Cose da leggere – Thor: la Dea del Tuono

Ogni settimana l’appuntamento con la mia fumetteria di fiducia non manca e questa settimana ho avuto la possibilità, finalmente, di mettere le mani sul cartonato di Thor: la Dea del Tuono, a quasi tre anni dalla pubblicazione del primo spillato in Italia a cura della Panini Comics.

La storia

Siamo agli atti finali di Original Sin e Uatu l’Osservatore è morto. Al suo posto, un Nick Fury che ha ottenuto i poteri dello stesso Uatu (anche se assumerà un ruolo che non sarà assolutamente quello del neutrale osservatore) sussura una semplice frase nell’orecchio di Thor e costui, in preda allo shock, scopre di non essere più degno di Mjolnir, il martello che gli dona i fantastici poteri che gli hanno permesso di essere l’eroe che in molti hanno ammirato in tutti questi anni.

3 semplici parole e la vita del figlio di Odino cambia completamente. Rassegnato, sconsolato, distrutto, decide di riprendere in mano la sua vecchia arma, l’ascia Jarnbjorn, ma la notizia della sua “perdita” viaggia veloce per i 9 mondi e Malekith si ritrova ad affrontarlo e sconfiggerlo facilmente, tagliandogli un braccio (spiegando perchè proprio nella run di Aaron dedicata a Thor, lo si vede nel futuro con un braccio di Uru).

Thor
L’universo ha bisogno di Thor

Come se fosse una forza equilibratrice dell’universo (e probabilmente lo è), Mjolnir chiama a sè una persona “degna” che possa impugnarlo.

Solo, che come molti di voi sapranno, anche solo per sentito dire o letto di sfuggita sul web, a raccogliere l’eredità del Dio del Tuono asgardiano sarà una donna misteriosa, la cui identità non viene svelata (almeno non fino al numero 8 della serie, non contenuto in questo cartonato che invece racchiude le storie dei primi 5 spillati).

In soffofondo intanto la Roxxon Corporation, nei panni di Dario Agger, e lo stesso Malekith, in combutta con i giganti del gelo, stanno tramando qualcosa di veramente losco, sfruttando l’attuale “mancanza” del vecchio Thor e l’inesperienza sul campo di battaglia della nuova eroina.

Da qui in poi la storia di Thor, la Dea del Tuono, si snoda tra le dimostrazioni della nuova eroina di mostrarsi veramente in grado di portare questo nome importante e i tentativi sia da parte di Odino che dallo stesso ex-dio del tuono di scoprire chi si cela dietro la maschera.

Conclusioni finali

Un cambio epocale per una figura da sempre legata al machismo più puro (di personaggi spacconi e boriosi come Thor ce ne sono ben pochi nel mondo Marvel), che di sicuro ha fatto molto discutere (chi a favore e chi contro, come in ogni situazione del genere), ma che di certo ha lasciato un segno nei lettori.

La nuova figura femminile di Thor è molto interessante. Gli ideali che persegue sono quelli a cui siamo abituati da sempre pensando alla figura di Thor, ma senza quella arroganza e superbia di cui solo il figlio di Odino era capace.

Di sicuro questo cambio ha sicuramente portato linfa nuova ad un personaggio che forse era diventato un pò scontato nei suoi modi di fare e pensare, dando nel frattempo la possibilità di raccontare in maniera parallela (su un’altra testata) un Thor in versione maschile alla ricerca di redenzione per tornare ad essere degno di Mjolnir e riprendere il posto che gli spetta (anche se, affrontando proprio la sua controparte femminile, capisce che il martello ha scelto un validissimo possessore).

L’attesa per poterlo leggere nella sua versione cartonata è stata lunga, ma sicuramente ne è valsa la pena (adoro questo formato che permette di collezionare le storie in maniera ordinata in una qualsiasi libreria) e ora non resta che rimanere in attesa del secondo volume.

Autore dell'articolo: Giuseppe "Siral" De Luca

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.