Pillars of Eternity Copertina

Pillars of Eternity Complete Edition – Recensione

I giochi di ruolo hanno rappresentato una sorta di vera e propria droga per me. Quando i miei amichetti mangiavano pane e volpe, io non facevo altro che riempire la mia tastiera di briciole di pizza con la mortadella mentre consumavo, ore su ore, i miei occhi davanti allo schermo giocando a titoli come Baldur’s Gate. Certo, se non era quello giocavo a Diablo, ma la sostanza era che sentivo il bisogno di vivere un’avventura con un mio alter-ego personale.

Un po’ come si faceva in Dungeons & Dragons, anche se per quello ho dovuto aspettare un po’ più di tempo per metterci sopra le mie mani unte.

Considerato che, in entrambi i casi, c’erano da leggere una quantità inaudita di frasi in inglese i miei erano pure contenti, della serie “magari impara pure qualcosa”, ed il poter vivere una vera e propria storia epica punzecchiava il mio ego che magari cercava di: mettere fine ai piani di Sarevok, sconfiggere il temibile signore del terrore Diablo o, più semplicemente magari, sventare i piani del famigerato pirata zombie LeChuck.

Monkey Island

Ok, l’ultima cosa si faceva in un’avventura grafica, ma l’idea del gioco per me era quasi identica: segui la trama, svela l’arcano, vinci il premio finale!

Ma torniamo a Pillars of Eternity, al mondo di Eora ed ai nuovi pericoli che il mondo deve affrontare per sopravvivere al peggio (dipende da voi, eh?!).

MACINANDO PUNTI ESPERIENZA

Il mondo di Eora non è nuovo per chi ama il genere, dato che gli sviluppatori hanno già lanciato il gioco su PC due anni fa. Per chi non ci avesse comunque mai giocato, l’anima del titolo affonda le sue radici nel solito schema dei giochi di ruolo, quello che prevede la creazione di un personaggio unico avente una particolare razza, punteggi caratteristica, abilità e classe.

La prima fase è proprio questa e, se posso consigliarvi, è giusto perderci un po’ di tempo al fine di comprendere bene quella che è la classe più affine al vostro stile di gioco. In questa ambientazione fantasy originale una terribile maledizione ha posato le sue scheletriche falangi sul mondo di Eora, impedendo a tutti i nuovi nascituri di venire al mondo con la propria anima.

Pillars of Eternity 01

Ed è proprio il nostro alter-ego che, passo dopo passo, inizia a comprendere meglio non soltanto le origini della grave maledizione sopracitata, ritagliandosi peraltro un ruolo importante come Osservatore, essenzialmente una persona in grado di poter leggere le anime nonché accedere alle memorie passate delle altre persone semplicemente toccandole.

Se venissero fuori oggi sai quante denunce sulla privacy? Fortunatamente però in questa storia è tutto in regola, ma non tocca certamente a me svelarvi altro sulla trama, al fine di evitarvi noiosi spoiler pericolosi pronti a farvi perdere interesse. Sappiate solamente che ogni cosa viene spiegata a tempo debito e che la storia, goccia dopo goccia, viene centellinata con piacere regalandovi persino un substrato di side-quest ben articolato.

Il vero punto di forza del gioco è proprio nella storia che racconta, nonché nel modo di raccontarla. Ogni testo prevede infatti un corposo numero di dialoghi, piacevolmente accompagnato da moltissime tipologie di descrizioni approfondite: gli scenari, i personaggi, il bestiario, il mondo di gioco, sono tutti pezzi di un puzzle che vengono delineati con una precisione certosina.

Senza contare, e questo è bene ricordarvelo, che ogni decisione effettuata nel gioco avrà un peso sul mondo che ci circonda. I “cultisti” di questo genere di giochi già avranno capito dove voglio andare a parare, vero?

DAL MOUSE AL GAMEPAD, LEVANDO LA TASTIERA

Lo scoglio che mi ha spesso dato una certa preoccupazione, nei porting da PC a console, per questo genere di giochi è sempre uno: la configurazione dei tasti. Non è infatti facile pensare di convertire una configurazione comandi prolifera come quella di mouse/tastiera nella griglia più ridotta del gamepad per console. Questa operazione come è stata fatta per Pillars of Eternity?

Secondo me bene, o quantomeno, non si non poteva fare molto meglio. L’esplorazione del mondo di gioco avviene mediante lo stick analogico sinistro, che sostanzialmente sostituisce il click del mouse. Quando si deve interagire con un NPG, bisogna tener premuto il tasto A, muovendo poi lo stick analogico in direzione del personaggio con cui si vorrà intrattenere una conversazione.

Il procedimento diventa leggermente più capzioso nella fase di combattimento. È vero che è possibile metterlo in pausa con il tasto X, prendendovi così tutto il tempo per fare le scelte del caso, ma è anche vero che il passaggio tra un personaggio e l’altro diventa adesso più “macchinoso”, dato che al posto del semplice click del mouse sul portrait del compagno bisogna premere invece in sequenza i grilletti superiori LB o RB. Non che sia il problema della vostra vita, sia ben chiaro, ma è bene precisarlo per farvi avere un’idea più chiara sulla questione.

La pressione prolungata del tasto RT, invece, ci apre una graziosa griglia di comandi circolare dove possiamo selezionare le abilità da utilizzare in combattimento, mentre nelle fasi esplorative potremo accedere ai vari pannelli dei menù mediante la pressione prolungata del tasto LT.

Un’altra gestione macchinosa la si trova nell’inventario, visto e considerato che l’unico modo per consultarlo sarà quello di muovere lo stick analogico fino ad arrivare sulla casella designata. Tutto il resto scorre invece come l’olio, dato che la creazione del personaggio (con i suoi relativi level-up) saranno piacevolmente gestibili senza troppa fatica.

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PRO: Titoli come Pillars of Eternity sono da considerare come il pane quotidiano. Oltre ad appassionare gli hardcore gamer amanti del settore, sono anche in grado di poter coinvolgere anche nuovi giocatori (ma preparatevi a tutto però!)

CONTRO: In questo caso è difficile trovare un vero e proprio difetto, considerato persino che l’edizione per console vanta l’intero pacchetto di gioco + i due DLC usciti nel corso del tempo. Potremmo dare un piccolo voto negativo alla macchinosità di alcuni comandi, ma come detto sopra era veramente difficile poter fare meglio

IL CONSIGLIO: se amate questo genere di titoli, vi consiglio di giocare anche a Torment: Tides of Numenera o Divinity: Original Sin. Nel primo caso l’ambientazione si sposta da un fantasy medievale ad uno un po’ più futuristico, mentre nel secondo caso avrete a che fare con un’avventura altrettanto longeva, vincitrice di numerosi premi.

Autore dell'articolo: Simone Rampazzi

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.