incendio, nemici che si avvicinano a noi con aria minacciosa e molto altro ancora.

Dead Man No Tales 01

Gestire queste situazioni, in particolare l’incendio, è  il cuore del gioco e la vera e propria parte collaborativa;  anche perché ognuno di noi ha una plancia in cui è segnata la fatica che si può accumulare e più ci affaticheremo maggiori saranno le penalità che andremo a prendere e in alcuni casi andremo anche incontro alla morte.  In base alla difficoltà scelta, nel momento in cui avremo portato fuori dal vascello un certo numero di tesori, avremo vinto e potremo vivere una vita da ricchi pirati consumando Rum su comode amache.

Insomma senza troppo giri di parole vi dico che questo Dead Men Tale no Tales mi ha convito pienamente. A meccaniche consolidate nel genere dei cooperativi, gli autori hanno aggiunto un sistema molto interessante come quello del fuoco e del passare le azioni. Inoltre, l’ambientazione si sente tantissimo e il senso di instabilità e imprevedibilità tipica di un incendio, grazie al sistema dei dadi. L’alea è presente, ma sinceramente dato anche il contesto in cui si sviluppa il gioco non mi ha dato particolarmente fastidio.

Se quindi siete amanti del mondo dei pirati, o più generalmente siete avvezzi al genere collaborativo (non come Luca!) questo Dead Men Tell no Tales, ve lo consiglio caldamente!

SCHEDA TECNICA

Titolo: Dead Men Tell no Tales

Genere: Collaborativo/esplorazione

Autore: Kane Klenko

Distributore: Ghenos Games

Giocatori: 2 -5

Durata: 60 minuti

About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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