Prova su strada : Interstellar (ANTEPRIMA ESCLUSIVA)

Cosa c’è di meglio che passare una serata di questo caldissimo luglio a casa di Andrea Crespi (già autore di 1969, Apollo XIII e Pozioni Esplosive) per provare uno dei suoi prossimi progetti ludici in sua compagnia e del co-autore Davide Calza? Ecco, forse farlo a novembre, quando il caldo è solo un pallido ricordo, ma una partita di playtesting per un progetto così interessante vale la pena affrontare la caldazza e anche di più!

Se c’è una cosa davvero entusiasmante nel testare un nuovo gioco da tavolo è vedere la sua evoluzione da uno stadio embrionale fino al prodotto finito e confezionato, per poter apprezzare meglio il lavoro che sta alla base di un processo così complesso come la progettazione di un gioco da tavolo e, come mi è già successo con i precedenti progetti di Andrea, anche questa volta l’esperienza è valsa ogni minuto speso al tavolo da gioco.

Ma entriamo nel vivo! Che cos’è Interstellar?

Gioco da 2 a 4 persone dalla durata media di un paio d’ore (ma anche di più) ci troviamo con un compito gravoso sulle nostre spalle: il sole sta per esaurirsi e l’umanità, ahinoi, è destinata ad un’implacabile estinzione. L’unica soluzione è abbandonare per sempre l’amata Terra e cercare nello spazio un modo per consentire alla razza umana di non sparire per sempre. Ci troveremo quindi a solcare lo spazio (tema sempre caro ad Andrea) con astronavi di ultima generazione, alla ricerca di materiali che ci permetteranno di mettere in salvo l’umanità tramite la costruzione di una nave interstellare, moderna Arca di Noè che porterà la razza umana verso l’infinito… e oltre!

Pronti per un bel viaggetto nello spazio?

Senza addentrarmi troppo nelle meccaniche del gioco (che, ricordo, è ancora nelle fasi finali di testing), Interstellar si colloca senza colpo ferire nella più classica categoria dei “cinghialoni”. Con il fattore “caso” lasciato in un angolo, solo un’attenta pianificazione permetterà nel corso dei turni di gioco di intraprendere azioni mirate alla produzione di risorse che verranno utilizzate nel corso della partita per ottenere punti vittoria in svariati modi.

Il gioco è diviso in due fasi ben distinte, più una classica terza fase di preparazione per il turno successivo.

Ogni giocatore ha a disposizione un pool di cinque azioni (che potranno aumentare nel corso della partita) che permetteranno di inviare e migliorare la nostra nave nello spazio profondo alla ricerca di preziosi minerali per poter completare la costruzione della nave madre (l’Interstellar appunto) che dovrà portare in salvo più esseri umani possibili. Oltre alle azioni espressamente dedicate ai viaggi interstellari è possibile ottenere risorse in altri modi quali il commercio e l’estrazione di risorse effettuata direttamente dal sole.

Cubetti e meeple: cosa chiedere di più?

Una particolarità che mi ha colpito in maniera positiva è che il turno delle azioni sia della prima che della seconda fase non è fisso. Ogni giocatore infatti può decidere di utilizzare tutte le azioni a disposizione (alcune delle quali ripetibili più volte) oppure passare il turno, per avere il vantaggio molto importante soprattutto verso il finale di partita di agire per primo nella fase successiva e di avere un bonus extra in base alle azioni non utilizzate.

La seconda fase è dedicata alla “spesa” delle risorse accumulate per poter ottenere vantaggi e soprattutto punti vittoria. E questo può avvenire principalmente in due modi: salvando direttamente la popolazione mondiale facendola imbarcare sulla Nave Interstellare oppure andando a costruire direttamente la navicella che porterà in salvo gli esseri umani.

La plancia giocatore

Le impressioni a fine partita sono state assolutamente positive per molti aspetti. A partire da un aspetto grafico che, se i costi lo permetteranno, vedrà l’utilizzo di pianeti realizzati in 3D, ad un sistema di gioco complesso ma che si lascia padroneggiare ed apprendere senza troppe difficoltà, fino ad arrivare ad un bilanciamento quasi perfetto fra le varie strategie attuabili durante la partita per raggiungere lo scopo finale.

Tenendo ben presente la natura del gioco (se cercate un party game o dei dadi da tirare stategli alla larga!), Interstellar mi ha colpito davvero molto e non vedo l’ora di poter avere fra le mani il prodotto finale.

Ringraziando ancora Andrea e Davide per l’occasione, vi consiglio di tenere d’occhio questo progetto, di cui sicuramente torneremo a parlare sulle pagine di Playcorner anche in futuro. Stay tuned!

 

Autore dell'articolo: Luca Pinchiroli

Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.