Aspettando The Defenders: chi è Daredevil?

Daredevil è il personaggio televisivo di cui si è  visto e si sa di più visto che abbiamo avuto la fortuna di avere già due stagioni su Netflix e probabilmente sarà lui il “protagonista principale” di The Defenders (quanto meno come collante in questo gruppo alquanto strano che si andrà a formare).

E fumettisticamente parlando è anche quello con la storia editoriale più longeva e sicuramente più ricca, visto che è il 1964 quando Stan Lee creava uno degli eroi più amati della Marvel Comics tanto è vero che Daredevil ha saputo conquistarsi negli gli anni un’importante fetta di pubblico nel vastissimo panorama supereroistico mondiale.

Ma non sempre il personaggio ha goduto del favore del pubblico e della critica come oggi, anzi gli inizi non furono dei migliori in quanto la nuova creazione della Casa delle Idee non ottenne subito successo dato che pubblico che lo riteneva una brutta copia dell’Uomo Ragno.

D’altro canto non sono pochi i punti in comune: il costume rosso (che è andato quasi immediatamente a sostituire quello giallo), i superpoteri quanto meno simili (il senso di ragno per Peter Parker, mentre Daredevil ha sviluppato gli ipersensi per bilanciare la perdita della vista), ma soprattutto il motivo per cui si sono buttati nella lotta contro il crime: la morte di un parente a loro caro per mano di criminali.

Il Daredevil di Miller

Ma dobbiamo aspettare molti anni, fino al 1979, per conoscere l’uomo che darà la vera gloria a questo personaggio ossia quel geniaccio di Frank Miller (che aveva già ben figurato con il suo lavoro proprio con l’Uomo Ragno nell’annual di Amazing Spider Man).

Miller riesce a dare a Daredevil quell’identità precisa che fino ad allora forse gli era mancata, lasciando il mondo dei supereroi vero e proprio e buttandosi sul noir e poliziesco di strada.

Non si parla più semplicemente dell’attività di avvocato vigilante ma si iniziano a trattare anche temi più difficili come la religione, parte molto importante della personalità di Matt Murdock, in quanto, per definizione dello stesso Miller, la fede cattolica è l’unica che avrebbe potuto permettere a Daredevil di essere sia un vigilante notturno che un avvocato di giorno (d’altronde è un aspetto importante che abbiamo imparato a conoscere anche nella serie TV, dove Matt vive questa eterna lotta tra il “dovere” di aiutare il suo quartiere nei panni di Daredevil e la sua coscienza religiosa).

Ma la mossa più riuscita di Miller è sicuramente quella di inserire un cattivo di spessore (in tutti sensi), anche se rubato proprio a Spider-Man, ossia quel Kingpin (aka Wilson Fisk, tanto ben interpretato da Vincent D’Onofrio nella serie TV), trasferendolo ad Hell’s Kitchen e rendendolo la nemesi di Daredevil e sempre di Miller è l’idea di inserire un personaggio femminile come Elektra (con cui Matt ha un rapporto molto difficile) e tutta la tematica dei ninja della Mano.

Purtroppo dobbiamo aspettare il 1993 prima che Miller rimetta mano sul personaggio del Diavolo Rosso (intervento necessario visto che negli ultimi anni la qualità delle storie era andata scemando) con la miniserie “Uomo senza Paura” (che è la principale fonte di ispirazione per il Daredevil televisivo), dove l’infanzia di Matt viene riproposta, lasciando molto spazio alle parti di vita “reale” (e quindi abbandonando sempre di più quel mondo supereroistico da cui si era già allontanato anni prima).

Sul personaggio di Daredevil si mette al lavoro anche Kevin Smith (regista e attore che tutti noi conosciamo) nel 1998 (in collaborazione con Joe Quesada), con la serie “Diavolo Custode” che lo porta a dover difendere un bambino ritenuto l’Anticristo, serie durante la quale trova la morte Karen, la donna che da sempre era stata vicino a Matt Murdock (anche se in passato, durante “Rinascita“, ad opera sempre di Miller, la stessa Karen aveva venduto l’identità segreta di Matt a Kingpin in cambio di una dose, data la sua condizione di tossicodipendente).

Le storie di Daredevil continuano con Matt costretto a rinunciare più di una volta alla sua maschera e lavorare solo come avvocato in quanto ormai in troppi sapevano (o ipotizzavano) che il Diavolo Rosso e l’avvocato cieco fossero la stessa persona.

Gli anni 2000

Il ciclo più importante degli anni 2000 è sicuramente quello di “Shadowland“, dove in seguito a vari eventi, Daredevil si ritrova a diventare leader della Mano, l’organizzazione ninja che da sempre lo ha perseguitato, e instaurare un clima di terrore nei confronti dei criminali di Hell’s Kitchen (evidenziato anche dal passaggio ad un costume nero). Nel suo tentativo di tenere pulito il suo quartiere i modi di Daredevil degenerano e nel tentativo di fermarlo si ritrova a scontrarsi con i Vendicatori che non potevano tollerare i suoi metodi violenti.

Alla fine Elektra e Typhoid Mary scoprono che all’interno di Matt è stata rinchiusa un’entità malvagia che lo ha trasformato completamente e solo a quel punto tutti gli amici di Daredevil si uniscono per affrontarlo e libelarlo dal male che lo affligge, impresa che riesce riportando tutta alla normalità e ponendo fine al regno di Shadowland.

Qualcuno sa dove posso farmi stampare questa vignetta per appenderla in casa?

In seguito a tutto questo Matt decide di lasciare Hell’s Kitchen per iniziare un viaggio nel quale si troverà a riflettere sulle azioni compiute durante il periodo in cui era sotto il controllo dell’entità malvagia, iniziando a capire che anche se non era completamente nel controllo delle sue capacità, è stato comunque lui a volere la morte di Bullseye e a compiere (e far compiere ai suoi sottoposti) tantissime azioni di cui ora si ritrova a pentirsene amaramente.

Solo in seguito a questo viaggio decide finalmente di tornare (nella sagra “Reborn“) a Hell’s Kitchen e riaprire insieme all’amico di una vita, Foggy Nelson, lo studio legale per riprendere ad esercitare il suo ruolo di doppio difensore della comunità, sia nei panni dell’avvocato che in quelli del vigilante.

Come si può notare, il personaggio di Daredevil ha un fascino diverso da tutti i grandi supereroi Marvel a cui siamo abituati. Il suo senso di giustizia è così forte da compiere azioni in questo verso sia nella sua identità segreta che nella sua vita di tutti i giorni, cosa che lo rende un simbolo, considerando anche che non ha poteri eccezionali a cui attingere (o vagonate di soldi come Tony Stark), rischiando spesso la vita in scontri anche più grandi di lui.

Sarà strano vedere una figura solitaria come quella del Diavolo Rosso, che da sempre ha rifiutato di lavorare con grandi gruppi di supereroi proprio perchè preferisce operare da solo (e anche perchè fondamentalmente preferisce curarsi del suo quartiere e non pensare ai problemi più grandi), inserita in un gruppo come quello dei Defenders.

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Autore dell'articolo: Giuseppe "Siral" De Luca

Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.