Luke Cage Cover

Aspettando The Defenders: chi è Luke Cage?

Hero for Hire

Creato dalla penna onnipresente di Stan Lee, il personaggio di Luke Cage (vero nome all’anagrafe Carl Lucas) ha origini molto lontane negli anni, dato che la sua prima apparizione nei fumetti della Marvel risale addirittura al 1972, più precisamente all’interno di un albo intitolato Hero for Hire.

Messo in gattabuia anche se innocente, il buon Carl viene avvicinato dal dottor Noah Burstein, il quale gli offre la libertà in cambio del suo consenso a sottoporsi a un esperimento utile a stimolare la rigenerazione cellulare. Sarà poi l’intervento del secondino razzista “Billy Bob” a cambiare drasticamente le sorti della sperimentazione, facendo addirittura ottenere a Carl una pelle impenetrabile e una forza sovraumana.

Dopo la sua evasione dal carcere di Seagate torna a New York, cambiando il suo nome in Luke Cage. Come avrete senz’altro notato, il background del supereroe è stato preso “quasi alla lettera” dagli ideatori della serie Netflix omonima, tant’è che l’intero corso degli episodi lo conduce al medesimo scontro con Willis Stryker, meglio conosciuto come Diamondback.

Ma oltre alle origini del personaggio, in che modo Luke Cage ha influenzato l’universo fumettistico della Casa delle Idee? Scopriamolo insieme.

Curiosità sulle Origini

Senza troppi giri di parole, il personaggio di Luke Cage ebbe un compito molto importante nell’anno in cui venne pubblicato l’albo Hero for Hire, dato che Stan Lee (in quel periodo editore e direttore creativo) dovette scegliere di assegnare una serie regolare a dei personaggi che potessero riflettere al meglio lo spirito degli anni ’70. Unendo questa necessità al sempre più incalzante genere blaxploitation, essenzialmente un tema dove emergono personalità afroamericane con un forte senso di giustizia nonché attenzione per i problemi sociali delle classi meno abbienti, ecco che forse la casa delle idee riuscì a trovare la soluzione più ovvia, ovvero quella di scegliere un nuovo supereroe di colore che potesse apparire forte o quasi invincibile, ma allo stesso più umano.

Anche se la poltrona di primo supereroe afroamericano, avente una testata regolare tutta sua, doveva essere assegnata a T’Challa alias Pantera Nera, il podio passò quasi simultaneamente a Luke Cage, dato che il primo possedeva purtroppo un nome identico al gruppo politico radicale Black Panther, noto precisamente per le proteste e le rivendicazioni per i diritti delle persone di colore.

La storia sul personaggio venne scritta da Goodman, mentre i disegni assegnati a George Tuska vennero colorati da Billy Graham, egli stesso afroamericano. Dopo però che il genere blaxploitation venne a calare, la Marvel decise di unire la testata Power Man (altro nome del supereroe) a quella di Iron Fist, creando uno dei team-up più famosi e longevi della storia.

Power Man + Defenders2

Da Harlem con Amore

Durante tutta una serie di maxi eventi Marvel, Luke Cage si è distinto militando per diverse squadre di supereroi. Ha collaborato infatti con il gruppo dei Vendicatori e Nuovi Vendicatori, mentre durante la prima Civil War ha deciso di schierarsi contro l’atto di registrazione, paragonandolo a una forma di schiavismo.

Durante Dark Reign riesce a ritrovare la figlia, precedentemente rapita dagli skrull, evitando dunque di doversi unire agli Oscuri Vendicatori capitanati da Norman Osborne.

Nella All New All Different Marvel, il personaggio compare nel nuovo universo Marvel sotto forma di ritorno alle origini, dividendo sulla testata principale di Daredevil una sua testata intitolata Power Man and Iron Fist.

Cristoforo Colombo!

Dopo l’uscita della serie televisiva dedicata a Danny Rand, alias Iron Fist, Netflix ha deciso di far comporre ai quattro supereroi il team dei Difensori, semplicemente imitando il già noto gruppo famoso con cui lo stesso Luke Cage ebbe a che fare in passato (almeno, fumettisticamente parlando).

È infatti noto che il supereroe collaborò spesso con la formazione composta dal Dottor Strange, Hulk e Namor, ma si ritirò ben presto sentendosi fuori posto.

Al momento le intenzioni di Netflix sembrano essere semplicemente quelle di utilizzare un nome per scopi di lucro, senza effettivamente restituirgli l’importanza che ebbe per la casa delle idee durante gli anni ’70. Un peccato? Forse. Ma sarà opportuno pronunciarsi solo e solamente dopo aver visto la serie, che uscirà a giorni proprio sulla stessa emittente.

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Autore dell'articolo: Simone Rampazzi

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.