Lobotomy Board Game Cover

Lobotomy – Recensione

Nel paradiso infernale che è la piattaforma Kickstarter c’è davvero l’imbarazzo della scelta per gli amanti dei giochi da tavolo, con un’offerta sempre più varia e numerosa.

Certo, il rischio di lasciarsi abbagliare da numerose miniature bellissime che popolano la stragrande maggioranza dei prodotti disponibili a volte può distogliere dall’effettiva giocabilità e validità di titoli che rischiano di essere tutto fumo e niente arrosto (ma manco mezza patatina bruciacchiata) .

Non lasciarti distrarre dalle bellissime miniature di Kickstarter!

In aggiunta a quello che può essere un brutto gioco spessa va aggiunta anche una tempistica di consegna più simile a ere geologiche che se da un lato fa strabuzzare gli occhi di sorpresa quando il corriere suona alla porta facendo gridare “manco mi ricordavo di averlo comprato” d’altro canto costringe ad aspettare mesi se non anni per poter stringere fra le mani l’agognato (e pagato!) giocone (cara Flying Frog io non dimentico!).

Ecco, tutto questo per introdurvi al gioco di cui vorrei parlarvi che fortunatamente non rientra in alcuna delle categorie indicate qui sopra: Lobotomy, edito da TitanForge Games, casa editrice polacca con all’attivito quattro progetti, tutti finanziati tramite la popolare piattaforma di crowfunding.

Lobotomy rientra nella categoria dei più classici dungeon crawler. Da 1 a 5 giocatori ci troveremo nei panni di pazienti rinchiusi nell’ospedale psichiatrico di Melville City, collaborando per riuscire a fuggire sopravvivendo agli innumerevoli e indicibili orrori che infestano il manicomio… o forse no?

My reality is just different from yours

Quello che differenzia Lobotomy in un oceano di dungeon crawler davvero tutti molto simili è sicuramente il mood e l’atmosfera che riesce a creare e che fa immergere il giocatore in un mondo di follia e orrore davvero coinvolgente. Ma questo forse è solo nella nostra mente! Impersonando pazzi internati nel manicomio infatti, gli orrori che ci troveremo a fronteggiare si troveranno sempre in bilico fra una realtà frammentata e un mondo immaginario scaturito dalla follia che ormai si è impossessata delle nostre menti.

A fronte di un sistema di gioco che non si discosta troppo dai classici del genere (ma ne parleremo più avanti) il vero fiore all’occhiello di questo gioco è l’estrema caratterizzazione dedicata ai personaggi, traendo ispirazione da personaggi famosi di film dell’orrore e opere di fantascienza.

I mostri

Potremo cosi agire nei panni di un paziente che crede di essere un cyborg inviato dal futuro per prevenire una terribile guerra fra macchine e umani oppure ci troveremo a giocare come una superstite di un’astronave sopravvissuta ad uno scontro con un alieno assassino utilizzando una tecnoarmatura . E non siate cosi sicuri che questa non sia davvero la realtà!

…e i personaggi. Li riconoscete?

LOBOTOMY: IL GIOCO

Addentriamoci però nel gioco vero e proprio partendo dallo scenario e dal setup.

A differenza di altri dungeon crawler, Lobotomy non offre la possibilità di giocare una campagna vera e propria ma le partite vengono definite dallo scenario (o dagli scenari) scelti all’inizio del gioco.

Lobotomy offre infatti la possibilità di giocare fino a quattro scenari concatenati. In ogni carta viene infatti indicato il nome dello scenario (consultabile per esteso nel manuale di gioco, dove verrà indicato un eventuale utilizzo di tile particolari), l’obiettivo per completare il medesimo e infine la condizione che farà scattare l’inizio dello scenario successivo.

La possibilità di avere scenari multipli, oltre ad aumentare esponenzialmente le variabili della partita, andrà a modificare l’effettiva durata della stessa in quanto ogni scenario avrà una durata più o meno variabile in base agli obiettivi che dovremo completare.

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Dopo aver piazzato i cinque tile che andranno a formare la plancia di gioco (uno centrale e quattro angolari, scelti a caso o in base alle indicazioni degli scenari scelti) si dovranno posizionare le porte (che una volta svelate indicheranno come poterle aprire), dei cadaveri in mezzo ai corridoi e armadi nelle stanze. Sia i cadaveri che gli armadi potranno essere esaminati durante la partita alla ricerca di nuovi oggetti e armi che ci aiuteranno nel non facile compito di fuggire dal manicomio.

Oltre a questo, andranno posizionati eventuali token specifici degli scenari, degli appositi token Memory che una volta svelati ci racconteranno qualcosa in più sulle nostre misere esistenze di pazzi psicopatici o potranno aiutarci fornendoci nuove abilità e per finire andranno posizionati i mostri base oltre al Warden. Il Warden, oltre a essere un mostrone brutto e cattivo e con dei ferri da stiro al posto delle mani, avrà la funzione durante la partita di vero e proprio timer. Nel turno dei mostri infatti potrà succedere che il Warden avanzi attraverso un suo tracciato di 12 caselle. Una volta arrivato in fondo saranno proverbiali uccelli per diabetici. Il Warden infatti entrare in gioco effettivamente, pronto a dispensare morte e distruzione ai poveri pazzi che non sono riusciti a completare la missione in tempo!

Il Warden sembra davvero un simpaticone!

Dopo aver sistemato la plancia (con una tempistica tutto sommato accettabile per la tipologia di gioco) è il momento di prepare gli “eroi” ad affrontare gli incubi che li attendono.

Ogni giocatore avrà a disposizione, oltre alla miniatura del proprio personaggio che partirà dalla propria cella al centro della plancia, una scheda dedicata dove fornisce le indicazioni necessarie per la preparazione dell’eroe, unita a una piccola ma gustosa biografia che aiuta a calarci ancora di più nell’atmosfera del gioco.

Oltre ai valori delle caratteristiche del nostro personaggio nella scheda verrà indicata l’arma di partenza con cui potremo addentrarci senza paura (o quasi) nelle stanze del manicomio, il nostro potere speciale, i disordini mentali che corrispondono ai mazzi da cui poter pescare ulteriori abilità (si pesca una carta per disordine indicato e se ne sceglie una da tenere) e ultima cosa un simpaticissimo cervello con dei numeri che indicano la nostra resistenza mentale (sempre tendente al ribasso).

“Escono dalle fottute pareti”

Durante il gioco sarà possibile infatti percorrere ancora più a folle velocità la discesa verso la totale insanità mentale, banalmente per avere accesso all’utilizzo di un dado che ci verrà in aiuto in caso eccezionali.

Tutti pronti? Si vada a cominciare!

Il flusso di gioco di Lobotomy non si discosta molto da un normale dungeon crawler. A partire da ogni giocatore, ognuno svolge le sue azioni (limitate da un numero di punti indicato sulla scheda del personaggio) fra le più classiche nel genere: movimento, combattimento, azioni varie ed eventuali, scambio di oggetti etc.

Terminato il giro dei giocatori è il turno del male, che tramite un apposito mazzo di carte viene gestito in totale autonomia. Sarà questo il momento quindi in cui i mostri si muoveranno sulla plancia e attaccheranno in caso di raggiungimento di una casella occupata da un giocatore. Oltre a questo verranno generati nuovi mostri oltre all’accadimento di svariati eventi (quasi sempre negativi) accompagnati dall’avanzamento lento ma quasi costante del nostro amato Warden.

Come dicevo, le meccaniche di gioco non brillano per particolare originalità a parte un paio di meccaniche decisamente ben pensate.

Mi riferisco in particolare all’utilizzo delle abilità e delle armi.

Ogni abilità associata ad una carta (ottenuta vuoi per un disordine mentale o per una memoria “favorevole”) è dotata infatti di un cooldown indicato nella parte destra della carta. Quando l’abilità viene utilizzata si posiziona un token sul numero più alto e la stessa diventa inutilizzabile fino allo scadere di questo “conto alla rovescia”. Come si arriva alla fine di questo countdown? E’ presto detto: durante la fase degli eroi, se si è sconfitto almeno un mostro, è possibile diminuire di uno una ed una sola abilità, mentre alla fine di ogni turno del male tutte le abilità ancora inutilizzabili giovano di una diminuzione di questo conto alla rovescia.

Abilità di un certo livello

C’è da dire che la maggior parte delle abilità disponibili sono davvero forti e raramente mi sono imbattuto in skill inutili (soprattutto in base agli scenari giocati) e la meccanica dei cooldown dopo l’utilizzo è sembrata a tutti i giocatori al tavolo un ottimo compromesso piuttosto avere a disposizione un set di skill utile solo ad occupare spazio sul tavolo senza un’effettiva utilità durante il flusso di gioco.

Per quanto riguarda le armi invece, ognuno di esse ha un valore di “durability”, raggiunto il quale l’arma si rompe diventando inutilizzabile. Come si porta un’arma alla rottura? Anche qui molto facile: ogni volta che in un tiro per colpire viene tirato un 1 l’arma subisce un punto d’usura.

Meglio girare bene armati, non sai mai cosa ti aspetta!

Come ogni buon Kickstarter che si rispetti anche Lobotomy ha goduto di bazillioni di stretch goals (tutti sbloccati) che hanno portato ad avere a disposizione un buon numero di personaggi, mostri e scenari che contribuiscono ad aumentare di molto la longevità di un titolo che punta molto sul feeling di follia e orrore che riesce a instillare in tutti i giocatori.

Non poteva mancare inoltre un’espansione (al momento l’unica) interamente dedicata a Cthulhu e in cui potremo utilizzare come personaggio giocante nientepopodimenoche il buon HPL (che ha la divertentissima abilità di poter controllare e utilizzare i mostri sulla plancia).

Oltre a questo la varietà di mostri ispirata al cinema horror farà davvero la felicità di tutti gli appassionati per un gioco che è riuscito a convincermi a tirare dadi pur sopportando a fatica i giochi da tavolo dove la fortuna la fa comunque un pò da padrona.

Il gioco è ora disponibile per l’acquisto nei più popolari store online anche se il prezzo non è di certo contenuto, ma se vi capita di giocarci non fatevelo scappare, non ve ne pentirete (o forse si… MUAHAHAHAHAH!)

CONSIDERAZIONI FINALI

 

Tra i PRO di Lobotomy sicuramente bisogna citare l’ambientazione immersiva resa in maniera veramente eccellente, il character design sopraffino e la meccanica di utilizzo delle abilità e delle armi ben pensata. Inoltre, cosa non da poco, il gioco fa “paura”…e diverte nel farlo

Pochi invece sono i CONTRO tra il quale il più importante è che Lobotomy è un dungeon crawler quindi deve piacere il genere ed inoltre, volente o nolente, si tirano dei dadi dando quindi molto spazio al fattore fortuna.

Autore dell'articolo: Luca Pinchiroli

Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.