Clank! – Recensione

Impavidi eroi, è tempo di avventurarsi all’interno di un dungeon profondo e pericoloso, per recuperare le antiche reliquie. Occhio però! All’interno di quei tetri e umidi corridoi si nascondono insidie, pericoli, nemici e soprattutto un drago che al minimo rumore cercherà di incenerirvi.

Tranquilli, non è l’incipit di un nuovo fantasy film o l’introduzione a qualche particolare gioco di ruolo, ma si tratta dall’ambientazione che Paul Dennen ha scelto di dare alla loro ultima creatura: Clank!, prodotto dalla Renegade Studios. Dopo svariati raid e diverse ustioni di terzo grado, posso finalmente sbilanciarmi in un giudizio più o meno definitivo.

CARTE CHE SCORRONO LISCE COME L’OLIO

Sin dalle prime informazioni questo Clank! mi aveva incuriosito. I motivi sono abbastanza intuibili, soprattutto per chi mi conosce; si tratta infatti di un deck building genuino e abbastanza asciutto, genere che non ho mai fatto mistero di amare tanto quanto le lasagne che fa mia nonna ( a proposito, devo chiamarla…).

Clank Board
Il tabellone con il dungeon, le carte da poter acquistare, e i nostri eroi dentro la viscere della terra. Si va alla ricerca di artefatti!

Il twist che il gioco offre, rispetto ad altri esponenti del genere, è quello dato dalla presenza di un vero e proprio dungeon (diviso in lato “facile” e “difficile”) composto da stanze di superficie e sotterrane, grotte che rendono i movimenti più difficili e, come da tradizione, un market 24/7 che offre gustosi e scontati oggetti ai nostri avventurieri.

Lo scopo del gioco è semplice: entrare nel dungeon, rubare una reliquia e scappare, possibilmente evitando di lasciarci le penne. Ancora più semplice, se vogliamo, è il turno di gioco dato che consta nel dover giocare tutte e cinque le carte che abbiamo pescato dal nostro deck, attivandole nell’ordine da noi preferito in modo da riuscire ad incastrare potenti combo.

Le carte sono ovviamente il cuore dell’esperienze e servono da timone e guida per i nostri meeple-avventurieri. Nel mazzo base ci sono quelle utili ad acquistare nuove carte tra quelle presenti sul tavolo (sempre sei a disposizione dei giocatori), muoversi tra le varie stanze e, purtroppo quelle che ci fanno fare rumore.

Nel corso dei vari turni sarà premura del giocatore crearsi un deck in grado di “girare” nel miglior modo possibile bilanciando carte per l’acquisto, per il movimento, ovviamente l’attacco e, giusto per non farsi mancare nulla, qualche potere speciale.

Clank Detail
Non fate arrabbiare il drago!!

Ovviamente, a rendere il tutto il più competitivo possibile, ci pensano una serie di ostacoli presenti nel dungeon – mostri da sconfiggere con il simbolo dell’attacco – e stanze che bloccano i movimenti. Ma il pericolo maggiore arriva sicuramente dal drago, ed è qui che ho trovato la meccanica più fresca di  questo Clank!

Ogni volta che produciamo un rumore (chiamato proprio clank nel gioco) dobbiamo posizionare un cubetto del nostro colore nell’apposito spazio del tabellone; questi si accumulano fino a quando dal deck di acquisto non viene girata una carta con il simbolo del drago.

A questo punto il mostrone si sveglia e ci attacca. Tutti i cubetti presenti sul tabellone si mescolano all’interno di un sacchetto, dopodiché se ne pescano casualmente un numero pari al valore di “incazzatura” del drago (che sale ogni volta che si ruba un uovo di drago o si raccogliere un artefatto!). Se i cubetti sono neri, il drago manca l’attacco e il cubetto si scarta, se invece sono del colore di un giocatore il malcapitato subisce un danno.

Subire un danno non vi porta nessun malus nell’immediato ma, arrivati ad un certo numero di ferite si rischia di morire; in quel caso, a fare la differenza è il luogo in cui il nostro eroe perde i sensi: se capita nelle profondità del dungeon si è automaticamente eliminati dalla partita, viceversa, se capita nella parte superiore delle rovine, gli abitanti del villaggio verranno in soccorso portandoci in salvo, ma non verrà guadagnato nessun punto gloria aggiuntivo oltre a quello guadagnato durante l’esplorazione.

Clank Board
Più si va in profondità, più punti daranno le reliquie. Le strade sono diverse…basta seguire le frecce!

Uscire per primi e sulle proprie gambe non solo vi darà punti aggiuntivi (20 per ogni eroe che riesce ad uscire sulle proprie gambe) ma andrà anche ad innescare la fine della partita. Una volta che il primo giocatore sarà uscito dal dungeon, gli altri avranno tempo quattro turni per tornare a vedere la luce, prima che il drago decida di trasformarli in “pupazzi per le coccole” per il resto dei loro giorni.

COMMENTO FINALE 

Ho fatto sei partite a questo Clank! (di cui una con l’espansione, ma ve ne parlerò più avanti) e devo dire che tutte le volte sono rimasto soddisfatto dell’esperienza. A pieno carico una partita può dura dai 60 ai 100 minuti, con il gioco che anche in meno avventurieri scala molto bene.

Qualitativamente siamo davanti ad un prodotto eccellente, con un’ottima grammatura delle carte, una plancia robusta doppia faccia, un sacchetto griffato, cubetti e simpatici meeple in legno. Tuttavia, trovo comunque un po altino il prezzo di importazione.

Clank Meeple
Le grotte bloccano il movimento per il resto del turno, una volta entrati perderete tutti i movimenti che vi avanzano.

Detto questo Clank! lo voglio comunque premiare per aver cercato di portare all’interno del mondo dei deck building una serie di variabili che rendono l’esperienza più fresca e innovativa. La presenza di contaminazioni da push your luck potrebbe non piacere a tutti, ma è ben integrata e soprattutto a servizio di un’ambientazione che si riesce a percepire mentre si gioca.

Chiudo dicendovi che il gioco è in inglese ma il testo sulle carte si ripete abbastanza di frequente e d è facilmente memorizzabile.

Insomma se non avete paura di entrare in questo oscuro dungeon fatto di goblin, puzza e fiammate di drago, buttatevi tranquillamente su Clank! non ve ne pentirete! 

Salute avventurieri e buona fortuna la dentro!

Autore dell'articolo: Roberto Vicario

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.