Life is Strange: Before the Storm – Episodio 1 – Recensione

Il primo Life is Strange, vero sleeper hit degli allora semi-sconosciuti Dontnod, era un incrocio perfetto di teen drama e thriller con una spruzzata di sovrannaturale, capace di trattare temi complessi come la predestinazione e il rimescolarsi delle emozioni umane imbottigliate in una piccola comunità.

Era anche la storia di Maxine Caulfield, ragazza per bene, tanto timida e smarrita quanto circondata da un cast di personaggi umani e imperfetti. Storia e regia sembravano non voler sviscerare, quasi per pudore, molte delle storie secondarie di Arcadia Bay: i potenti Prescott, il veterano David, il giardiniere svitato, i totem nel campus.

E Rachel Amber.

Chi era Rachel Amber?

Fra tutto il cast di comprimari, Rachel Amber e le circostanze della sua scomparsa rimangono forse il più grosso mistero di LiS. Before the Storm effettua un salto nel passato concentrando la telecamera sulla nascita dell’amicizia fra la perfetta Rachel e la ribelle Chloe, esplorando questo improbabile duo unito dalla solitudine e dalle sensazione di vivere in un mondo soffocante. Storia ed eventi sono narrati con uno zoom perfetto, che dona alle piccole battaglie di ogni giorno le stesse proporzioni dell’uragano del primo titolo.

Chloe e Rachel si incontrano per caso, ad un concerto popolato da pessimi elementi. Si cercano e si annusano nel corso di una sola giornata lunga due ore di gioco, ma è chiaro che il loro è un amore (platonico o meno, sarà il giocatore a decidere) a prima vista.
La loro è una storia tenera, di formazione e completamento: Chloe troverà per la prima volta qualcosa a cui tenere, che la aiuti a controllare gli impulsi distruttivi -mentre Rachel troverà in Chloe un modello alternativo ad una vita di sorrisi e falsa perfezione.

Svegliati! si chiude infatti con una grande momento di crescita: delle scuse, un urlo liberatorio, e il suo effetto farfalla. L’uragano in Before the Storm è tutto interiore, non ci sono apocalissi da sventare o omicidi da risolvere, né viaggi nel tempo o super poteri (fatta salva la meccanica della “gara di insolenza”, una sorta di duello verbale che Chloe può utilizzare per zittire bulli o raggirare adulti). Resta da chiedersi come la storia andrà avanti, cosa ne sarà di questa amicizia e, specialmente, se saremo forti abbastanza da reggere fino alla fine.

Perché come finirà, lo sappiamo benissimo.


PRO: Feels a palate; lo stile è identico a quello del predecessore; la scena della discarica.
CONTRO: Dubbi e sospetti su come la storia andrà a finire; i soliti clichè nella rappresentazione della figura maschile

COMMENTO FINALE: Deck Nine gioca con i nostri sentimenti. L’episodio 1 di Before the Storm è un ritorno ad Arcadia Bay perfetto, dove le musiche struggenti ed i colori caldi accompagnano scene di ordinario, angosciante disagio, perdita e frustrazione, impotenza e rabbia. Non ci sono misteri in questo capitolo, solo una altalena di sentimenti che è probabilmente una delle migliori rappresentazioni dei turbamenti adolescenziali (non ultimo fra questi, quello sentimentale) mai visti fra cinema e videogiochi. Un eccellente inizio per una storia che promette benissimo.

 

Autore dell'articolo: Daniele Mariani

Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti. Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.